Italiani primi della classe per longevità

Raddoppiato in appena 20 anni nel nostro Paese il numero degli ultracentenari. Si direbbe un dato positivo, supponendo che sia dovuto ad un'alta qualità della vita. I dati mostrano infatti che è aumentato in Italia il numero degli ultracentenari. Una crescita esponenziale, dovuta evidentemente ad uno stile di vita più sano. dovuto alla bontà della cosiddetta dieta mediterranea.

Di conseguenza, soprattutto nelle grandi città, sono sempre di più le richieste di assistenza delle famiglie che hanno familiari anziani. Alcune si avvalgono dell’aiuto di badanti mentre altri si rivolgono a una casa di riposo a Roma, Milano o Napoli, in base alla città in cui vivono per ricevere un’assistenza 24 su 24.

Secondo i dati dell’Istat, gli over 100 in Italia sarebbero quasi 15.000 e dunque in pratica sarebbero sarebbero raddoppiati in appena 20 anni. Se infatti poco più di venti anni fa, nel 2001 gli ultracentenari erano "solo" 6.313, 1.080 maschi e 5.233 femmine, nel 2021 ne sono state censiti quasi 15.000, con una netta prevalenza, delle donne che rappresentano una percentuale pari all’93%. Anche questo dato statistico è un'ulteriore conferma della maggiore resistenza delle donne all'invecchiamento.

Le donne vivono di più

Il nostro paese si conferma  longevo, dunque, con crescenti aspettative di vita. La vita media è aumentata di 2,4 anni per gli uomini e di 1,7 anni per le donne, tanto che gli italiani sono tra i più longevi del mondo con una vita media che ha raggiunto 79,4 anni per gli uomini e 84 per le donne.

Sono tutti elementi che fanno ritenere che il numero degli ultracentenari sia destinato ad aumentare ancora, nei prossimi anni. Parallelamente, tuttavia, si apre la questione della gestione di un target di età tanto avanzata, perché per quanto positivo possa essere vivere oltre i cento anni, difficile è immaginare che questi senior possano condurre una vita autosufficiente e non richiedano invece, come immaginabile, una assistenza crescente.

L’esercizio fisico è utile anche per il cervello

Non è una novità che una corretta routine di esercizio fisico aiuti il ​​corpo a invecchiare in condizioni migliori. E negli ultimi anni, vari studi hanno evidenziato l'idea che l'attività fisica può anche essere utile nel combattere i segni dell'invecchiamento del cervello. C'è almeno un'ipotesi plausibile: il cervello, che rappresenta solo il 2% del peso corporeo, consuma il 20% dell'energia che il nostro corpo utilizza sotto forma di glucosio. L'esercizio fisico migliora la salute cardiovascolare, quindi può mantenere in buona forma l'apporto di nutrienti e ossigeno al cervello.

Uno studio recente suggerisce che anche un'attività fisica leggera, come fare passeggiate o fare le faccende domestiche, può migliorare la funzione cerebrale. I ricercatori hanno studiato i dati dei monitor digitali dell'attività fisica di oltre 2.300 persone di mezza età, insieme alle loro scansioni cerebrali. I risultati indicano che ogni ora di attività fisica leggera al giorno equivale a ritardare di un anno la perdita di massa cerebrale associata all'età, e che questa associazione è più pronunciata negli individui che non praticano sport regolarmente. Tuttavia, è ancora una correlazione senza prova di causa-effetto, poiché non esclude la possibilità che le persone con una maggiore massa cerebrale siano più attive.

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