Prestiti alle imprese: prosegue la risalita

Prestiti alle imprese: il trend dà segnali positivi. 292,8 miliardi di euro di prestiti ottenuti dalle aziende. +17% rispetto al 2014…

Prestiti alle imprese: il mercato sembra sorridere agli imprenditori italiani, che possono iniziare a incentivare la produzione e sperare in un futuro più raggiante, ma facciamo un passo indietro. Con la lenta, ma appurata, uscita dalla recessione, il numero delle persone che valutano le opzioni di prestito più adatte, anche tramite i comparatori online come SuperMoney è aumentato. Questo numero è in crescita anche per le aziende: dall’inizio dell’anno numericamente sono stati 292,8 i miliardi di euro di nuovi prestiti ottenuti dalle aziende.
L’aumento rispetto allo stesso periodo del 2014 è stato del 17%.

Cosa ha contribuito all’aumento dei prestiti alle imprese?

Pensando alla crisi che da poco ha smesso di abbattere i settori economici italiani, cosa ha portato a una crescita di quasi 43 miliardi di euro di prestiti aggiuntivi, di cui quattro solo nel mese di agosto? Secondo un’analisi socio-economica confermata anche dalle previsioni dell’Istat, il fulcro della crescita è certamente incrementato da:

  • una ritrovata consapevolezza di poter contribuire alla crescita della domanda interna

  • i tassi di interesse arrivati a ridosso dei minimi storici.

Per quanto riguarda questo secondo punto i tassi, in alcuni casi, sono arrivati ai livelli più bassi di sempre: stando alle analisi del mese di agosto, per i prestiti superiore al milione di euro il tasso medio si riduce all’1,35%, il minimo storico.

I dati ABI sui prestiti alle imprese del settore manifatturiero

Uno dei settori che sembrava essere più in ripresa, grazie appunto ai prestiti, è quello manifatturiero: secondo i dati elaborati dall’Abi, l’Associazione delle banche italiane, su dati della Banca d’Italia, nel mese di giugno 2015, i prestiti alle imprese manifatturiere hanno registrato un aumento dello 0,67% su base annua.

Vediamo il dettaglio dell’aumento dei prestiti:

  • +4,57% per la fabbricazione di autoveicoli e altri mezzi di trasporto

  • +4,24% per altre attività manifatturiere

  • +2,45% per la fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche

  • +1,93% per le industrie alimentari

  • +1,04% per fabbricazione e raffinazione del petrolio, prodotti chimici e farmaceutico

  • +0,49% per le industrie tessili

  • +0,39% per la fabbricazione di prodotti elettronici

  • +0,31% per la metallurgia.

Ancora restano con un bilancio negativo l’industria del legno e dell’arredo -2,23%, gli articoli di carta e prodotti della stampa -1,93% e la fabbricazione di macchinari -0,57%.
C’è da precisare però che, rispetto ad agosto, la crescita del settore manifatturiero italiano ha rallentato ulteriormente: l’indice PMI di Markit/ADACI è sceso a settembre, rispetto ad agosto, da 53,8 a 52,7 punti, il livello più basso da sette mesi.
Gli economisti avevano previsto 53,4 punti, ci teniamo a precisare che un valore superiore a 50 punti segnala una crescita dell’attività manifatturiera mentre un valore inferiore indica una contrazione.

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