Fenomeno bullismo e violenza minori. Cos’è il bullismo e come combatterlo. Educazione dall’Università

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Fenomeno bullismo e violenza minori. Cos’è il bullismo e come combatterlo. Educazione dall’Università

Fenomeno Bullismo

“Il bullismo va analizzato a seconda che sia un fenomeno che interessa i minori oppure un atteggiamento, una “devianza” culturale che lambisce tutte le età.”

Per capire più a fondo il fenomeno del bullismo, abbiamo parlato con  la Professoressa Chiara Mio, delegata del Rettore alla Sostenibilità ambientale e responsabilità sociale dell’ateneo Cà Foscari Venezia.

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Come lei ben saprà, il bullismo è un fenomeno che abbraccia tutte le fasce scolastiche dalle elementari sino all’Università. Nonostante l’età sia be diversa gli effetti sono devastanti per tutti. Crede che le Istituzioni in generali facciano qualcosa per contrastare il fenomeno?

Bullismo ed Educazione al non Bullismo

Il bullismo va analizzato a seconda che sia un fenomeno che interessa i minori oppure un atteggiamento, una “devianza” culturale che lambisce tutte le età. Se lo si vuole considerare secondo la prima prospettiva, l’università non rientra propriamente nei luoghi dove si può manifestare, in quanto è frequentata da ragazze e ragazzi maggiorenni, giovani adulti che si devono confrontare con diritti e responsabilità, utilizzando strumenti cui i minori non hanno accesso. E’ preoccupante che si trovi normale estendere il campo di azione di fenomeni adolescenziali anche in fasce di età più mature, quasi che il ritardo nella transizione verso la maturità e la responsabilità diventassero di per sé giustificazioni al manifestarsi di fenomeni e comportamenti inadeguati. Secondo l’altra prospettiva, invece, il bullismo come prepotenza, come atteggiamento culturale di sopruso e di prevaricazione dei diritti altrui riguarda purtroppo molte componenti della nostra società e della cultura dominante; l’università è  pertanto interessata sia come luogo dove potenzialmente si possono manifestare comportamenti di bullismo, sia come luogo in cui si possono educare le ragazze e i ragazzi al rispetto dei diritti e all’impegnativo esercizio della convivenza democratica. Seguendo questa bipartizione, vi sono programmi specifici per combattere il bullismo nella prima accezione, mentre non è ancora compresa la sfida educativa e valoriale che sarebbe necessario affrontare da parte di tutte le istituzioni per lavorare sul secondo fronte.

E la sua Università, in che modo combatte il bullismo?

A Ca’ Foscari, oltre a specifiche iniziative sull’educazione e sui percorsi di sviluppo dei ragazzi, si lavora sulla coerenza fra valori enunciati nei documenti fondamentali dell’ateneo (dallo statuto, al codice etico, alla carta impegni della sostenibilità). Una dimensione della sostenibilità è quella sociale: molte delle azioni poste in essere in ateneo mirano a sviluppare una cultura e dunque a favorire atteggiamenti dei singoli che sono antitetici al bullismo. L’investimento notevole fatto in questi anni sull’incrocio fra culture diverse, fra nazioni diverse, la spinta all’apertura e alle contaminazioni culturali sono l’antidoto più efficace per evitare che si plasmino fenomeni di sottocultura marginalizzante quali il bullismo, basato su codici e regole  di clan. La possibilità del confronto, il contatto con il dinamismo dell’esterno, lo scambio con l’altro da sé diventano elementi su cui gli studenti consolidano la propria identità e di affrancano da fenomeni quali il bullismo

Negli ultimi anni ha notato un’ascesa del fenomeno bullismo?A suo avviso, per quali ragioni?

Il bullismo in ogni età

In generale la stampa riporta molti più casi: ci sono anche in questo caso due letture possibili, ovvero una positiva legata al maggior coraggio di denuncia e di sdegno/condanna di fronte a tali episodi; l’altra legata al sospetto di una intensificazione del fenomeno. Le considerazioni svolte sopra contengono le ragioni delle condizioni che agevolano il fenomeno, ovvero contesti socio-culturali chiusi, basati su codici e regole da clan, scarsa apertura verso l’altro e scarsa fiducia nelle istituzioni. In sintesi, ignoranza e isolamento sono ingredienti indispensabili del fenomeno. Ed entrambi non sono determinati da variabili economiche, ma oggi hanno una forte accezione culturale.

Cosa si sente di consigliare, per provare a porre rimedio al problema bullismo?

Riscoprire il fascino di alcune parole che sembrano desuete e fuori moda: responsabilità (è una parola per tutti, non solo per gli adulti), fatica come allenamento per raggiungere qualsiasi grado evolutivo successivo, apertura come condizione necessaria per comprendere il senso del limite.

a cura di Lucia Celenta

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