L’agenda digitale in Germania: buoni propositi, pochi fatti

L'agenda digitale in Germania: buoni propositi, pochi fatti
Tre ministri per un’agenda digitale. Verrebbe da dire: prendiamo esempio dalla Germania. Eppure non può essere così. Il progetto di agenda digitale presentato dal governo tedesco, anche se provvisorio, è una delusione. Il ministro dell’economia Sigmar Gabriel (SPD), il ministro dell’Interno Thomas de Maizière (CDU) e il ministro delle infrastrutture Alexander Dobrindt (CSU) – non a caso uno per ogni partito della grande coalizione – hanno presentato una bozza dell’agenda digitale per la Repubblica Federale Tedesca.

Il testo di 36 pagine,  pubblicato sul portale tedesco netzpolitk.org, contiene qualche buon proposito ma poche azioni concrete. Ciò che sarà veramente l’agenda digitale del governo tedesco si “può solo indovinare”, ha commentato ironicamente  Stefan Schulz sulla Frankfurter Algerine Zeitung. Del resto il documento presentato dal governo tedesco sottolinea l’ovvio: l’enorme vantaggio della digitalizzazione per la società, per l’economia e per lo stato. Nel testo si leggono frasi un po’ banali come non esiste più una differenza tra vita reale e virtuale, i dati sono la materia prima del XXI secolo oppure vogliamo che Internet sia uno libero e aperto spazio di discussione.
Come si legge nel progetto del governo tedesco nel 2013 il settore IT in Germania ha avuto un volume di affari di circa 80 miliardi di euro, circa il 3 per cento del Prodotto Interno Lordo (PIL). “L’industria tradizionale si deve orientare al nuovo sviluppo digitale“, un vero e proprio appello alle imprese perché considerino il digitale una vera risorsa.  
Non mancano, tuttavia, alcuni elementi di indubbio interesse. Nel documento si fa riferimento anche all’utilizzo del WI-FI nei luoghi pubblici (es.: locali, aeroporti). Il governo intende presentare entro fine agosto un progetto di legge per la liberalizzazione del WI-FI e deresponsabilizzazione dei proprietari dei locali. Il governo, poi, si pone  un obiettivo ambizioso: aumentare la velocità di download fino ad almeno 50 Mbit entro il 2018. Un’operazione che secondo lo Spiegel costerà circa 30 miliardi di euro. 
Non potevano mancare, infine, i riferimenti alla formazione e all’economia sociale di mercato, due punti fermi del modello tedesco. Il tema della formazione di persone competenti in ambito tecnologico resta tuttavia vago e privo di proposte concrete. 
Riguardo all’economia sociale di mercato, il testo fa riferimento all’importanza di un sistema di ordine generale che permetta al consumatore di agire in sicurezza nel mondo digitale. La formazione di persone competenti nel settore della tecnologia digitale resta un punto fondamentale del progetto, ma è poco chiaro come debba essere effettivamente realizzato.
La Germania e la sua Cancelliera – che appena un anno fa aveva definito internet come una terra inesplorata (Neuland) – sembrano voler fare sul serio almeno nell’ambito della sicurezza digitale: produzione di software e Hardware sicuri, creazione di infrastrutture che permettano di difendere la propria identità e, infine, migliorare la sicurezza tecnologica delle imprese.  
Il prossimo 20 agosto, dopo la pausa estiva, verrà presentata la versione finale dell’agenda digitale. Fino a quella data i Länder, le associazioni e i cosiddetti lobbisti potranno proporre delle modifiche. Nel frattempo, come commentato da Handelsblatt, il governo di Berlino procede senza un orientamento preciso. 
uvillanilubelli@twitter
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