Il rilancio FCA: arrivano 1500 nuove assunzioni

La FIAT ha cambiato denonimazione qualche mese fa, trasformandosi in Fiat Chrysler Automobiles, nuovo gruppo che fonde Italia e Stati Uniti, con sede legale e fiscale lontano dal nostro Paese. Si è chiusa così dopo oltre cento anni di storia l’epopea dell’industria di Torino, che è stata uno dei settori trainanti della rinascita della Penisola dopo il disastro della Guerra Mondiale. La crisi economica del 2008 aveva colpito anche Fiat, con stabilimenti chiusi e gente spedita in Cassa Integrazione. Ma ci sono ottime novità all’orizzonte che prevedono un rilancio FCA.

Nuove assunzioni in FCA

L’annuncio è stato fatto direttamente dall’ad di FCA Sergio Marchionne, che ha dichiarato che nel 2015 saranno assunte 1500 persone grazie agli ottimi risultati ottenuti dalla Fiat 500X e dalla Jeep Renegade. Il marchio Jeep nel 2014 è stato uno dei migliori brand sotto il punto di vista dei risultati, con un +136% rispetto ai risultati ottenuti l’anno precedente. Sarà potenziato quindi lo stabilimento di Melfi, con la fine della cassa integrazione per oltre 5000 lavoratori e il rientro allo stabilimento Sata. Lo stesso Ad ha aggiunto che lo stabilimento di Melfi diventerà il comparto più grande presente in Italia e che nel 2015 sarà raggiunta quota 5 milioni di veicoli venduti dall’azienda. Altra novità sarà la proposta del contratto a tutele crescenti per le nuove assunzioni, sul modello del Jobs Act varato dal Governo Renzi. I sindacati hanno applaudito la decisione di FCA che consegna di nuovo speranza ai tanti lavoratori, soprattutto giovani, in cerca di un futuro ma strozzati dalla crisi economica che ha licenziato personale e ha ridotto, quasi azzerato, le possibilità di assunzione.

Il Jobs Act per diminuire la disoccupazione

A seguito dell’annuncio dell’ad Marchionne, molte persone sono pronte già a studiare le migliori strategie su come fare il curriculum per candidarsi ai posti disponibili. Nell’intenzione del Governo, è proprio questo l’auspicio, ossia quello di incentivare la crescita e l’assunzione di nuovo personale attraverso il varo del Jobs Act, incentrato appunto sul contratto a tutele crescenti e il depotenziamento dell’articolo 18, contenuto nello Statuto dei Lavoratori.

Ricordiamo infatti che la disoccupazione in Italia ha superato quota 13% con la quella giovanile che ha raggiunto quasi quota 45%, il che si traduce in un giovane su due che non ha un’occupazione. Ecco perchè è necessaria quanto prima una sterzata per far riprendere la crescita in Italia e soprattutto dare speranza a quel popolo giovanile che in assenza di un futuro decide, come ultima spiaggia, di recarsi all’estero perchè sicuri di trovare quelle opportunità che in Italia gli sono negate.

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