Cobot: tutto quello che devi sapere sui robot collaborativi

I robot collaborativi sono stati introdotti sul mercato ormai dieci anni fa, ma ancora oggi è un settore che presenta molti dubbi e incertezze da parte dei consumatori finali.

Che cos’è un braccio meccanico? Quali sono i costi di un robot collaborativo? Quali sono le sue funzionalità di base? Sono solo alcune delle domande che gli addetti ai lavori si fanno ogni giorno.

Con questo contenuto ci poniamo l’obiettivo di fare un minimo di chiarezza, andando a sviscerare i quesiti più rilevanti che in questi anni sono nati attorno ai robot collaborativi.

Che cosa sono i robot collaborati?

I robot collaborativi non sono altro che delle macchine antropomorfe in grado di muoversi liberamente su sei assi differenti, rispettando tutti i criteri di sicurezza, flessibilità e compattezza necessari per lavorare al fianco di un operatore umano.

Il cobot è uno strumento intelligente che necessita una semplicissima programmazione e permette all’operatore umano di imparare molto velocemente le sue funzionalità principali. Grazie a questa facilità di utilizzo, i robot collaborativi possono essere introdotti all’interno del processo produttivo con estrema rapidità, aumentandone la produttività.

lI cobot possono essere utilizzati in ogni settore?

Questa è una delle principali domande che vengono poste dagli industriali italiani. La risposta è semplice: SI, possono operare in ogni settore industriale. Il loro unico limite è imposto dal proprio payload.

La loro naturale flessibilità applicativa li rende gli strumenti ideali per automatizzare la maggior parte dei processi industriali. Automotive, lavorazioni meccaniche, attività di fine linea, alimentare e chimico farmaceutico, elettronica, plastica e polimeri. Sono solo alcuni dei settori più noti che utilizzano i robot collaborativi

lI cobot sostituiscono gli umani?

Un luogo comune che deve essere sfatato è quello che i robot collaborativi andrebbero a fagocitare il lavoro umano, lasciando i lavoratori senza lavoro. Niente di più falso.

L’obiettivo dell’automazione è quello di focalizzare le persone verso quelle mansioni che richiedono ragionamento e logica, sottraendole a compiti rischiosi, insicuri o ripetitivi.

Ecco alcuni esempi.

Pick&place: la classica movimentazione di pesi ingombranti da una parte all’altra o da un bancone all’altro. Si tratta di un tipo di lavoro molto logorante per il lavoratore che, costretto a ripetere all’infinito le stesse operazione rischia di alienarsi e danneggiare il proprio corpo.

Pallettizzazione: un’altra attività che richiede uno sforzo fisico molto importante e rischia di danneggiare la salute del lavoratori è la pallettizzazione, ovvero il caricare su grossi pallet un grande quantitativo di pacchi da spedire. È un altro esempio di come i robot collaborativi potrebbero tornare utili alla tua azienda.

Saldatura ed erogazione di materiali sigillanti: in molti settori questo tipo di lavoro è caratterizzato dalla ripetitività e dalla estrema precisione richiesta. Non c’è bisogno di alcun ragionamento, motivo per cui è un’attività che può essere tranquillamente svolta da un cobot. Questo esempio dimostra come questa tecnologia possa essere usata anche per processi complessi e non basilari, come spostare un pacco da una zona A a una zona B.

Siamo arrivati alla fine e, crediamo, di aver toccato diversi punti interessanti. Se anche tu stai pensando di automatizzare i processi industriali della tua azienda, i robot collaborativi sono sicuramente la scelta giusta.

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