Ibrahimovic e quel sogna chiamato Champions

Ibrahimovic e quel sogna chiamato Champions

Di Zlatan Ibrahimovic ormai si è scritto di tutto e di più. D'altra parte difficile che i media possano ignorare un personaggio abbastanza unico nel panorama calcistico internazionale, così amato e odiato allo stesso punto anche se poi tutti i pareri sono concordi quando il discorso si basa sulle qualità del giocatore, che nessuno mai si è sognato di mettere in discussione. Una carriera quella dell'attaccante svedese costernata da una incredibile serie di successi e vittorie, vincendo in pratica quasi sempre lo scudetto in qualsiasi squadra abbia giocato, anche se per dovere di cronaca va detto che ha sempre vestito maglie importanti e probabilmente tranne quello vinto col Milan sempre partendo come grande favorito. Dal punto di vista continentale però il palmares di Ibrahimovic è alquanto sguarnito, limitandosi ad una Supercoppa Europea e un Mondiale per Club vinte entrambe con la maglia del Barcellona all'epoca fresco campione d'Europa. Per il resto niente, solo tante eliminazioni e delusioni che hanno fatto crescere dentro l'attaccante quasi l'ossessione di non voler chiudere la carriera senza mai aver vinto, non tanto l'Europa League, ma soprattutto la Champions League. Come giocatore sicuramente entrerà nel novero dei grandi campioni della storia del calcio, ma la mancanza del trofeo dalle grandi orecchie in bacheca potrebbe far si che venga ricordato come un giocatore vincente solo di campionati nazionali e questa cosa, una persona orgogliosa come Zlatan, non lo potrebbe accettare.

Speranza Psg

A volte però ci si è messo anche il destino a separare Ibrahimovic dalla Champions. Dopo la parentesi alla Juve sconvolta dal caso Calciopoli ecco l'arrivo all'Inter di Mancini che domina in Italia, ma è timida in Europa anche per colpa bisogna dirlo dello svedese che mai si rende decisivo nelle sfide ad eliminazione diretta. Arriva poi Mourinho in nerazzurro e la convivenza non è delle migliori, tanto che Ibra decide di fare i bagagli e andare a Barcellona dove spera di poter finalmente vincere la Champions. Ma come nei migliori film la Coppa invece la vince proprio l'Inter che eliminano i catalani in semifinale, tra l'ironia dei tifosi. L'avventura in Spagna dura solo un anno e così Zlatan torna nel bel paese questa volta con la maglia del Milan. Qui bisogna aprire una parentesi necessaria. Da subito Ibra ha stretto un forte legame con la città di Milano e soprattutto con la società rossonera. Ma non solo lui anche la sua famiglia. Basti pensare che ultimamente la Roma, alla ricerca di un attaccante di spessore e che possa fargli fare il salto di qualità, ha spesso cercato di portare il giocatore nella capitale ma il rifiuto è sempre stato netto : in Italia solo il Milan e Milano. Questo è dovuto soprattutto alla signora Ibrahimovic, che alle chic feste di compleanno Roma preferisce di gran lunga quelle milanesi. Con la maglia del Milan comunque vince uno scudetto ma la squadra non ha la forza per imporsi in Europa, così ecco il passaggio al Psg. Qui lui è la colonna dove la facoltosa società vuole costruire una squadra capace di competere in Champions. Il progetto non è semplice nonostante le disponibilità economiche, ma la squadra gioca bene però il basso ranking e la sfortuna la mette sempre di fronte a grossi squadroni che puntualmente la buttano fuori. Ora però quest'anno le cose sembrano cambiate, i parigini hanno eliminato con scioltezza quel che rimane del Chelsea, e al momento dietro il Barcellona probabilmente sono loro i favoriti alla vittoria finale in Champions. Un trofeo che, oltre i tifosi, sogna ad occhi aperti anche il buon Ibra.

Nel quarto di finale ci sarà lo scontro contro il Manchester City,  l’altra squadra degli sceicchi, per guadagnarsi la storica semifinale di Champions League

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