L’arte dei cocktail: dal 1800 ad oggi la miscela che non delude mai.

L’arte dei cocktail: dal 1800 ad oggi la miscela che non delude mai.

Oggi sappiamo tutti cosa sono i cocktail, li beviamo quando usciamo la sera con gli amici e abbiamo anche i nostri preferiti, ma vi siete mai chiesti come sono nati e il perché? Lo andremo a vedere oggi nel nostro articolo.

Innanzi tutto sappiamo che un cocktail è composto da una miscela equilibrata di ingredienti, che siano alcolici, non alcolici o anche aromi.

L’origine del suo non è ben chiara, c’è chi afferma che derivi dall’unione di due parole inglesi, cock (che significa gallo) e tail (coda); potrebbe rappresentare un’usanza del 1400 di bere una bevanda variopinta ispirata ai colori della coda del gallo utilizzato per i combattimenti.

C’è chi invece lo fa risalire al termine francese coquetier, ovvero un contenitore di uova che veniva usato a New Orleans per servire i liquori nel XIX secolo.

Per gli amanti delle leggende si dice che quando dei ricchi inglesi approdarono in Sud America, festeggiarono bevendo liquori europei e succhi tropicali mescolati con una piuma di gallo.

Tralasciando miti e leggende possiamo affermare che il termine cocktail fu definito, nel 1806, da un giornale statunitense di Huston che cercava di spiegare ai suoi lettori che cos’è un cocktail.

Durante gli anni 60 del 1800, si scrivono le prime pubblicazioni riguardante questo tema, la prima guida del 1860 è il ‘Bartender Manual’ un manuale dove sono descritti molti drink composti principalmente da vermouth e gin. Due anni più tardi fu pubblicato il ‘Bartender Guide’ scritta da quello che può essere considerato il primo bar tender della storia ovvero Jerry Thomas. Ciò che lo distingueva dagli altri era il fatto che egli utilizzava nelle sue miscele bitter di Angostura e Peychaud ed anche alcune infusioni di assenzio.

Oggi più che mai c’è sempre richiesta di figure lavorativo in questo ambito. Locali e ristoranti sono alla ricerca costante di personale qualificato e competente. Per far questo si necessita sempre di più si seguire un corso barman Roma per acquisire tutte le competenze in questo settore.

Furono poi pubblicate ulteriori guide dove si illustravano vari tipi di cocktail; e ciò che li caratterizzava, rispetto a quelli che oggi conosciamo noi, è che essi erano composti con pochi ingredienti, si aromatizzavano con le erbe e si usavano vermouth o bitter anche allungati con acqua di soda.

E’ in questo secolo che nasce anche il cosiddetto Mixology, sempre al contributo di Jerry Thomas che, fa del mestiere del barman uno spettacolo, eseguendo gesti rapidi e utilizzando bottiglie particolari creati da lui stesso, inoltre decora con brillanti gli shaker e gli stirrer; tutto ciò pone l’attenzione sul lavoro del barman che in seguito prenderà il nome di bar tender e verrà quindi a crearsi una differenza importante, di cui non parleremo in questo articolo.

Arrivati nel 1900 ci sarà il primo cocktail party della storia, precisamente nel 1917 a St.Luois con 50 invitati; è una moda che prenderà presto piede arrivando anche in Europa e in Italia, qui Tommaso Marinetti criticherà questa nuova usanza auspicando al ritorno al vino.

Sappiamo ancora oggi che il cocktail non è morto anzi ci sono delle scuole apposite per studiare e formarsi per diventare bar tender, un lavoro che ormai ha preso piede.

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