Automobile: dai primi modelli alle auto elettriche

La storia dell’auto è davvero ricchissima di sviluppi accompagnati dal progresso tecnologico. L’origine di questa invenzione che ormai conosciamo bene è da attribuire alla seconda metà del diciottesimo secolo, non se ne conosce tutta via una data precisa.

Per diversi e numerosi secoli il trasporto di persone e carichi su strada è stato affidato a carri e carrozze trainati da animali, ma ad un certo punto fu necessario iniziare a pensare a mezzi che potessero muoversi in autonomia.

Questo fu possibile grazie all’invenzione del motore che rese successivamente più rapidi gli spostamenti.

L’automobile è nata per sostituire tutti quei mezzi di trasporto che dovevano necessariamente essere trainati da animali, con lo scorrere del tempo questa ha adottato diverse tipologie di motori, in base alla loro alimentazione. 

Alcuni esempi sono rappresentati dai motori a vapore e da quelli a scoppio presenti ancora oggi ed alimentati a benzina, ovvero il carburante più diffuso. 
Questi motori vennero poi affiancati da tecnologie decisamente più innovative. 

Ora andremo a vedere più nel dettaglio come si è evoluta l’automobile, fino alla sua grandissima diffusione. 

Un tuffo nel passato: La nascita e lo sviluppo dell’automobile

Per veder costruiti i primi veicolo realmente a trasporto autonomo bisognerà aspettare la fine del diciottesimo secolo. Infatti è proprio in quel periodo, ovvero nel 1769 che l’inglese Joseph Nicolas Cugnot progetta il cosiddetto "Carro di Cugnot". Questo era mosso da un motore a vapore bicilindrico per una cilindrata totale di ben 64.000cc. Non offriva, come si può immaginare, chissà quali prestazioni, infatti poteva raggiungere soltanto i 10 Km/h e viaggiare per circa dodici minuti. Questo primo percorso può essere considerato "l’inizio della motorizzazione".

Nonostante questi tentativi atti a rendere un mezzo autonomo e motorizzato, sarà necessario attendere per circa un altro secolo prima di notare progressi degni di nota che porteranno ad una svolta nel campo automobilistico.

Questo avvenne nel 1876, quando il tedesco Nikolaus August Otto costruii la prima vettura dotata di motore a quattro tempi.

Circa dieci anni più tardi, Karl Benz, un altro ingegnere di origine tedesca perfezionò un’invenzione risalente a 8 anni prima e così costruii il primo motore a due tempi.

Poco dopo fu Daimler ad adottare il motore costruito da Karl Benz e ad installarlo su di un veicolo dotato di quattro ruote, il soprannominato "Daimler Motor Carriage" datato 1886. Grazie a questa collaborazione tra i due ingegneri quarant’anni più tardi nacque la famosa Mercedes-Benz.

Successivamente al lavoro dei sopracitati ingegneri nel 1892 un altro ingegnere, sempre tedesco, Rudolf Diesel creò un modello che dava anticipazioni sulla costruzione del primo motore Diesel.
Nonostante la sempre più ampia diffusione del motore alimentato a benzina , il record di velocità fu stabilito da una vettura elettrica ovvero la "Jamais Contente" che il 29 aprile 1899 arrivò a superare la velocità di 100 Km/h.

Infatti, anche se presente un continuo progresso che portò l’automobile classica a diventare quella che oggi conosciamo, e diversamente da come si possa pensare. Anche l’automobile elettrica affonda le sue radici nel passato, con una storia e un’evoluzione che segue di pari passo quella delle vetture alimentate da motori a vapore o a combustione interna. 

La storia parallela dell’automobile elettrica

Come accennato precedentemente si tende a pensare che l’auto elettrica sia un’invenzione da attribuirsi ad un passato recente, o che addirittura sia un’invenzione di ultima generazione. In realtà non tutti sono a conoscenza del fatto che questi mezzi di trasporto hanno origini antiche tanto quanto le automobili classiche, con una storia di oltre 150 anni. 

Ma quand’è che prende vita la prima macchina elettrica? Per rispondere a questa domanda è necessario fare un salto nel passato, fino a raggiungere gli anni ‘30 del 1800. In quel periodo infatti lo scozzese Robert Anderson pensò alla prima carrozza che non fosse trainata da cavalli, ovvero alla prima carrozza elettrica risalente al 1832/39.

Durante lo stesso periodo, per essere esatti, nel 1835 un olandese, Sibrandus Stratingh cominciò a ideare la prima versione di automobile alimentata da elettricità. Questa venne poi realizzata da Cristopher Becker, un suo collaboratore.

Dopo i tentativi dei sopracitati personaggi, con il passare del tempo, tra il 1860 ed il 1870 venne portata avanti una continua sperimentazione sulle batterie destinate a questi veicoli, e per merito delle scoperte effettuate in questo settore le automobili elettriche realizzate sul finire del 1800 erano in grado di competere tranquillamente con i modelli classici alimentati a vapore e a benzina. 

Le automobili alimentate nel modo classico infatti erano accompagnate da problemi riguardanti l’avviamento dei loro motori, ma anche per quanto riguardava il problema del surriscaldamento, dell’emissione di fumi e della rumorosità eccessiva. Al contrario, le vetture elettriche erano decisamente più comode e pratiche, facili da guidare e, già all’epoca, silenziose. 

Il successo delle auto elettriche nel ‘900

All’inizio del 1900 la continua sfida tra i veicoli elettrici e quelli a benzina riusciva ad essere ancora ben bilanciata. Le case automobilistiche che costruivano questi veicoli infatti riuscivano ad eguagliare, ed in qualche caso, a superare i costruttori specializzati nella realizzazione di vetture che adottavano motori a combustione interna.

Le automobili elettriche più comuni erano infatti perfette per la circolazione in aree urbane, anche grazie alla loro velocità che non superava i 40Km/h e alla loro autonomia ridotta che non permetteva di comprire distanze superiori ai 50 chilometri. Anche per questo motivo la prima forma di "mobilità sostenibile" si sperimentò all’inizio del 1900.

Con l’inizio della seconda rivoluzione industriale l’auto elettrica ed il suo sviluppo subirono per anni un notevole rallentamento, in quanto proprio durante questo periodo le auto a benzina vennero notevolmente migliorate, fino ad impadronirsi dell’intero mercato dell’automobile. 

Dagli anni ‘60 ad oggi: la rinascita della macchina elettrica

La macchina elettrica torna a farsi notare in un passato decisamente più recente, infatti è proprio tra gli anni ‘60 e ‘70 del secolo scorso che questa torna partecipe della scena internazionale. Questo è reso possibile dalle numerose battaglie portate avanti da movimenti a favore dell’ecologia e dell’ambiente, ma anche dalla crisi del petrolio che vide salire, all’epoca, i prezzi dei carburanti.
Spinte da queste motivazioni le principali case produttrici di automobili iniziarono a migliorare queste automobili elettriche, ma nonostante ciò non riuscirono a competere comunque con le macchine a motore poiché restava il problema della scarsa autonomia. 

Anche durante gli anni ‘90 la tecnologia dell’auto elettrica torna al centro dell’attenzione a causa del cambiamento climatico che è causato anche dall’eccessiva emissione di CO2 delle automobili. L’interesse per queste vetture a minor impatto ambientale si ripresenta anche all’inizio del 2000 proprio per i sopracitati motivi, da attribuire ai gas serra come la CO2 e al cambiamento climatico che ne deriva.

In conclusione possiamo affermare che la storia dell’automobile risulta abbastanza complessa, e per nulla scontata come nel caso dell’auto elettrica. Questa però resta sempre accompagnata da una costante ricerca e dal continuo miglioramento delle tecnologie impiegate. È anche per questo motivo che ad oggi moltissime case automobilistiche di rilievo continuano a investire nella ricerca di nuovi ritrovati tecnologici per migliorare il settore del trasporto sostenibile. Infatti l’autonomia offerta dalle batterie montate sulle automobili elettriche viene costantemente ottimizzata così da offrire un’autonomia sempre maggiore senza la necessità di continue ricariche.

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