I 5 vini aromatici più diffusi in Italia

Freschi, intensi e ricchi di carattere, i vini aromatici contengono i terpeni ovvero delle biomolecole che conferiscono la tipicità varietale. Sono vini facilmente riconoscibili perché capaci di inebriare l’olfatto con una vasta gamma di profumi che vanno dalla rosa, alla salvia, alla pera fino a raggiungere piacevoli e inaspettati echi tropicali. Perfetti sia per il palato femminile sia per quello maschile, rappresentano un vanto della produzione nostrana. Ma quali sono i vini aromatici più amati e diffusi in Italia?

 

Gewürztraminer

Un vino sorprendente, da utilizzare a tutto pasto oppure per solleticare le papille gustative durante un aperitivo. Il Gewürztraminer è uno dei vini bianchi aromatici più amati nel mondo ma anche quello capace di suscitare qualche piacevole perplessità. Noto anche come Traminer Aromatico, in virtù della sua origine in quel di Termeno, in provincia di Bolzano, questo vitigno è la quintessenza della versatilità. Elegante ma anche opulento, raffinato ma dotato di un'ampia scorrevolezza, è un nettare mai scontato. Sorso dopo sorso ammalia, seduce, fa riflettere e invita a riprovare.

Dotato di un bel giallo paglierino venato di sfumature dorate, esprime al naso un bouquet aromatico che parte dalle note succose del litchi per giocare poi sul doppio binario della rosa, dei frutti tropicali e dei fiori di acacia. Il sorso è quasi speziato, fresco e piacevole.

Gli abbinamenti tradizionali lo vedono come il compagno perfetto di carni bianche e crostacei ma esistono una serie di etichette italiane così equilibrate da spingere a provare abbinamenti insoliti. Prendiamo ad esempio la proposta di Villa Vitas. Questa azienda storica di Strassoldo, in Friuli-Venezia Giulia, dominata da un’elegante dimora settecentesca disponibile anche per eventi o soggiorni, produce una versione raffinata di Traminer Aromatico. La pulizia degli aromi è perfetta per tentare un connubio singolare ma sorprendente con i piatti della cucina etnica orientale, in particolar modo con sushi e sashimi. Per maggiori informazioni visitare il sito aziendale.

 

Moscato

Il Moscato è coltivato soprattutto nella provincia di Cuneo. In purezza oppure utilizzato per creare assemblaggi raffinati, è la base di molti spumanti e prosecchi dotati di dolcezza, freschezza ed equilibrio. In Trentino Alto-Adige il Moscato Bianco, grazie al rigore del suolo e del clima, offre ai suoi estimatori un altro aspetto, meno ricco forse ma piacevolmente asciutto e schietto.

Il Moscato, se appassito, regala un vino dolce, maturo, ricco di sentori di frutta candita. In tutti gli altri casi invece offre un’immagine di sé fresca, scorrevole, ricca di aromi e sapori che spaziano dalla salvia, alla rosa, ai fiori bianchi. Il suo regno sono i dessert; è insuperabile con le New York cheesecake e con la mousse al cioccolato bianco.

 

Malvasia

La Malvasia è un vitigno aromatico che comprende specie a bacca bianca e a bacca nera, tanto che sarebbe più corretto parlare di Malvasie. Le prime tracce documentali la collocano nel porto greco di Monemvasia; da qui sarebbe arrivata a Lipari grazie alle navi dei coloni.

Questa uva così aromatica è diffusa in tutta Italia perché è capace di adattarsi a vari tipi di suolo e di clima. Il vino può essere giovane o invecchiato, dolce oppure secco; qualunque sia la scelta del produttore, le Malvasie spiccano per le forti note agrumate stemperate in seconda battuta da un piacevole bouquet floreale. Il sorso dipende dalla presenza o meno di zucchero, necessaria per i passiti. In linea di massima è scorrevole e dotato di una buona persistenza. In tavola la Malvasia esalta le note raffinate della pasticceria secca mentre la versione dry è perfetta per regalare tono a taglieri di salumi e formaggi locali.

 

Brachetto

Pare che Cleopatra ne servisse ″ad abundantiam al suo Antonio. Il Brachetto infatti era considerato un potente afrodisiaco, forse per la sua vena suadente, passionale e profumata. È uno dei vitigni aromatici più apprezzati dai palati femminili e pare sia nato proprio in Oriente, anche se non esiste nessuna evidenza scientifica. Quello che sappiamo con certezza è che il Piemonte è il terroir d’eccellenza e l'etichetta più rappresentativa, il Brachetto d'Acqui DOCG, si contende da millenni la scena con lo Spumante d’Asti.

È senza dubbio un vino da dessert e non potrebbe essere altrimenti visto che il sapore equivale a un'immersione totale in un mondo fatto di fragoline di bosco, violette, rosa e ciliegie. Il profumo rivela una perfetta corrispondenza naso-bocca ma aggiunge anche una delicata sfumatura di menta piperita.

 

Chardonnay

Da un punto di vista strettamente organolettico lo Chardonnay deve essere classificato come un vitigno semi-aromatico. L’immediata riconoscibilità dei suoi tipici caratteri varietali però lo fa entrare di diritto in questa piccola classifica.

Lo Chardonnay è il sinonimo dell'eleganza e della raffinatezza nel mondo del vino. E’ diffuso ovunque ma nel Nord Italia trova il suolo ideale per permettere ai suoi caratteri varietali di dare il meglio di sé. La palette aromatica apre le danze con un bouquet di agrumi succosi e leggermente aciduli, fiori bianchi e note finali di funghi. L’eventuale riposo in barrique dona una veste burrosa, quasi affumicata. Il sorso è fresco, piacevole, dotato di una media persistenza e di una perfetta corrispondenza olfattiva. Classico con risotti e frutti di mare, diventa insostituibile con i piatti della cucina indiana.

In conclusione, i vitigni aromatici rappresentano una piacevole sfida per i palati gourmet ma anche per chi vuole avvicinarsi all'affascinante mondo del nettare di Bacco.

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