Shopping online: da giugno nuove regole a tutela dei consumatori

Dal 13 giugno entreranno in vigore nuove leggi a difesa dei consumatori introdotte da una direttiva europea entrata in vigore lo scorso 26 marzo

Disporre di un mezzo di pagamento virtuale è divenuta un’esigenza più che una risorsa accessoria. Le proposte sul mercato delle carte sono numerose e selezionare la più adatta non è semplicssimo. La cosa migliore resta quella di porre i prodotti CartaSì a confronto con quelli di Visa, MasterCard ecc., e selezionare da un ventaglio meno ampio. Intanto il settore sta per assumere una nuova conformazione, più vicina alle esigenze dei cittadini.

 Tra pochi giorni effettuare pagamenti con le carte di credito del circuito MasterCard, CartaSì, Visa, American express sarà più semplice. Dal prossimo mese infatti, grazie ad una direttiva europea entrata in vigore lo scorso 26 marzo (83/2012/UE), in tutta la zona euro verranno offerte maggiori garanzie per coloro che comprano a distanza effetti per un valore superiore a cinquanta euro, qualunque sia il prodotto.

 Secondo l’indagine svolta da Human Highway per Netcomm, in Italia, su 30,5 milioni di utenti internet presenti nel nostro paese, 16,2 milioni hanno comprato qualcosa in Internet negli ultimi mesi e 11 milioni dichiarano di comprare abitualmente per via telematica. Questo nuovo commercio genera un giro d’affari che si aggira a 14 miliardi di euro e questo volume d’affari tende a crescere di molto ogni anno in quanto non solo è più comodo, ma molte volte offre degli sconti interessanti che non sono proposti nei negozi tradizionali.

 I dettagli più rilevanti contenuti questa direttiva sono molti: sono previsti quattordici e non più dieci giorni per dichiarare l’intenzione di restituzione del prodotto e ulteriori quattordici giorni per spedire la merce al negoziante. Quest’ultimo, una volta ricevuta la comunicazione di restituzione ha diritto ad altrettanti quattordici giorni per rimborsare la somma.  

Inoltre, il dichiarante è obbligato per legge a dichiarare i costi della restituzione della merce in caso di restituzione. Se le spese non sono state dichiarate con anticipo, allora sarà tutto a carico del venditore e non del consumatore. Non è l’unica trasparenza: il venditore online deve obbligatoriamente comunicare la propria identità, le caratteristiche dei beni, il prezzo totale, il costo di spedizione, le modalità di pagamento e la durata della garanzia.

Dovrà essere sempre indicata la possibilità per il consumatore di restituire la merce, specificando anche la modalità per esercitarla con tutte le condizioni, i termini e le procedure.

Cambieranno anche le regole per le vendite a catalogo e telefoniche: prima di spedire un prodotto o abilitare un servizio, il venditore deve spedire al domicilio del cliente un contratto in forma cartacea e la vendita si potrà ritenere valida a tutti gli effetti solo una volta rispedito firmato. Visto il lungo tempo che scorrerebbe per tutto questo meccanismo e di conseguenza per non scoraggiare le vendite a distanza, l’Ue sta già considerando l’introduzione di nuove forme di registrazione digitale certificata come ad esempio la firma elettronica.

Inoltre, al consumatore non sarà imposto di pagare un costo superiore alla tariffa base della linea utilizzata dall’impresa. Oltre a ciò nell’acquistare contenuti digitali sono previste informazioni più trasparenti: il venditore dovrà riferire quali sono i limiti di riproducibilità dei contenuti stessi e la compatibilità con dispositivi hardware e software. Se il commerciante non dovesse rispettare tutte queste nuove regole potrebbe ritrovarsi a pagare una sanzione che varia tra i 5mila euro e i 5 milioni di euro.  

Sono esclusi da questa direttiva i contratti di credito al consumo, a distanza di servizi finanziari, multiproprietà e contratti stipulati con l’intervento di un pubblico ufficiale e quelli turistici.

 

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