Imposta di bollo sui depositi in aumento: è la fine del “risparmio”?

Secondo delle ultime indiscrezioni, sarebbe al vaglio del governo l’aumento dell’imposta di bollo sui conti deposito e sui buoni postali, alcuni dei prodotti più scelti ed utilizzati dai piccoli risparmiatori; si tratta di una misura che potrebbe dare la stangata definitiva al settore.

Dopo un continuo e costante abbassamento degli interessi corrisposti dalle banche su tutte le più disparate soluzioni, l’aumento della tassazione potrebbe portare l’utente a scegliere altri tipi di investimenti, decretando la fine dei conti deposito e dei buoni postali, che fino a qualche tempo fa, potevano contare su rendimenti non indifferenti.

L’aumento dell’imposta però, non riguarderebbe solo questi due prodotti, ma tutte le comunicazioni relative ai prodotti finanziari. In concreto, anche fondi di investimento, BTP, BOT, azioni e quant’altro, subiranno l’aumento della tassazione: aumento che dovrebbe attestarsi al due per mille, e quindi allo 0,05%.

Si tratta dell’ennesimo provvedimento assolutamente negativo per il mercato dei piccoli risparmiatori, ormai lacerato da continui aumenti di tassazione e cali dei rendimenti, che potrebbero dare la stangata finale al settore.

La soluzione per tamponare questi aumenti, potrebbe essere quella di affidarsi ad istituti di credito che si accollano l’imposta. Peccato che comunque ciò comporti un continuo calo dei rendimenti sui capitali, visto che le banche si riprendono quanto “offerto”, in un modo o nell’altro.

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