Fregarsene della politica

In alcuni momenti, i cambiamenti politici (o presunti tali), riempiono le pagine dei giornali. Fanno parte dei nostri colloqui quotidiani. Assorbono la maggior parte dell’attenzione nostra e delle persone che ci stanno intorno. Ma tutto questo ha un effetto secondario pericoloso. Occuparsi degli intrighi di palazzo, può essere altamente …

Fregarsene della politica

In alcuni momenti, i cambiamenti politici (o presunti tali), riempiono le pagine dei giornali. Fanno parte dei nostri colloqui quotidiani. Assorbono la maggior parte dell’attenzione nostra e delle persone che ci stanno intorno. Ma tutto questo ha un effetto secondario pericoloso. Occuparsi degli intrighi di palazzo, può essere altamente nocivo.

Io ho quasi sempre votato e continuerò a farlo. Ma non mi occupo delle ipotesi di coalizione, del toto ministri, dell’iter parlamentare di una legge, dei suoi emendamenti etc … Le cose importanti le apprendo e me ne ricorderò quando andrò a votare. Ma il mio tempo lo dedico ad altro.

Si potrebbe obiettare che la politica è fondamentale per la vita di tutti noi, ed è vero è molto importante. Ma le cose prenderanno un certo verso sia che noi ce ne interessiamo per una ora o per cinque al giorno. Una è sufficiente. A patto di non essere un professionista della politica, ovviamente. Ed è proprio qui il punto. Ogni volta che ci occupiamo di qualcosa sulla quale non abbiamo nessun potere smettiamo di essere attivi e diventiamo succubi di quella cosa.

Sto parlando della nostra area di influenza. Se smettiamo di occuparci di ciò che solo noi possiamo fare, per guardare ciò che fanno gli altri, diventiamo spettatori passivi della nostra vita. Se per i nostri problemi troviamo un colpevole diverso da noi, a torto o a ragione, non riusciremo a risolvere nessun problema che ci capiti davanti. Deleghiamo agli altri la possibilità di risolvere le nostre difficoltà. È evidente che gli errori politici incidono anche sulla nostra vita. Ma non si tratta di colpa, ma di responsabilità. Non è “colpa mia” se il mercato è in crisi, ma solo io posso fare qualcosa per risolvere la “mia” situazione.

Ogni volta che ci concentriamo su un mezzo di comunicazione diventiamo quel mezzo, ne siamo come ipnotizzati. Ogni volta che ci concentriamo sulle regole e non passiamo all’azione finiamo nell’analisi paralisi. È come giocare a un gioco di società e limitarsi a leggere le regole, lamentandosi all’infinito, chiedendo che vengano cambiate, e nel frattempo qualcuno agisce e vince.

La domanda che ci dovremmo fare tutti i giorni invece è: “cosa posso fare io oggi per la mia situazione?”. Qual è la cosa che può fare una grande differenza per me, per chi mi è intorno e che solo io posso fare ? Posso conoscere a perfezione le regole, posso aver individuato anche chi sia il colpevole, ma la responsabilità dell’azione è sempre la mia. Niente scuse, bisogna conoscere le regole del gioco, ma poi bisogna giocare ! Sempre, e fregarsene delle cose delle quali non abbiamo nessuna influenza.

Per questo post ringraziamo:

Roberto Gorini … le regole del denaro

e vi invitiamo a continuare la lettura su:

Fregarsene della politica

Fregarsene della politica

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi