L’Ungheria e la soluzione della crisi: stampare soldi

da Movimento Libertario Leggete bene: “Gli ungheresi non saranno più costretti a pagare esosi interessi a banche centrali private e irresponsabili. Anzi, il governo ungherese ha assunto la sovranità sulla sua moneta e adesso emana moneta senza debito e tanta quanto ne ha bisogno. I risultati sono stati nientemeno che …

L’Ungheria e la soluzione della crisi: stampare soldi

da Movimento Libertario

Leggete bene: “Gli ungheresi non saranno più costretti a pagare esosi interessi a banche centrali private e irresponsabili. Anzi, il governo ungherese ha assunto la sovranità sulla sua moneta e adesso emana moneta senza debito e tanta quanto ne ha bisogno. I risultati sono stati nientemeno che eccezionali. L’economia nazionale, che vacillava per via di un pesante debito, ha ricuperato rapidamente e con strumenti inediti dalla Germania nazionalsocialista”.

L’amico Leonardo Facco mi ha segnalato il post (decisamente farneticante), dal quale ho tratto queste parole. In base a quanto scritto in calce all’articolo, l’estensore è tale Ronald Ray, “autore freelance che risiede nel libero stato del Kansas, discendente di vari patrioti della Guerra americana di indipendenza”. Mentre leggevo il post mi sono venute in mente queste parole di Murray Rothbard: “Lungi dall’essere contrapposti, fascismo e comunismo non solo sono simili, ma possono facilmente essere trasformati l’uno nell’altro. Le dittature militari di destra e di sinistra sono facilmente convertibili, perché entrambe si basano sulle istituzioni collettiviste dello statalismo, dell’esteso dominio sull’economia e la società, e sulla repressione militare e poliziesca degli individui… La lezione importante è che non conta chi controlla le istituzioni collettiviste del governo; il punto fondamentale è l’esistenza stessa di tali istituzioni”.

Ragionamenti come quello di Ray sono comuni a persone di estrema destra o di estrema sinistra e checché ne pensino i sostenitori delle posizioni signoraggiste, della MMT e generi vari, le banche centrali sono in tutto e per tutto “istituzioni collettiviste del governo”, anche qualora formalmente di proprietà di soggetti privati (prevalentemente banche). Ciò che viene monetizzato è prevalentemente debito pubblico, e gli utili realizzati dalle banche centrali sono per la quasi totalità versati al Tesoro. Uno potrebbe semmai evidenziare la collusione tra potere finanziario (che prospera nei sistemi monetari basati su moneta fiat e riserva frazionaria) e governi, che sono coloro che nominano i vertici delle banche centrali e scrivono le norme in base alle quali le banche centrali stesse operano. Fermarsi al piano di sotto significa prendere un grosso abbaglio: l’illusione che i problemi economici si risolvano passando dai sistemi attuali a uno in cui la banca centrale è anche formalmente dipendente dal Tesoro e batte “moneta senza debito e tanta quanto ne ha bisogno” (il Tesoro stesso), parte dal mancato riconoscimento del presupposto che nessun bene è un bene economico se non è scarso. Ciò è contrario a ogni evidenza (oltre che al semplice buon senso).

Una moneta creata dal nulla su comando del Tesoro per finanziare spesa pubblica senza limiti non credo possa essere definita un bene economico. Inizialmente può dare l’idea che sia possibile scambiare beni e servizi dando in contropartita pezzi di carta o scritture contabili elettroniche riproducibili all’infinito e senza alcuno sforzo produttivo. Dovrebbe essere evidente, tuttavia, che questo meccanismo non può durare nel tempo, se non provocando un collasso del sistema economico, perché all’aumento della quantità di moneta corrisponde una diminuzione del suo potere d’acquisto, a parità di altre condizioni. Siccome i bisogni che un governo tende a voler soddisfare sono illimitati, la creazione di moneta per sostenere la spesa pubblica tenderà ad assumete una crescita esponenziale, con effetti immaginabili sulla diminuzione del potere d’acquisto. Se si vuole una moneta sana e una modifica del funzionamento dell’attuale sistema bancario/finanziario, l’unica via da percorrere è quella di eliminare il monopolio che gli Stati concedono alle banche centrali di emettere e gestire la moneta, oltre che abrogare il sistema della riserva frazionaria. La moneta torni a essere un bene prodotto in libera concorrenza sul mercato, utilizzata in base alle libere scelte di coloro che effettuano scambi e non per imposizione legislativa. Solo così potrà tornare a essere un bene economico.

 

Per questo articolo ringraziamo:

Roberto Gorini … le regole del denaro

e vi invitiamo a continuare la lettura su:

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