Prestiti con la cessione del quinto: sempre in crescita

Il netto calo dei consumi nel nostro paese ha fatto sì che ci sia ovviamente anche un forte calo nella richiesta di prestiti: infatti, secondo i dati del Crif, nello scorso agosto la domanda di credito da parte delle famiglie italiane è calata del 4% rispetto all’analogo dato rilevato nell’agosto 2012. Complice la crisi, quindi, che porta gli italiani a spendere meno e poco; di qui il netto calo della richiesta di prestiti, che quando vengono chiesti generalmente non superano i cinquemila euro. I dati non riguardano soltanto i prestiti personali, i più colpiti dalla crisi, ma anche quelli finalizzati. Unica eccezione è data dai prestiti con la cessione del quinto i quali registrano un trend positivo. La cessione del quinto è, tra l’altro, uno dei prestiti più diffusi nel nostro Paese: possono accedervi pensionati, dipendenti statali o privati a tempo indeterminato e soci di cooperative che, stando ai dati, considerano questa forma di finanziamento come la più sicura e stabile. Tra l’altro, richiedendoli in internet nei portali specializzati, si potrà risparmiare tempo e denaro confrontando tutti i tassi d’interesse che vengono applicati ai prestiti con la cessione del quinto.

Crif-Consumatori


I dati in merito sono stati rilevati dall’
Eurisc, sistema di informazioni creditizie di Crif, il quale funge da banca dati per il raccoglimento delle posizioni riguardanti oltre settantasette milioni di creditori. Un vero e proprio cumulo di informazioni relative ai debiti e ai crediti delle famiglie italiane che, una volta analizzato, mostra senza mezzi termini come il trend dei prestiti sia in ribasso e come, anziché spendere e intraprendere acquisti impegnativi, gli italiani preferiscano di gran lunga la prudenza. Sempre secondo le conclusioni del rapporto Crif, non c’è da meravigliarsi di questo andamento: oltre nove milioni di italiani sono alle prese con gravi problemi lavorativi, un disagio ormai generalizzato che col passare dei mesi contagia sempre più famiglie; ciò porta a un atteggiamento naturalmente cauto che tuttavia destabilizza il mercato, arrestando i consumi e, conseguentemente, la crescita economica.

Anche laddove esistano le condizioni per ottenerli, i prestiti non vengono chiesti poiché permane un clima di sfiducia e paura nei confronti dell’immediato futuro. Da gennaio ad agosto di questo anno, la richiesta di consumi, servizi e prestiti è calata del 2,3% rispetto agli stessi mesi del 2012; tuttavia, il dato risulta ancora più allarmante se confrontato con quello dei primi otto mesi del 2009, quando ancora non c’era consapevolezza della crisi in atto: in questo caso la flessione in ribasso è del 15,1%. Secondo Simone Capecchi, direttore sales e marketing del Crif, si tratta di una congiuntura particolarmente negativa destinata a non passare presto, anche perché ancora non arrivano segnali positivi dal fronte occupazione, soprattutto quella giovanile. L’eccessiva prudenza dei potenziali acquirenti fa sì che la richiesta di finanziamenti continui a calare: il timore, neanche troppo nascosto, è di non riuscire a far fronte ai debiti contratti.

Nel mese di agosto 2013, per esempio, i prestiti finalizzati hanno registrato un -5% rispetto all’agosto 2012, mentre quelli personali si sono assestati intorno a un -2%; ciò sta a significare che si investe meno sui cosiddetti consumi durevoli, come ad esempio le automobili (negli ultimi anni si è assistito a un vero e proprio crollo delle nuove immatricolazioni), e anche su beni come mobili ed elettrodomestici. Per quanto riguarda i prestiti personali, poi, la loro flessibilità è riuscita solo in parte a fermarne il declino: nei primi otto mesi dell’anno in corso, infatti, oltre la metà dei prestiti personali richiesti non superavano i cinquemila euro, segnale evidente della prudenza – mista a un certo grado di pessimismo – con cui venivano richiesti. Negli ultimi anni, conclude Capecchi, le famiglie italiane hanno dovuto razionalizzare i consumi, dando la precedenza ai beni durevoli e strettamente necessari.

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