Usa Obama 85 miliardi di tagli alla spesa

Usa Obama 85 miliardi di tagli alla spesa
Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha firmato il decreto che autorizza l’ingresso in vigore dei tagli automatici lineari per un valore di 85 miliardi di dollari per quest’anno fiscale. Obama ha provato a evitarli fino all’ultimo incontrando ieri alla Casa Bianca anche lo speaker della Camera, il repubblicano John Boehner, ma non si è riusciti a raggiungere un accordo. 
LE DIVERGENZE FRA REPUBBLICANI E DEMOCRATICI. 
La proposta sulla quale insisteva Obama prevedeva di compensare i tagli, noti come ‘sequester’, con aumenti delle tasse, soprattutto per le fasce più ricche. Proposta respinta dai repubblicani, che avrebbero preferito concentrarsi su una pianificazione degli tagli alla spesa. L’amministrazione ha avvisato che i tagli lineari risulteranno in perdita di posti di lavoro, tagli alle spese nel settore della difesa e ai programmi del governo. 

OBAMA: TAGLI STUPIDI, SCELTA DEI REPUBBLICANI. 
“Siamo chiari”, ha detto Obama al termine del meeting di ieri con i leader del Congresso. “Niente di tutto questo è necessario, si tratta di una scelta che hanno fatto i repubblicani in Congresso”, ha proseguito puntando il dito contro il Gop, che ha accusato di avere agito solo per evitare di chiudere le scappatoie fiscali delle quali beneficiano i più benestanti. “Il dolore sarà reale” per gli americani, ha aggiunto, concludendo che i tagli “non sono l’apocalisse, sono solo stupidi”. 
85 MILIARDI DI TAGLI FINO A SETTEMBRE. 
I tagli automatici alla spesa sono una conseguenza del fallimento del supercomitato bipartisan per la riduzione del deficit del 2011, che non riuscì a raggiungere un accordo. Allora democratici e repubblicani concepirono questo sistema dei tagli lineari, non gradito a nessuna delle due parti, convinti che per questo si sarebbe stati costretti a trovare un accordo migliore. Nonostante i due anni circa per raggiungere un compromesso, tuttavia, l’intesa non è stata trovata. Gli 85 miliardi di dollari di tagli si applicano alla restante parte dell’anno fiscale 2013, che si conclude il 30 settembre. La legge richiede però una riduzione complessiva delle spese del governo per ulteriori mille miliardi circa, spalmati su un periodo di 10 anni.
fonte: LaPresse

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