Cosa significa essere la portavoce della Generazione Z: alla scoperta di Karin Ann

Con il termine Generazione Z si fa riferimento ai giovani di oggi, più o meno ventenni, alle persone che sono nate quindi tra il 1997 e il 2012. Si tratta di una generazione che sta facendo di tutto per far sì che i diritti delle minoranze possano essere rispettati. È una generazione che vuole amore, rispetto, affermazione, ma che sa che sono molti gli ostacoli che è possibile incontrare sul proprio cammino. Si tratta della generazione dei nativi digitali, che trascorrono la maggior parte del loro tempo online, laddove vi sono per loro maggiori opportunità, laddove però vi sono anche molti rischi.

Una generazione così ha bisogno di un portavoce, su questo non ci sono dubbi, di un portavoce che non deve solo raccontare i problemi che la generazione incontra e offrire delle soluzioni, ma che deve essere ancora coraggioso. Deve arrivare anche in quelle zone cioè dove per il momento queste problematiche non sono ancora arrivate, magari perché si tratta di luoghi dove dilaga una cultura eccessivamente conservatrice. Esiste un portavoce per la generazione Z? A quanto pare sì e il suo nome è Karin Ann.

Karin Ann, la portavoce della Generazione Z

Karin Ann è una cantante di origine slovacca. Anche lei fa parte della Generazione Z, ha infatti appena 19 anni. È diventata celebre in quanto è stata riconosciuta come scoperta dell’anno durante lo Zebrik Awards, tra i premi piú ambiti nella repubblica ceca. Nel maggio 2021 inoltre vince il “Munich Music Video Awards” con il brano “Babyboy”. Perché è riuscita in poco tempo a diventare la portavoce della Generazione Z, definizione che le è stata affibbiata niente meno che dai giornalisti del New York Times? Semplicemente perché i temi che tratta sono quelli cari alle nuove generazioni, parità di genere, diritti umani e LGBT, salute mentale, amore tossico, violenze, vita. Karin Ann non tratta questi temi solo ed esclusivamente con le sue canzoni. È un portavoce, perché ne parla in modo estremamente coraggioso durante le interviste alla radio e alla televisione e perchè fa gesti plateali che arrivano in modo diretto al pubblico, come tirare fuori sul più bello di un brano ad esempio la bandiera arcobaleno durante uno show televisivo. Con il suo nuovo singolo, Karin Ann tocca un altro tema caro alle nuove generazioni l’odio in rete.

L’odio in rete secondo Karin Ann

Karin Ann parla dei messaggi di odio che spesso le vecchie generazioni inviano online a ragazzi e ragazze molto giovani, proprio insomma a coloro che fanno parte della Generazione Z. Sono messaggi che quindi trovano carburante in un conflitto generazionale. Karin parla di questo genere di odio in rete perché lei stessa ne è stata vittima. Con il suo brano vuole essere di ispirazione ai più giovani, vuole spiegare loro che questi messaggi non devono colpirli, che sono messaggi che arrivano da persone che non meritano la loro attenzione. Vuole ridicolizzare queste persone e il fenomeno in sè, facendo satira. Si, il suo testo è satirico, proprio per questo motivo tagliante e capace di arrivare a fare colpo.

Looking at porn, il nuovo singolo in arrivo

Questo è il messaggio di “Looking at porn”, il nuovo singolo di Karin Ann in arrivo sulle piattaforme digitali il 25 febbraio. La giovane artista sceglie di fare leva su collaborazioni di altissimo livello per la realizzazione di questo suo nuovo singolo. Al fianco di Karin nella composizione del brano, musica e testo, troviamo infatti il produttore Matt Schwartz. Alla regia del video invece troviamo Simone Peluso, direttore creativo che molti artisti italiani nel corso di questi ultimi anni hanno scelto tra cui Fedez e gli ormai famosissimi Maneskin. Il video, lo ricordiamo, è già disponibile su YouTube.