Il medioevo e il vino: quali sono le varietà ancora oggi consumate?

Con origini che ci fanno pensare addirittura al neolitico, durante l'antichità il vino era certamente una bevanda popolare; iniziò a essere prodotto in scala probabilmente già dal 4000 a.C. con un successo molto forte e organizzato durante la civiltà egizia.

Il vino era consumato anche dagli ebrei: secondo la bibbia Noé sarebbe giaciuto nudo dopo essersi ubriacato in tenda; nel cristianesimo il vino è una bevanda usata per rimarcare il carattere sacro di Cristo e del suo sangue, specialmente nel cattolicesimo dove viene incluso nel sacramento dell'eucarestia.

Durante il periodo romano il vino divenne ancora più popolare e venne consumato non più solo dalle elites ma anche dal popolo comune, spesso giornalmente. Grazie alla passione per il vino si migliorò anche la sua agricoltura, che divenne più diffusa e organizzata, con produzioni famose in Italia, Gallia narborense, Siria, Acacia e Spagna. Il vino bevuto ai tempi dei romani ad ogni modo era piuttosto diverso dal nostro: era spesso conservato tramite bollitura ed era molto più alcolico e denso.

Anche i celti avevano una loro produzione vinicola, ed erano sicuramente più simili a noi per l'utilizzo delle botti in legno per la conservazione, piuttosto che nelle anfore come era abitudine romana.

Ad ogni modo dopo la caduta dell'impero romano sarà con il medioevo che si riavrà la fioritura della vinicoltura, assieme alla cura di numerose nuove varietà e attenzioni per nuove produzioni. Sarà la Francia ad essere nel medioevo la principale produttrice di vini, assieme ai conventi e alle abbazie di tutta Europa dove il vino era ritenuto essenziale e difeso per la simbologia religiosa legata allo stesso. Tra i vini francesi aventi origini medievali non mancano nomi importanti come lo Chateauneuf-du-Pape, il Clos de Bèze, il Roche-au-Moines; ma anche in Italia esistono varietà di vino direttamente eredi della tradizione medievale, come il ben noto "Est!Est!!Est!!!", accompagnato da una curiosa storia sull'origine del nome di questo vino.

Lo Châteauneuf-du-pape è uno dei vini francesi più conosciuti aventi origini medievali; originario della regione della Vauclose, deve la sua esistenza al papa Giovanni XXII, che fece crescere rigogliosi i vigneti della varietà omonima ad Avignone. Pare che i coltivatori esperti delle vigne del Châteauneuf-du-pape venissero da Cahors; verrà reso un vino francese istituzionale nel 1923, grazie ai sindacati dei coltivatori proprietari di Châteauneuf-du-pape, ottenendo nel 1936 la denominazione AOC.

Il Clos de Bèze ha origini molto lontane nel tempo, rimanendo senza dubbio una delle varietà più tipiche della Francia originarie del medioevo. Pare che nel 628 il re di Borgogna Dagoberto I dei merovingi avesse ceduto a suoi vassalli ottime terre in cambio dei loro servizi, uno dei quali, il duca Amalgaire, decise di dedicare una parte delle terre all'abbazia di Bèze, dotandola di un terreno per la coltivazione delle vigne. Col tempo la varietà del Clos de Bèze acquisterà sempre più importanza, ricevendo infine la certificazione AOC nel 1937.

La varietà del Roche-au-Moines è una nota specialità vinicola francese, aventi origini medievali risalenti, probabilmente, all'anno 1130, grazie alle cure agricole dei monaci della Loira; si tratta di un vino molto conosciuto tra le varietà odierne francesi risalenti al medioevo.

Share this post:

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Recent Posts

Comments are closed.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi