TSIPRAS, UN ALTRO FALSO LEONIDA

TSIPRAS, UN ALTRO FALSO LEONIDA
Il presidente John Fitzgerald Kennedy dichiarò, durante il suo discorso di insediamento, «Non dovremo mai negoziare per paura».
Tsipras prima che venisse eletto sembra dovesse interpretare il ruolo di Leonida contro il temibile Serse, interpretato dalla Troika.
Si parlava di uscita dall’euro, di rivedere tutti i trattati europei, di non dare nemmeno un centesimo di euro a FMI e a BCE, di rinnegare le riforme strutturali imposte dall’Ue.
E adesso, dopo le elezioni, che è successo al nostro Leonida-Tsipras?
Dove è finito il suo coraggio nel manifestare contro il temibile mostro della troika?
Adesso Tsipras e il suo valoroso prode Varoufakis sembrano accontentarsi anche solo di un allungamento del piano debitorio.
La situazione del debito pubblico greco è la seguente: esso ammonta a 323 miliardi di euro, pari al 177% del Pil. Di questi, il 15% è detenuto dal settore privato, il 10% dal Fondo monetario internazionale e il 6% dalla Bce. Il grosso del debito, ossia il 60% del totale, pari a 195 miliardi di euro, è in mano agli altri governi dell’eurozona. Di questi 195 miliardi, 142 miliardi sono arrivati alla Grecia attraverso l’Efsf, il Fondo europeo di stabilità finanziaria (noto come “Fondo salva-stati”); 53 miliardi sono invece il frutto di prestiti bilaterali ricevuti dagli altri stati membri. 
I paesi più esposti al debito greco sono la Germania (56 miliardi), la Francia (42 miliardi), l’Italia (37 miliardi), la Spagna (24 miliardi) e l’Olanda (11 miliardi).

Tsipras, rinnegando le affermazioni pre-elettorali, ha dichiarato di voler ripagare tutto ciò che deve alla troika (il 16% del debito). Inoltre, nessuno dei paesi creditori sarebbe disposto ad un haircut del proprio debito verso la Grecia.
Anzi stiamo al peggio del peggio: il Governo greco deve presentare una richiesta di estensione del piano di salvataggio europeo entro il 16 febbraio. In caso contrario non avrà più il sostegno finanziario della Ue. L’ultimatum viene da Jeroen Dijsselbloem, presidente dell’Eurogruppo.
Io credo che non ci debbano essere compromessi o patti di alcun tipo con coloro che hanno distrutto la dignità di un popolo.
Tsipras avrebbe dovuto rispondere a Draghi, Merkel e alla troika tutta come Achille rispose ad Ettore nell’Iliade:

<<Ettore, tu, maledetto, non parlarmi di accordi!
Come non esistono patti affidabili tra i leoni e gli uomini,
né possono lupi ed agnelli avere cuore concorde,
ma sempre gli uni degli altri vogliono il male,
così non possiamo tu ed io essere amici, né ci saranno
patti fra noi, prima che uno dei due caduto
sazi di sangue Ares, il guerriero armato di scudo.>>

Non si fanno patti col nemico, lo si affronta con coraggio e a viso aperto. Non farlo significa continuare ad abusare della speranza di un popolo ormai nel baratro.

Salvatore Tamburro

Salvatore Tamburro

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi