Mutuo con tassi da usura? Bisogna dimostrarlo in tribunale

Se pensi che il tuo mutuo abbia dei tassi da usura devi dimostrarlo in tribunale, ma i tassi di mora non si sommano con quelli corrispettivi.

Le famiglie che vogliono trovare un mutuo conveniente devono porre le le offerte di Barclays a confronto con quelle di Cariparma o Bnl e scegliere quelle coi tassi più convenienti. Quando si va a firmare il contratto, però, è bene verificare quali sono i tassi di mora che si possono aggiungere ai tassi d’interesse corrispettivi. A molti consumatori infatti è capitato di non riuscire a pagare la rata del mutuo e quindi di essere costretto a pagare un tasso di mora che però dev’essere esplicitato per contratto.

 Prima di sottoscrivere un mutuo per la casa o per qualsiasi altra finalità è quindi bene informarsi sui tassi di usura che sono stabiliti per legge. Se la tua banca applica al finanziamento dei tassi di usura è possibile fare un reclamo o aprire una causa contro la banca. È bene però sapere che i tassi di usura non vengono sommati ai tassi d’interesse corrispettivi e quindi il Tribunale può anche decidere di dare ragione alla banca e costringerti a pagare.

 È quello che è successo a molti clienti di banche che si sono rivolti al Tribunale di Napoli proprio per aprire una causa contro i tassi di usura. Nella sentenza numero 5949 del 18 aprile 2014, ad esempio, è stato osservato che la nota sentenza della Cassazione 350/2013 “non ha assolutamente stabilito che i tassi degli interessi corrispettivi (in quel caso 6,75% ndr) debbano essere sommati con quelli degli interessi di mora (8,75%) e poi confrontati con la soglia d’usura (8,865%)”.

In questo caso quindi come si può ben vedere il tasso di mora non è superiore al tasso di usura e quindi la richiesta della banca è stata dichiarata legittima. La sentenza quindi ribadisce ancora una volta che il tasso di usura non si calcola sommando tasso di mora più tasso d’interesse corrispettivo. Il tasso moratorio ha quindi natura sostitutiva e non additiva rispetto a quello corrispettivo secondo il Tribunale di Napoli che si è espresso in diverse sentenze.

Prima di fare causa a una banca e andare in Tribunale, quindi, consigliamo ai consumatori di pensarci un po’ su e magari chiedere una consulenza a un professionista oppure a un’associazione dei consumatori. Una causa giudiziaria, infatti, comporta ingenti spese che non è detto si riesca a pagare visto anche le condizioni economiche non rosee di un debitore di banca. La cosa migliore da fare, ovviamente, è non indebitarsi e per questo bisogna scegliere i mutui più convenienti sul mercato.

Ma come trovare un mutuo con tassi vantaggiosi e rate sostenibili? Il segreto è confrontare le offerte su internet grazie anche ai comparatori online. Inserendo i propri dati profilo, infatti, si potrà calcolare la rata del mutuo e capire se è sostenibile o meno per il proprio reddito mensile. La norma vuole che l’importo della rata mensile non superi il 35% del reddito mensile: in caso non sia così è meglio cercare un finanziamento più conveniente.

Fondamentale ovviamente per un mutuo è la scelta fra tasso fisso o tasso variabile. Il tasso fisso è sicuramente la scelta più sicura per una famiglia perché prevede rate costanti nel tempo, mentre il tasso variabile cambia a seconda delle condizioni di mercato. Tuttavia in genere il tasso variabile è più basso del tasso fisso e in questo momento risulta la scelta più conveniente. In alternativa si può anche scegliere il tasso misto che prevede un periodo a tasso variabile e uno a tasso fisso ma non è detto che la banca sia disposto a concedervelo.

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