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First Man: vale la pena raccontare ancora una volta lo sbarco dell’uomo sulla luna?

Damien Chazelle è un regista ormai famoso, soprattutto dopo la vittoria di ben 6 premi Oscar con la sua pellicola La La Land. È tornato lo scorso anno al cinema ad incantare il grande pubblico con un nuovo film che a nostro avviso merita assolutamente di essere guardato. Stiamo parlando di First Man che narra lo sbarco dell’uomo sulla Luna.

Coloro che non hanno ancora avuto la possibilità di vedere questa pellicola, si stanno probabilmente chiedendo se valga ancora la pena raccontare questa vicenda. Si tratta di una domanda più che naturale, dato che sono state scritte centinaia, se non migliaia di pagine, sull’allunaggio e perché sono disponibili molti film che trattano l'argomento. Ma Damien Chazelle non è certo un regista qualunque ed ha saputo raccontare questa storia da una prospettiva nuova, diversa da tutte le altre. Sì, perché per la prima volta si ha la possibilità di scoprire la figura di Neil Armstrong, spesso invece purtroppo passata sotto silenzio. Solitamente si pone l’accento infatti solo sugli avvenimenti e si guarda ad essi come se tutta l’umanità vi avesse preso parte. Certo, è così, l’umanità intera è arrivata sulla Luna insieme a Neil Armstrong, ma laggiù c’era lui in carne ed ossa, un uomo con sentimenti, emozioni, una vita.

First Man ci racconta tutti i sacrifici e le sofferenze che Neil Armstrong ha dovuto affrontare per riuscire a raggiungere la Luna in una delle missioni in assoluto più pericolose, anzi forse la più pericolosa, della storia. Ci appare in tutta la sua umanità quindi sullo schermo, non come un mero eroe, non semplicemente come il primo uomo arrivato sulla Luna, ma come una persona finalmente, un individuo, unico. Si scoprono tutti i lutti che Neil Armstrong ha dovuto affrontare e che lo hanno segnato nel profondo, primo tra tutti quello di sua figlia che lo ha spinto a partecipare a questa missione, ma anche quelli dei suo colleghi che hanno perso la vita proprio nel tentativo di mettere a punto le tecnologie che avrebbero permesso di arrivare sulla Luna. Neil Armstrong viene messo a nudo insomma, con la possibilità per lo spettatore di conoscere la sua intimità, di entrare nella sua psicologia, di capire le fatiche che ha dovuto sopportare, ma viene raccontato come un uomo che è capace di andare al di là di tutto questo, di avere speranza, di inseguire nonostante tutto un sogno.

Neil Armstrong non ha mai mostrato questi aspetti al mondo, né ha mai mostrato un eccesso di emozione nel toccare con i suoi piedi per la prima volta la Luna, lui così composto e silenzioso, lui quasi infastidito dai giornalisti e dalle mille domande che gli sono state poste nel corso degli anni. Ma in questo film si dimostra quanto sia sbagliata la famosa frase “Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un gigantesco balzo per l'umanità", perché anche per lui quello è stato un grande passo, un balzo in avanti, verso la speranza.

Prima di lasciarvi ecco qualche informazione sugli incassi e sui premi: First Man è riuscito ad incassare ben 3 milioni di euro al botteghino ed ha ottenuto 4 candidature agli Oscar, 2 candidature e una vittoria ai Golden Globes, 6 candidature ai BAFTA e 10 candidature e 2 vittorie alla Critics Choice Awards. Niente male, non sembra anche a voi? E allora non possiamo che consigliarvi di mettervi comodi sul vostra divano, con una bella ciotola di pop corn appena fatti e una bibita. Spegnete le luci e premete play! Vedrete che non vi pentirete affatto di aver scelto questo film, che renderà speciale la vostra serata, consentendovi finalmente di guardare allo sbarco dell'uomo sulla Luna da una nuova prospettiva e di provare immense emozioni.

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