MPS: eccezionale articolo di Marco della Luna, che segnala alla magistratura nuove e ancor più …

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Mps Morelli 15Inquietudine per la previdenza integrativa dei dipendenti di Mps e Intesa

Una banca non può gestire in proprio i fondi pensione dei suoi dipendenti, ma MPS e Intesa San Paolo, recentemente, la prima con ampio preannuncio, ma senza consultare i sindacati, la seconda con la loro approvazione, hanno affidato i fondi della previdenza integrativa dei loro dipendenti (la prima in toto, la seconda – se ben capisco – in parte) a una banchetta milanese controllata da una srl con un capitale sociale di 11.112 Euro, a sua volta posseduta da una srl tedesca. A quella banchetta aveva però già concesso, con modalità molto, molto strane, due mutui decennali chirografari per ben 1,750 miliardi, poi rimborsati con 9 anni di anticipo… Bankitalia e Consob sapevano? C’è pericolo per le pensioni di decine di migliaia di bancari?

Scusatemi se insisto nella difesa del Monte dei Paschi, dei suoi interessi, del suo personale, delle sue pensioni future. Forse i miei timori sono infondati, i miei dubbi mere traveggole, e i fatti che seguono troveranno spiegazioni completamente rassicuranti per tutti gli interessati, come mi auguro.

Il PM di Siena sta indagando, e recentemente ha interrogato, certo Morelli Marco, il quale ha avuto, fino al febbraio 2008, la rappresentanza presso il MPS di State Street Bank spa.

Nel 1792 fu costituita a New York la State Street Bank Corp, oggi una grande banca, gestore di molti fondi previdenziali, quotata alla Borsa di Boston. Nel 2008 è entrata in crisi e ha ottenuto circa 2 miliardi di aiuti statali, restituiti – dice – primaì del luglio 2009. Nel 1970 aveva costituito in Europa alcune società bancarie collaterali.

Non ho ancora informazioni complete, ma da elementi attinti da banche dati collegate alla Camera di Commercio emergono fatti sconcertanti. Gli elementi da raccogliere e ordinare sono molti, quindi posso aver commesso qualche errore nel metterli insieme – errore di cui chiedo venia, impegnandomi a correggerlo ringraziando chi me lo segnali. Parimenti chiedo venia e mi impegno a correggermi qualora mi si provi errate le ulteriori informazioni, passatemi da gente che ha lavorato per MPS e che mi consulta come saggista e avvocato versato in queste faccende.

Il 02.04.70 viene costituita a Siena la State Street Bank spa, oggi con un unico sportello in Via Ferrante Aporti 10 Milano, capitale sociale versato 140.700.000 euro (cioè piccolissimo, per una banca), iscritta in Camera di Commercio prima a Siena, poi a Milano il 05.08.08, con data di inizio delle attività 02.01.01, con sede in Milano. State Street Bank spa risulta oggi controllata al 100 % da State Street Holdings Italy srl, costituita il 14.01.10, iscritta in Camera di Commercio di Milano il 15.01.10, con inizio di attività il 17.05.10, con capitale sociale € 11.112, zero dipendenti, nessun ufficio o sede secondaria attiva, avente sede sociale coincidente con l’unico sportello della sua controllata, e dominata a sua volta da una GmbH (srl) tedesca, la State Street Bank GmbH, costituita nel 1970 da State Street Bank USA. La GmbH è socio unico della State Street Holdings Italy srl fino al 20.12.11, e in quella data cede il 10%, cioè 1.111,20 euro, a State Street Holding, USA. Chiaramente, la srl è stata creata ad hoc per possedere la spa. Però la Camera di Commercio dice che la GmbH sia cessata il 15.11.11: strana incongruenza, tutta da chiarire… potrebbe essere un errore materiale di registrazione (forse è cessata solo la sua partita iva in Milano), oppure la chiave per scoperte importanti, che attendono gli indagatori di questa materia.

Dal 01.10.09 direttore generale della spa è Lamanna Riccardo (Milano 1965), già procuratore di Banca IMI spa, il quale, dal 17.05.10, è anche consigliere della controllante srl (ma lo ritroviamo anche come AD e Vicepresidente del CdA della spa, che pare quindi una sua creatura). Certo Gmür Stefan Peter (CH, 1968), già per 5 anni uomo della Deutsche Bank, è presidente del CdA della spa dal 17.05.10 nonché presidente del CdA della srl dal medesimo giorno! Inoltre, revisore della spa è Reconta Ernst and Young spa, già usata da MPS per società del suo gruppo come società di revisione. Gli azionisti minori della spa sono cittadini stranieri.

A questa State Street Bank spa, il CdA di MPS – quello nuovo, col Profumo di Viola – , il 01.01.13 trasferisce circa 2 miliardi di fondi previdenziali integrativi dei suoi 31.000 dipendenti, che prima gestiva in proprio. Perché lo fa senza prima discutere la mossa con i sindacati? Perché, nel relativo comunicato, il CdA di MPS dice che passa la gestione a “State Street Bank”, senza specificare che si tratta della spa italiana, non della Corp USA? Perché tanta mancanza di trasparenza?

Non è che ci sia di mezzo – avanzo un’ipotesi investigativa – un giroconto per regolare obblighi pregressi? Anche State Street Bank spa aveva depositi titoli, poi chiusi, presso MPS.

Perché il 27.12.06 MPS, già prossima a sovra-impegnarsi finanziariamente per l’acquisto di Antonveneta, eroga a State Street Bank spa due mutui decennali bullet (cioè con rimborso del capitale in unica soluzione alla scadenza) per totali 1,750 miliardi, pari a 12 volte il capitale sociale di quella spa? Una somma pari, con rivalutazione, ai 2 miliardi dei fondi previdenziali che le trasferirà nel 2013 (prestito estinto anticipatamente, dopo soltanto un anno)? I due strani mutui erano collegati al pagamento del prezzo o del sovrapprezzo di Antonveneta? E poi, perché vengono definiti “mutui subordinati”?

Perché il CdA eroga due mutui in un solo giorno e al medesimo soggetto, anziché un mutuo unico? Perché eroga mutui per 1,750 miliardi, decennali, che poi però vengono estinti dopo solo un anno?

E perché la segnalazione interna di decorrenza dell’estinzione viene fatta solo il 03.01.13, per ambo i mutui – guarda caso due giorni dopo il conferimento dei fondi pensione in State Street Bank spa?

E perché manca la pratica di istruttoria dei mutui, che MPS fa di prassi? Il prestito è stato erogato senza previa istruttoria, con forzatura del sistema? E se sì, chi lo ha forzato?

E perché in entrambi i mutui la fonte di finanziamento non è indicata (“Descrizione inesistente”)?

E qual è il tasso di interesse? Pare non sia dichiarato nelle annotazioni interne a MPS.

Tutte queste stranezze, e altre che qui non dico, forse non significano un bel niente, ma si può anche razionalmente chiedersi, per mera ipotesi, se non adombrino un contorto modo di predisporre fondi per pagare poi creste connesse all’operazione Antonveneta con modalità difficilmente ricostruibili.

E perché il prestito avviene con riferimento ai “fondi speciali” (previdenziali) previsti dal TU bancario? Chi lo aveva autorizzato? Che vantaggio è stato ottenuto?

Come fu registrata contabilmente l’erogazione dei due mutui (/cioè da quale voce contabile hanno attinto), e come il loro rimborso?

A che titolo fu abbattuta del 100% l’imposta sostitutiva dello 0,25%, dovuta sui mutui chirografari decennali? Era dovuta, e se sì è stata fatta, la segnalazione antiriciclaggio?

E’ stato omesso qualche controllo da parte di autorità preposte?

E in che modo è stato estinto anticipatamente? Mediante versamento di denaro o mediante compensazione? Nel secondo caso, si rafforzerebbe l’ipotesi di predisposizione di fondi per pagamenti sospetti riferibili all’acquisizione di Antonveneta, mediante triangolazione. Prego verificare.

Sempre a questa State Street Bank spa anche Intesa San Paolo trasferisce i fondi previdenziali integrativi dei suoi dipendenti, stimabili in almeno 3 miliardi. Perché? In base a quali valutazioni? Forse ce lo saprebbe dire il Lamanna, che, prima di essere direttore generale della spa e consigliere della sua controllante srl, è stato Vicepresidente del CdA di Intesa dal 12.06.08. Lamanna ha avuto cariche in JP Morgan, la banca speculativa con cui MPS ha stipulato il calamitoso derivato FRESH da un miliardo.

Meglio anche controllare una serie di cessioni aziendali compiute da MPS, Inresa e altre banche verso la predetta spa.

E che senso ha che questi 5 miliardi e più di fondi siano ora affidati a una spa dominata da una srl minima, a sua volta dominata da una srl tedesca, di cui non si può sapere niente perché le banche dati disponibili in Italia non comprendono i dati sulle imprese tedesche? Perché la srl tedesca, emanazione della State Street Bank di Boston, ha ceduto a quest’ultima il 10% della srl italiana? Forse per passare dal regime di srl unipersonale a quello della srl con pluralità di soci?

E che succederebbe se la srl italiana o quella tedesca fallisse o cadesse in mani “sbagliate”? Non è che 70.000 bancari rischierebbero i loro fondi integrativi?

Cambiamo discorso: è un caso che i vertici della Cassa Previdenza di MPS siano stati rimossi proprio nel luglio del 2012? Questa mossa faceva parte della medesima discontinuità prescritta da Bankitalia per i vertici della banca MPS?

E perché la Cassa Previdenza ha acceso almeno 9 rapporti esteri, tutti il 14.09.12? Si tratta di bonifici esteri in entrata o in uscita? ma perché una Cassa che contiene i fondi previdenziali integrativi di dipendenti di una società italiana opera in quel modo con l’estero? Forse la spiegazione c’è ed è banale, ma io non la intuisco.

E perché mai da circa 2 anni il CdA di MPS ritarda di circa 6 mesi l’aggiornamento ai dipendenti sul montante progressivo dei loro contributi previdenziali integrativi? E, a questo punto, siamo sicuri che gli ultimi aggiornamenti siano veritieri?

Non è che si sia predisposto il gioco per una nuova Enron europea? Oppure è un’operazione europeista, tesa a girare i soldi dei lavoratori italiani alla finanza del paese europeo virtuoso e dominante?

E che cosa diavolo stanno aspettando Consob, Bankitalia e Ministero a fare chiarezza e a ridare sicurezza ai dipendenti delle due grandi banche nazionali? La prof. Fornero, tanto pronta a lacrimare quando sono toccate le pensioni, che aspetta a gettarsi nell’azione?

Ma, questa volta, i PM non stiano ad attendere informative di Consob, Bankitalia e Ministero: indaghino immediatamente, entrino nel sistema informatico di MPS con livello operativo nazionale, traccino tutti i trasferimenti, acquisiscano gli originali di tutti i contratti, individuino i soci delle varie società, soprattutto di quella tedesca, coi loro collegamenti. E chiedano il sequestro dei soldi a garanzia dei dipendenti, se sussistono ragioni di timore. Inoltre, chiariscano la storia dei due strani mutui da MPS a State Street Bank spa, emanazione della State Street Bank Corp. Che subito dopo riceve un bailout (salvataggio) federale di importo circa pari a quello dei due mutui, mutui che la spa rimborserà con 9 anni di anticipo, mentre anche la Corp. Restituirà molto presto al governo federale il bailout. Con che soldi il gruppo State Street Bank ha rimborsato, in breve tempo, circa 4 miliardi di dollari, proprio nell’arco temporale dell’operazione MPS-Santander-Antonveneta? Forse bisognerebbe controllare anche i conti e i bilanci del Banco di Santander, per vedere se, accidentalmente, esso abbia erogato analogo importo al gruppo State Street Bank in quel periodo.

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Argomenti trattati: 692 | Lotta al signoraggio bancario: lo strapotere di banca e finanza nella vita reale.
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