Rosso De Vilde ed Archeorealismo: la magia dell’arte contemporanea

Eppur si muove l'arte contemporanea. E si muove tanto, anzi si agita. Le nuove correnti artistiche provano a spazzar via il passato utilizzando e servendosi delle nuove tecnologie, mentre altre studiano l'antico per fonderlo col moderno. E in mezzo un mare di altre tendenze. 

L'Archeorealismo e il Rosso De Vilde

Evan De Vilde è l'ideatore dell'Archeorealismo, un movimento d'avanguardia la cui poetica si basa sui contrasti estetico-linguistici di oggetti archeologici, come ad esempio autentici reperti che vengono installati in moderne composizioni d'arte contemporanea. 

Come asserisce Antonio Geirola: "l’idea base (dell'Archeorealismo) è quella di reperire oggetti del passato di varia natura, sia manufatti archeologici che antichi fossili o pergamene provenienti da ogni parte del mondo, ed inserire gli stessi in strutture moderne, ottenendo in tal modo suggestive realizzazioni artistiche". Si tratta di "una vera e propria visione innovativa della realtà, con implicazioni di carattere filosofico, storico, psicologico, fisico-matematico, sociologico ed artistico". Inoltre "le opere di Archeorealismo sono oggetti d'arte archeologica riprogettati secondo schemi avanguardistici che vanno al di là della semplice museografia o museologia".

La visione "archeorealistica" dell'arte ispirata e coniata da Evan De Vilde trova la sua naturale manifestazione nel Rosso De Vilde. L'artista partenopeo ha infatti condotto per molti mesi un approfondito studio sugli affreschi rinvenuti nell'antica città di Pompei e presenti sia nell'area archeologica che nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli. L'analisi condotta da De Vilde lo ha portato a considerare l'esistenza di numerose altre sfumature di rosso, diverse dal cosiddetto "rosso pompeiano". Egli ha così estrapolato un pantone codice colore denominato ED1012, brevettato e chiamato Rosso De Vilde

Pathos

Nel mese di settembre 2016 si è tenuta l'ultima esposizione – in ordine cronologico – di Evan De Vilde. Si è trattato di una 
TriPersonale, pensata e curata da Gianpaolo Coronas. Pathos è il titolo dell'esposizione di tre artisti contemporanei – il già citato Evan De Vilde, Antonio Diana e Michele Riccio – le cui opere sono state esposte presso il Quartiere Borbonico di Casagiove, a due passi da Caserta. Come hanno affermato i curatori, il Pathos (dal greco letterale “soffrire” o “emozionarsi”) è una delle due forze che regolano l’animo umano secondo il pensiero greco. E' quella irrazionale dell'animo umano, al cui opposto c'è il Logos, la parte razionale. Il Pathos prende il sopravvento durante il processo di creazione artistica. Il visitatore e l'artista sono accomunati dall’emozione: l’artista dona, il visitatore-spettatore acquisisce ed elabora il suo Pathos, filtrando attraverso la propria cultura ed esperienza ciò che l’artista crea. La mostra, che ha avuto un discreto successo, potrebbe essere riproposta per dare l'opportunità ad un numero maggiore di visitatori di ammirare le opere dei tre artisti contemporanei.

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