Quanti soldi hai su conto corrente e conti deposito? Il Fisco lo sa

Continua l’operazione di anagrafe degli investimenti degli italiani: il Fisco vuole sapere quanti soldi hai su conto corrente o conti deposito.

I risparmiatori italiani hanno dimostrato un certo zelo nelle loro scelte finanziarie, in molti si sono affidati al web per porre i conti deposito più convenienti a confronto e individuare il più conveniente o hanno valutato al meglio tutte le alternative esistenti in ambito conti correnti. Ora, però, ai risparmiatori si richiede un ulteriore sforzo di responsabilità: l’occhio del Fisco, infatti, vigila sui cittadini, o per lo  meno sulle banche, dei cittadini. Continuano i controlli sugli investimenti degli italiani per scovare evasori fiscali e dichiarazioni dei redditi false. Dopo il 2011, ora anche i dati del 2012 saranno sotto la lente d’ingrandimento dell’Agenzia delle Entrate. Le banche hanno inviato tutte le informazioni entro il 31 marzo.

 

Ma cosa sa nello specifico il Fisco dei nostri investimenti e dei nostri risparmi? Bè tutto o quasi: gli istituti di credito, infatti, erano tenuti a comunicare nel dettaglio il saldo iniziale e il saldo finale sia del conto corrente sia dei conti deposito aperti dai propri clienti. Se desideriamo investire i nostri soldi nel mercato di cambio delle valute, cioè nel Forex, invece potremo stare tranquilli, mentre l’attenzione dell’Agenzia delle Entrate si sposterà anche su titoli e obbligazioni bancarie.

 

La guerra all’evasione si fa sempre più serrata, così come il dibattito che ne scaturisce, tra chi sostiene la risolutezza del Governo contro i frodatori e chi si erge a garantista e bacchetta un sistema sempre più vicino alla modalità Big brother. I tentacoli dei controlli, intanto, si allungano sempre di più.

 

Conti correnti, conti deposito, ma anche gli altri investimenti bancari sotto l’occhio vigile del Fisco: cosa vogliono scoprire sui nostri risparmi? Evidentemente quanti soldi abbiamo, per effettuare delle verifiche anche sulle dichiarazioni dei redditi. È bene sapere, inoltre, che l’Agenzia delle Entrate conoscerà non solo i saldi di fine e inizio anno, ma saprà anche quante e quali operazioni sono state effettuate tramite la nostra banca durante l’anno.

 

Oltre all’importo sul nostro conto corrente o conto deposito, infatti, verranno esaminate anche tutte le transazioni economiche avvenute con carta di credito o carta di debito (ovvero il classico bancomat). Per fare un esempio, se abbiamo fatto ingenti spese durante il periodo in analisi è possibile che il Fisco si chieda se ce le potevamo permettere e approfondisca i controlli. Tutto questo accade con il rispetto della nostra privacy? Dicono di sì e noi lo speriamo.

 

Chiaramente non è bello sapere che i nostri soldi e le nostre spese sono sotto esame da parte di qualche sconosciuto, ma è il prezzo da pagare per una evasione fiscale che ha raggiunto livelli insostenibili. Per combattere questo fenomeno, infatti, l’Agenzia delle Entrate ha messo a punto numerosi strumenti appunto aventi lo scopo di scovare i “furbetti” che non pagano le tasse. Chi verrà “pizzicato” ovviamente rischierà pesanti sanzioni.

 

Ma sono sufficienti queste misure a eliminare del tutto l’evasione fiscale? La risposta è no. Come commentano molti esperti del settore, il rischio è quello di trovare solo piccoli evasori e non colpire i grandi patrimoni “sommersi”. Tuttavia l’indagine del Fisco è un primo passo per cercare di cambiare una cultura negativa in Italia, ovvero quella del “tanto lo fanno tutti”. Qualcuno che paga alla fine, per fortuna, c’è e paga anche per quelli che evadono.

 

La svolta del nostro sistema economico, probabilmente, si avrà quando tutti i pagamenti saranno tracciabili e quindi verificabili dagli agenti del Fisco. Per questo fra gli obiettivi del neo governo Renzi c’è quello di incentivare l’uso delle carte di credito e della moneta elettronica. Si sa, gli italiani sono ancora affezionati al contante, ma uno sforzo è doveroso se si vogliono risollevare le sorti del Paese.

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