Greenpeace contro Shell: “Dobbiamo proteggere l’Artico dalle trivellazioni e dalla pesca intensiva”

Negli ultimi 30 anni, abbiamo perso tre quarti della calotta di ghiaccio che galleggia in cima al mondo. Per oltre 800 mila anni, il ghiaccio è stata una caratteristica costante del Mar Glaciale Artico. Si sta sciogliendo a causa del nostro uso di energia sporca da fonti fossili, e in un prossimo …

Greenpeace contro Shell: “Dobbiamo proteggere l’Artico dalle trivellazioni e dalla pesca intensiva”

1656014_10151968907369499_26570207_nNegli ultimi 30 anni, abbiamo perso tre quarti della calotta di ghiaccio che galleggia in cima al mondo. Per oltre 800 mila anni, il ghiaccio è stata una caratteristica costante del Mar Glaciale Artico. Si sta sciogliendo a causa del nostro uso di energia sporca da fonti fossili, e in un prossimo futuro potrebbe essere privo di ghiaccio per la prima volta da quando gli esseri umani sono sulla Terra. Questo sarebbe devastante non solo per le persone, gli orsi polari, i narvali, i trichechi e altre specie che vi abitano – ma per tutti noi. Il ghiaccio in cima al mondo riflette nello spazio molto del calore del sole, contribuendo così a raffreddare il nostro pianeta, stabilizzando il clima da cui dipendiamo per le coltivare il nostro cibo. Proteggere il ghiaccio significa proteggere tutti noi.

Le stesse aziende dell’energia sporca che per prime hanno causato lo scioglimento dei ghiacci artici ora stanno cercando di trarre profitto da quel disastro. Vogliono aprire la nuova frontiera dell’oro nero per raggiungere un potenziale di 90 miliardi di barili di petrolio. Questo vuol dire un sacco di soldi per loro, ma equivale a soli tre anni di consumi petroliferi per il pianeta. Documenti governativi sin qui segreti dicono che contenere fuoriuscite di petrolio nelle acque del Polo è “quasi impossibile” ed ogni errore si rivelerebbe potenzialmente fatale per il fragile ecosistema artico. Per trivellare nella regione artica, le compagnie petrolifere devono trascinare gli iceberg lontano dai loro impianti e utilizzare enormi tubi idraulici per sciogliere il ghiaccio galleggiante con acqua calda. Se li lasciamo fare, una catastrofica fuoriuscita di petrolio è solo una questione di tempo. Abbiamo visto i danni terribili causati dai disastri della Exxon Valdez e della Deepwater Horizon – Non possiamo lasciare che ciò accada nell’Artico.

Le comunità locali hanno pescato per migliaia di anni nell’Artico in maniera sostenibile, ma questo potrebbe essere messo a rischio, se lasciamo che le grosse compagnie della pesca sfruttino l’oceano artico.

Come dimostrano le interecettazioni di Wikileaks, gli Stati Uniti hanno parlato di “aumento delle minacce militari nell’Artico” e la Russia prevede “l’intervento armato” in futuro.

La minaccia di una guerra futura nell’Artico è reale. Tutti i Paesi artici stanno comprando sottomarini, aerei da combattimento e navi rompighiaccio a propulsione nucleare per delimitare le loro rivendicazioni con forza. Sia la Russia che la Norvegia hanno annunciato un ‘Battaglione artico’ per difendere i loro interessi nazionali. Insieme con la crescente militarizzazione, sei paesi stanno cercando di appropriarsi delle parti dell’Artico non reclamate – compreso il Polo Nord – come proprio territorio nazionale. Oggi quest’area appartiene a tutti noi. Continuiamo così e istituiamo un santuario globale nell’Alto Artico per tutta le forme vita sulla Terra.

Siamo sul nostro pianeta. Ognuno di noi è influenzato dalla stato di salute dell’Artico: riflettendo i raggi del sole con i suoi ghiacci, l’Artico determina le condizioni meteorologiche e influisce sulla coltivazione del cibo che mangiamo.

Ma l’Artico è la frontiera più avanzata del riscaldamento globale – che in quell’area raggiunge trend doppiamente veloci rispetto al resto del Pianeta. E’anche la nuova frontiera dell’industria petrolifera – uno dei combustibili sporchi e morti, primi responsabili dello scioglimento dei ghiacci. Fermando la nuova corsa al petrolio nell’Artico, stiamo creando le condizioni per un cambiamento radicale nel modo in cui ci approvvigioniamo di energia, accelerando la rivoluzione energetica pulita che alimenterà il futuro dei nostri figli.

Sappiamo che stiamo andando contro i Paesi e le aziende più potenti del mondo.

Ma uniti abbiamo qualcosa di più forte dell’esercito di qualsiasi Paese o del capitale di qualsiasi azienda. La nostra preoccupazione condivisa per il Pianeta che lasceremo ai nostri figli supera tutti i confini che ci dividono e ci rende – insieme – la forza più potente oggi.

Per questo motivo stiamo portando il tuo nome – insieme a milioni di altri – al Polo Nord con la Bandiera per il Futuro disegnata da giovani di tutto il mondo. La bandiera mostrerà che la nostra visione di un pianeta verde, sano e pacifico dipende dall’Artico protetto da tutti noi.

Ma la bandiera è solo un simbolo. Porteremo la tua richiesta a ogni leader politico del mondo affinchè prenda posizione sull’Artico. Insieme faremo crescere il nostro movimento e chiederemo alle Nazioni Unite un accordo globale per proteggere l’Artico.

30 anni fa abbiamo lanciato una campagna simile per proteggere l’Antartide. Nessuno pensava che ci saremmo riusciti ma ce l’abbiamo fatta e abbiamo creato una riserva mondiale al Polo Sud.

Quando Shell ha celebrato i 5 milioni di fan su Facebook, i nostri 5 milioni di difensori artici hanno inondato la pagina ufficiale del gigante del petrolio con centinaia di messaggi di protesta contro le trivellazioni in Artico.

Fonte: www.savethearctic.org

Per questa notizia si ringrazia:

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