Oltre la CDU: l’ascesa dell’altra destra in Germania

Oltre la CDU: l’ascesa dell’altra destra in Germania
Il leader di AFD al congresso fondativo
La strategia di Angela Merkel e del segretario generale della CDU Peter Tauber di ignorare gli euroscettici di Alternative für Deutschland (AfD) si sta rivelando fallimentare. 
Alle ultime elezioni in Sassonia, AfD è balzata al 9,7%, ben oltre le previsioni dei sondaggi (6-8%). 

Dopo le europee di fine maggio, il voto in Sassonia ha rappresentato il 2° test elettorale in cui gli euroscettici sono riusciti a superare lo sbarramento del 5% ritagliandosi così un consistente spazio politico a destra della CDU/CSU. Le elezioni in Sassonia sono le prime di tre importanti consultazioni elettorali nella ex Germania Est. Domenica 14 settembre, infatti, si voterà in altri due Länder: Turingia e nel Brandeburgo. Qui le prospettive per AfD sono ugualmente positive: 6% in Brandeburgo, 5% in Turingia. In entrambi i casi gli euroscettici dovrebbero superare lo sbarramento.

L’avanzata della destra nazional-conservatrice

I risultati della Sassonia confermano un’evoluzione dei rapporti di forza tra i partiti tedeschi già in atto dalle elezioni politiche di un anno fa: l’avanza della destra nazional-conservatrice euroscettica ha l’effetto di eliminare politicamente i liberali (FDP). Anche in Sassonia la FDP si è fermata al 3.8%, ampiamente sotto lo sbarramento del 5. 

La crisi del partito liberale sembra irrimediabile; le prospettive nelle elezioni in Brandeburgo (2%) e Turingia (4%) non sono positive. Inoltre il partito è lacerato al suo interno e potrebbe scindersi. Un gruppo di 35 esponenti della FDP fonderà un nuovo partito di impostazione social-liberale entro la fine di settembre. Ma il successo di AfD in Sassonia è interessante anche per un altro aspetto. 

Gli estremisti di destra della NPD (Partito nazionaldemocratico della Germania) nelle e

Oltre la CDU: l’ascesa dell’altra destra in Germania

lezioni di 5 anni fa erano riusciti a entrare nel parlamento regionale. Domenica scorsa, fermandosi al 4.9%, hanno mancato l’obiettivo per appena 809 voti. Secondo un’analisidell’Istituto Infratest reso noto dalla prima rete tedesca, l’NPD ha perso per strada ben 13 mila voti a favore di AfD. 

La ricerca dimostra che l’elettorato di AfD coincide in gran parte con quello del neonazista NPD, con cui condivide le posizioni politiche contro gli immigrati e favore della famiglia tradizionale. Si tratta di un fenomeno non nuovo ma che nel caso della Sassonia ha prodotto gli effetti più evidenti.

Anche se i rappresentanti di AfD si sono sempre sforzati di prendere le distanze dall’NPD, è pur vero che gli argomenti usati dai propri leader politici in campagna elettorale sembrano costruiti per attirare anche l’elettorato di estrema destra. In Germania è molto noto un sito realizzato dal Partito Pirata in cui vengono confrontati i manifesti elettorali di AfD e NPD al fine di dimostrare la vicinanza di slogan e tesi. 

Il fermento politico a destra della CDU

Il 9.7% di AfD non si spiega solo con il flusso di voti dai liberali e dall’estrema destra. Sempre secondo l’Istituto Infratest, ben 33 mila elettori hanno abbandonato la CDU per votare AfD. Come ha sottolineato la FAZ in un commento di Jasper von Altenbockum, c’è un grande fermento politico che sta lentamente portando a ciò che nel 1983 il leader dei cristiano-sociali bavaresi Franz-Joseph Strauß scongiurava: un partito a destra della CSU. 

Angela Merkel ha liquidato il successo di AfD come “un voto di protesta“. L’analisi è insufficiente. Il recente successo di AfD e i movimenti a destra della CDU/CSU non sono solo il sintomo di una protesta, ma sono anche la dimostrazione che il partito della cancelliera ha difficoltà a mantenere il proprio legame con la parte più conservatrice della società tedesca. 

Nell’era Merkel il suo partito si è molto modernizzato e ha abbandonato le sue tradizionali posizioni conservatrici. Il segretario generale della CDU Peter Tauber auspica un partito giovane, moderno e aperto alle nuove tendenze culturali. Fino ad ora la strategia ha pagato a livello nazionale grazie all’abilità politica di Merkel, che è riuscita a far convivere le diverse anime del partito e a riportare quest’ultimo alle percentuali dei tempi di Helmut Kohl. 

A livello locale, tuttavia, la situazione appare più complessa. In Sassonia la CDU si è confermata 1° partito con il 39,4% ma ha perso sia lo 0,8% dei voti sia il suo alleato principale, la FDP (liberali), trovandosi costretta a una nuova grande coalizione con la SPD (socialdemocratici). La Zeit il 4 settembre ha messo in evidenza che “Angela Merkel è certamente molto potente… ma è molto distante dai cittadini a Dresda, Lipsia, Görlitz e Dürrhennersdorf… Dürrhennersdorf è una comunità al confine con la Repubblica Ceca. Lì, nel profondo est della Sassonia, molti cittadini hanno paura degli spacciatori e dei ladri che arrivano da oltre confine. AfD ha ottenuto il 33% dei voti a Dürrhennersdorf!” 

A questi elettori la CDU non ha sinora offerto alcuna proposta convincente, lasciando uno spazio politico che oggi Alternative für Deutschland è pronta ad occupare. Del resto gli esponenti di AfD non sono certo neonazisti come quelli dell’NPD, ma professori universitari e imprenditori conservatori e, indubbiamente, anche reazionari. 

E la sinistra?

Infine uno sguardo a sinistra, la “grande assente” da questo test elettorale in Sassonia. La Linke si è confermata 2° partito con il 18% (-1.7 rispetto al 2009); la SPD è terza con il 12.4 (+2%) e i Verdi quinti con il 5.7% (-0.7%). Un risultato deludente per il fronte progressista, ma che dovrebbe permettere comunque alla SPD di entrare nel governo regionale accanto alla CDU. 

Molto più rosee le previsione negli altri due Länder nei quali si voterà la prossima settimana. In Brandeburgo la SPD e la Linke dovrebbero essere confermate alla guida della regione. Più complessa, invece, la situazione in Turingia: la CDU è ancora il primo partito (34%), ma la Linke con il 26% rappresenta una forza considerevole che insieme alla SPD, quotata intorno al 20%, potrebbe anche aspirare a governare.

A Berlino non cambia niente

Il risultato in Sassonia non cambierà gli equilibri a Berlino. Almeno per ora. 

La Sassonia è un Land medio-piccolo di 4 milioni di abitanti e può contare solo su 4 seggi nel Bundesrat (Camera delle regioni); sono andati a votare meno della metà degli aventi diritto al voto (49.2%); la CDU è comunque rimasta il 1° partito e il presidente Stanislaw Tillich (CDU) continuerà a governare, anche se questa volta, molto probabilmente, con la SPD. Se tuttavia a destra della CDU dovesse continuare ad affermarsi e radicarsi AfD, è molto probabile che Angela Merkel e i suoi fedelissimi dovranno trovare una nuova strategia per uscire dal vincolo cieco nel quale si trovano. 

Anche se la linea della CDU di non aprirsi agli euroscettici non è in discussione, sempre più esponenti del partito di governo auspicano un confronto con AfD, anche perché se è vero che AfD è nata come partito monotematico (l’euroscetticismo), a livello locale e regionale questo tema è quasi assente. (Pubblicato su Limes il 5.09.2014)
twitter@uvillanilubelli

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