Perugia, il sindaco: "Clima sociale insostenibile"

Perugia, il sindaco: "Clima sociale insostenibile"

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Uccide 2 impiegate Regione Umbria e si suicida,
gridava: “Mi avete rovinato”

Le vittime sono Margherita Peccati e Daniela Crispolti. L’episodio avvenuto all’interno del palazzo del Broletto, nel centro della città. L’uomo, Andrea Zampi, un quarantenne, ha fatto fuoco negli uffici al quarto piano. Il sindaco Boccali: “Clima sociale insostenibile”

http://www.repubblica.it/cronaca/2013/03/06/news/entra_in_uffici_regione_e_spara-53978780/?ref=HREA-1

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PERUGIA– Un uomo, Andrea Zampi, è entrato stamani negli uffici della Regione a Perugia e ha ucciso a colpi d’arma da fuoco due impiegate, Daniela Crispolti, 46 anni (precaria con contratto di collaborazione) e Margherita Peccati, 61 anni, prossima alla pensione. Entrambe lavoravano all’ufficio accreditamento del settore formazione. L’uomo, un piccolo imprenditore di 43 anni, si è poi suicidato con la stessa arma. Secondo quanto riferito dal sindaco, Wladimiro Boccali, l’aggressore è figlio di titolari di una piccola impresa di formazione cui la Regione non avrebbe confermato l’accreditamento. ”È una tragedia immmane, frutto di un clima orribile legato all’attuale momento economico – ha detto il primo cittadino -. Una tragedia per le famiglie e per tutti noi – ha aggiunto – uno dei momenti più brutti e forse dovremmo riflettere tutti, a partire da voi”. L’uomo si sarebbe già presentato negli uffici di via del Broletto per la lamentarsi della situazione. L’imprenditore aveva anche dei problemi psichici per i quali ultimamente era stato ricoverato in ospedale. Una delle due funzionarie uccise era precaria.

Capital – Il sindaco di Perugia: ”Strage nata da clima sociale insostenibile”

L’episodio è avvenuto all’interno del palazzo del Broletto, a ridosso del centro di Perugia nella zona della stazione ferroviaria. Nell’edificio si trovano uffici di vari assessorati. Appena appresa la notizia, la presidente della Regione, Catiuscia Marini, ha lasciato la direzione del Pd a Roma ed è arrivata a Perugia. In questura ha incontrato i familiari delle due impiegate uccise.

Un testimone: “Urlava: ‘Mi avete rovinato'”.
“Ho sentito dei colpi vicino al mio ufficio, mi sono chiuso dentro, nascosto sotto la scrivania”. Così un impiegato che si trovava a poche stanze di distanza dove sono state uccise le due colleghe, al quarto piano degli uffici della Regione Umbria, ha raccontato i minuti della sparatoria. “Ho sentito sparare anche in corridoio – ha aggiunto – urlava: ‘Mi avete rovinato, ne ho già fatte fuori due’. Allora ho temuto il peggio”. “Mi sono accorto che l’omicida si era suicidato – ha raccontato ancora l’impiegato – solo quando è arrivata la polizia, che ha aperto le porte degli uffici. Ho vissuto i momenti più tragici della mia vita”.

Dieci colpi con semiautomatica
. Ha sparato con la sua pistola Beretta semiautomatica regolarmente denunciata Andrea Zampi. L’uomo avrebbe esploso una decina di colpi. Alcuni si sono conficcati nelle pareti di una sala riunioni, del corridoio e altri in quella dove l’uomo si è suicidato.

Lutto cittadino. Il Comune di Perugia “ha deciso di annullare tutte le manifestazioni pubbliche in programma per oggi e proclamare il lutto cittadino”, si legge in una nota dell’ente.

Il precedente di Bergamo. La sparatoria di Perugia ha un precedente fortunatamente conclusosi non in maniera tragica il 3 maggio dello scorso anno a Romano di Lombardia in provincia di Bergamo. Un uomo di 50 anni, un piccolo imprenditore della zona, aveva fatto irruzione armato di fucile  nella sede dell’Agenzia delle entrate e preso in ostaggio 15 dipendenti. Poco dopo ne aveva liberati 14, ma ne aveva tenuto uno sotto tiro per quasi sei ore, Luigi Martinelli, 54 anni, imprenditore originario di Calcio, in provincia di Bergamo. L’uomo si arrese al vice brigadiere, Roberto Lorini, della locale compagnia dei carabinieri, e a un militare del Gis, arrivato da Livorno.

Solidarietà e commozione. “La nostra solidarietà alle famiglie e a tutti coloro che lavorano in Regione Umbria”, ha scritto Roberto Formigoni su Twitter.

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