Sud Italia campione di energia green nel 2013

I dati diffusi da Greenpeace rivelano che nel 2013 le rinnovabili hanno soddisfatto fino all’80% della richiesta di elettricità nel Sud Italia

Risparmiare sui consumi energetici è un’esigenza comune a molti: privati, imprese, famiglie, enti pubblici. Risparmiare sulla fornitura di luce e gas, oltre a ridurre i costi in bolletta, consente di contribuire al miglioramento delle condizioni ambientali, infatti, scegliere di affidarsi all’energia green, piuttosto che ai combustibili riduce le emissioni di Co2. Per risparmiare è bene scegliere l’operatore con l’offerta più vantaggiosa ed adeguata per noi al fine di minimizzare gli sprechi. Ridurre i consumi mettendo le tariffe luce e gas a confronto, ad esempio, avrà dei risvolti positivi sia sulle nostre tasche che sull’impatto ambientale.

Stando all’ultimo comunicato stampa di Greenpeace nel 2013 le rinnovabili del Sud Italia hanno soddisfatto fino all’80% della richiesta di elettricità con ricadute economiche di oltre 6 miliardi di euro e 63 mila occupati nel settore dell’energia green. Questi sono alcuni dei dati diffusi da Greenpeace

Sud Italia ed isole sono destinate ad essere, grazie alle fonti di energia rinnovabili competitivi produttori ed esportatori di energia. Negli ultimi anni la cultura dell’autonomia energetica domestica cresciuta sempre più nel nostro Paese, complici gli incentivi pubblici e le caratteristiche del territorio sono state numerosissime le istallazioni di pannelli fotovoltaici.

La conferenza stampa di Greenpeace a Napoli, tuttavia, ha voluto porre l’accento non solo sulle ricadute ambientali del successo delle rinnovabili nel Sud Italia ma anche sulle opportunità ad esse legate. Secondo l’associazione investire nell’energia ecosostenibile potrebbe creare un forte indotto per quanto riguarda l’occupazione.  

E’ sufficiente attenersi ai numeri riportati nel rapporto realizzato da Althesys per conto di Greenpeace, per accorgersi del trend positivo legato impatto economico ed occupazionale connesso allo sviluppo delle rinnovabili in Italia. Anche i sindacati si sono dimostrati molto interessati all’ultima indagine Greenpeace, Maurizio Landini, segretario della FIOM ha confermato le aspettative positive. Secondo Luca Iacoboni, responsabile clima ed energia di Greenpeace Italia, una politica basata sull’energia green potrebbe far crescere l’occupazione a 100 mila unità nel 2030.

Il 23 e il 24 ottobre scorsi il Consiglio Europeo ha diffuso le disposizioni sul nuovo Pacchetto energia-clima 2030 che prevede: meno 40% di emissioni climalteranti, 27% di rinnovabili nei consumi finali di energia per l’efficienza energetica, obiettivo che sarà rivisto nel 2020, con un target a livello Ue del 30%.

L’unico obiettivo vincolante per le autonomie nazionali, però, è quello riguardante il taglio di emissioni di C02. Ambientalisti ed associazioni di categoria dei produttori di energia pulita si sono dichiarati insoddisfatti e delusi in merito al compromesso raggiunto dai 28 leader nazionali. Attualmente, l’accordo preso tra i capi di Stato e di Governo è in attesa di essere approvato dal Parlamento europeo.

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