Prostatite: ecco i sintomi per riconoscerla

Sono moltissimi gli uomini italiani affetti da prostatite, una patologia dolorosa che, se trascurata, può avere complicanze importanti sul benessere genitale del soggetto.

La prevenzione è la miglior cura: un modo di dire quanto mai veritiero, soprattutto se si parla di prostatite, un’infiammazione che colpisce un numero sempre maggiore di uomini under 50 (è la principale malattia del tratto urinario) e uomini over 50 (è la terza malattia).

Il dolore rappresenta certamente la principale ragione per cui gli uomini si rivolgono ad uno specialista, spesso troppo spaventati o vergognosi per affrontare il problema per tempo. Ma cos’è davvero la prostatite? Si tratta di un’infiammazione della prostata (o delle aree circostanti) dovuta ad agenti batterici o a microorganismi. Può essere di 4 tipologie differenti:

  • Prostatite batteria acuta
  • Prostatite batteria cronica
  • Prostatite cronica (la più comune)
  • Prostatite infiammatoria asintomatica

Quali sono i sintomi principali della prostatite? Oltre al già citato dolore, localizzato solitamente nella zona pelvica o inguinale, si verificano anche problemi legati alla minzione, molto frequente e urgente, che può arrivare anche a 10 volte al giorno, in quanto la vescica si contrae in maniera innaturale anche quando contiene solo piccole quantità d’urina.

Nei casi specifici della prostatite batterica, invece, al dolore e ai problemi di minzione si aggiungono anche nausea, vomito e febbre, ma nelle situazioni più gravi si risolve in una vera e propria infezione del tratto urinario inferiore, con conseguente interruzione della diuresi.

Se trascurata poi, la prostatite può degenerare in un’infezione batteria nel circolo sanguigno o in un ascesso prostatico, che nel tempo tendono a risultare in disfunzioni sessuali permanenti.

Proprio per evitare il peggioramento dei sintomi più comuni, facilmente trattabili da un medico specialista, si consiglia di effettuare un check-up annuale, cosi da tenere sempre sotto controllo i primi sintomi e procedere con eventuali trattamenti in maniera tempestiva.

 

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