L’articolo sull’università Pegaso che è diventato virale

unipegaso-espresso-polemica-articoloSono passati due mesi dalla sua prima pubblicazione eppure un’inchiesta de L’Espresso ancora oggi viene citata su alcuni siti web di informazione e attualità.

È il lungo articolo del giornalista Trocchia sull’università telematica Pegaso, la sua fondazione, la sua evoluzione, il suo successo e le sue criticità. Sì perché il settimanale prende spunto dal rapporto di valutazione che l’Anvur ha redatto sull’ateneo nel 2012, in cui compaiono alcune “perplessità”, come le definisce l’agenzia di valutazione.

A scatenare la polemica – e di conseguenza la viralità – infatti sono stati i giudizi negativi che L’Espresso ha trascritto nell’articolo.

Secondo il giornalista infatti tali giudizi sono in contrasto con il successo sempre crescente di UniPegaso; com‘è possibile, sembra chiedersi, che UniPegaso sebbene criticata da chi valuta le università continui ad avere tutto questo successo?

In alcuni articoli vengono sottolineate le criticità dovute al numero insufficiente di docenti interni, in altri viene ripreso il titolo de L’Espresso: “i corsi di UniPegaso presentano troppe facilitazioni”.

UniPegaso è un’università telematica per la formazione a distanza fondata dalla famiglia Iervolino, famiglia campana che ha affidato al giovane Danilo le redini di questo ateneo. Ateneo diventato “famoso” per essere stato scelto come organo di formazione di alcuni partiti politici, tra cui Forza Italia di Silvio Berlusconi, e che ha attivato molte convenzioni con enti pubblici, sindacati, etc.

Qual è stata l’opinione espressa dall’Anvur? Innanzi tutto che l’offerta didattica è troppo ampia in proporzione alla domanda di mercato. UniPegaso offre nove corsi di laurea, sessanta master e dieci corsi di perfezionamento, e l’Anvur consiglia una “razionalizzazione dei master” ed una più severa selezione di ingresso. L’agenzia ha anche sollevato dubbi sulla facoltà di Giurisprudenza: “presenta innegabili facilitazioni nell’acquisizione dei crediti e nell’impegno richiesto per superare gli esami.”

Ma se le università a distanza sono state considerate finora le più adatte a quegli studenti che per mancanza di tempo o voglia avevano scartato le università tradizionali, allora forse il successo è giustificato proprio da questa facilità di portare a termine il percorso di studio, indipendentemente dalla qualità della didattica offerta.

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