Robot umanoidi in ospedale per la cura e l’assistenza: avviata sperimentazione in Italia

Robot umanoidi in ospedale per la cura e l’assistenza: avviata sperimentazione in Italia

Avviata all’ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza” di San Giovanni Rotondo (Foggia) la sperimentazione di robot umanoidi progettati per assistere i pazienti e agevolare il lavoro del personale sanitario. Il progetto di ricerca è sorto grazie alla collaborazione tra la struttura sanitaria pugliese, l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova – punta di diamante della robotica a firma italiana – e i laboratori di ricerca di Roma di Konica Minolta, multinazionale giapponese del settore tecnologico impegnata in diversi ambiti, compreso quello ospedaliero. L’obiettivo del progetto di ricerca è sviluppare tecnologie all’avanguardia – come le intelligenze artificiali – in grado di supportare con efficacia il lavoro non clinico negli ospedali.

Robot umanoidi. Alla base della sperimentazione c’è il robot umanoide R1 sviluppato dagli ingegneri dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT). Alto fino a 1 metro e 45 centimetri, pesante 50 chilogrammi e mosso da 28 motori, R1 è stato concepito come robot per l’ambito professionale e domestico, un personal robot umanoide in grado di afferrare oggetti, imparare dall’ambiente circostante e interagire con esso, oltre che naturalmente con le persone. La sua modalità di apprendimento è basata (anche) sull’esperienza, rendendolo più ‘umano’ di altri robot in sviluppo. Oltre a rispondere alle domande, R1 può intrattenere, giocare e fare da assistente personale; si tratta dunque di un vero e proprio ‘androide badante’, che potrà essere d’aiuto e di grande compagnia anche e soprattutto alla popolazione anziana.

Un occhio al futuro. Grazie alla collaborazione con l’ospedale pugliese e le tecnologie di Konica Minolta, gli ingegneri stanno provando a trasformare R1 in un perfetto assistente ospedaliero, in grado non solo di agevolare il lavoro non strettamente clinico di medici e infermieri, ma anche di ‘prendersi cura’ dei pazienti. Il robot può infatti comprendere il comportamento del personale sanitario e degli ospiti dell’ospedale, muovendosi in completa autonomia all’interno della struttura. “L’obiettivo finale è quello di coordinare un numero maggiore di sistemi robotici e integrarli con sensori e sistemi di Internet of Things: estendere la percezione e il controllo automatico dell’ambiente consentirà agli operatori sanitari una maggiore attenzione per la cura del paziente e per la gestione delle strutture ospedaliere”, ha dichiarato Filippo Silva, R&D Strategy and Technology Manager del laboratorio di Roma di Konica Minolta. “Le nostre soluzioni utilizzano robot con maggiori capacità cognitive. Il riconoscimento di attività e oggetti, l’analisi delle emozioni e del comportamento consentono ai robot di percepire l’ambiente, comprenderlo e comportarsi correttamente”, gli ha fatto eco Francesco Puja, collega presso il laboratorio romano.

Robot in sala operatoria. I robot hanno rivoluzionato l’approccio al trattamento di diverse condizioni cliniche, permettendo interventi meno invasivi, più efficaci e sicuri. Basti pensare alla recente rimozione di un tumore al polmone grazie all’ausilio del sistema robotico DaVinci Xi presso l’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino, o a quella di un tumore al retto ‘senza cicatrici’ col robot endoscopico sperimentale “Flex Robotic”. Oltre ai robot assistenti, gli scienziati di Konica Minolta stanno sviluppando intelligenze artificiali in grado di analizzare immagini, dati e altri documenti medici, al fine di supportare al massimo il lavoro degli operatori sanitari.

[Credit: Konica Minolta/IIt]

Fonte: Robot umanoidi in ospedale per la cura e l’assistenza: avviata sperimentazione in Italia

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