Guerra e Stato

di Francesco Simoncelli da Johnny Cloaca’s Freedonia Emblematico notare come Tolstoj riassuma in così poche righe la vera essenza dell’apparato di coercizione e forza di cui volenti o nolenti facciamo parte; in queste poche righe riesce a portare alla vista del lettore il marciume su cui fonda le …

Guerra e Stato

di Francesco Simoncelli da Johnny Cloaca’s Freedonia

Emblematico notare come Tolstoj riassuma in così poche righe la vera essenza dell’apparato di coercizione e forza di cui volenti o nolenti facciamo parte; in queste poche righe riesce a portare alla vista del lettore il marciume su cui fonda le base il grande Leviatano (già ai tempi di Hobbes miticizzato ad essere semi-divino che formava la collettività). Viene scardinato quel mantra ontologicamente accettato dalla società odierna, col quale il potere riesce ad insinuarsi nelle logiche dell’individuo e corromperne il ragionamento; “l’uomo è violento per natura”, però se viene ricoperto da un alone di “ufficialità” trascende la sua natura e diventa “magicamente” buono, privo di qualsiasi brama di potere. La democrazia è una maschera, al di sotto della quale si cela un pallido viso con occhi neri insesibilmente vistrei e denti acuminati pronto ad azzannare gli ignari che si avventurano nel suo esercizio e nella sua adulazione.

Questo passaggio è tratto dal Capitolo 6 del libro “Il Regno di Dio E’ Dentro di Te” di Lev Tolstoj.

[…] Suggerire ai governi che non dovrebbero fare ricorso alla violenza, ma dovrebbero diquisire delle loro incomprensioni secondo equità, li invita ad abolire se stessi come governanti, e nessun governo potrà mai acconsentire.

[La] specialità del governo non è quella di obbedire, ma imporre l’obbedienza. E un governo è solo un governo fintanto che può farsi obbedire, e perciò si sforzerà sempre per questo obiettivo e non abbandonerà mai volontariamente il suo potere. Ma dal momento che il potere del governo si trova nell’esercito, non lascerà mai l’esercito e l’uso dell’esercito in guerra.

L’errore nasce da giuristi istruiti che ingannano se stessi e gli altri, affermando che il governo non è quello che realmente sembra, un insieme di uomini uniti per opprimere un altro gruppo di uomini, ma, come dimostrato dalla scienza, è la rappresentazione dei cittadini nella loro capacità collettiva. Hanno persuaso così a lungo le altre persone di questo fatto che alla fine hanno persuaso sé stessi; e quindi spesso suppongono seriamente che il governo possa essere vincolato da considerazioni di giustizia. Ma la storia dimostra che da Cesare a Napoleone, e da Napoleone a Bismarck, il governo è nella sua essenza sempre una forza che agisce in violazione della giustizia, e che non può essere altrimenti. La giustizia non può avere forza vincolante su un governante o sui governanti che tengono gli uomini, illusi ed addestrati, pronti per atti di violenza – soldati, e per mezzo di essi controllano gli altri. E così i governi non possono mai essere portati al consenso per diminuire il numero di questi schiavi addestrati, che costituiscono tutto il loro potere tutto e la loro importanza.

Tale è l’atteggiamento di certi uomini istruiti davanti la contraddizione in base alla quale la nostra società viene schiacciata, e tali sono i loro metodi per risolverla. Dite a queste persone che l’intera questione si basa sul comportamento personale di ogni uomo dinanzi al problema morale e religioso che si pongono tutti al giorno d’oggi, cioè, se sia lecito o illecito per lui prendere parte al servizio militare, e questi signori istruiti scrolleranno le loro spalle e non si degneranno di ascoltarvi o di rispondervi.

La soluzione al problema secondo loro si deve trovare nei discorsi pubblici, nello scrivere libri, nell’eleggere presidenti, vice-presidenti e segretari, e nel fare riunioni e parlare prima in una città e poi in un’altra. Da tutti questi discorsi e scritti avverrà, secondo le loro idee, che i governi smetteranno di arruolare soldati, dai quali dipende tutta la loro forza, ascolteranno i loro discorsi, e scioglieranno le loro forze, lasciandoli soli senza difese, non solo contro i loro vicini ma anche contro i propri sudditi. Come se una banda di briganti, che ha sottomano alcuni viaggiatori disarmati, legati e pronti per essere saccheggiati, dovrebbe lasciarli andare perché è così toccata dalla loro lamentele di dolore causate dalle corde con cui sono legati.

Eppure ci sono persone che credono in ciò, si danno da fare in congressi per la pace, in discorsi pubblici e nello scrivere libri. Ed i governi, cosa di cui possiamo essere abbastanza sicuri, esprimono la loro solidarietà e fanno scena incoraggiandoli. Allo stesso modo fanno finta di sostenere la temperanza della società, mentre vivono principalmente dell’ebbrezza del popolo; e fingono di incoraggiare l’istruzione, quando tutta la loro forza si basa sull’ignoranza; e fingono di sostenere la libertà costituzionale, quando la loro forza si basa sulla assenza di libertà; e fingono di essere ansiosi di migliorare la condizione delle classi lavoratrici, quando la loro stessa esistenza dipende dalla loro oppressione; e fingono di sostenere il Cristianesimo, quando il Cristianesimo distrugge ogni governo.

Per poter fare ciò hanno elaborato tempo fà metodi per incoraggiare la temperanza, che non può sopprimere l’ubriachezza; metodi per sostenere l’istruzione, che non solo non riesce ad impedire la diffusione dell’ignoranza, ma addirittura la aumenta; metodi per mirare a libertà ed al costituzionalismo, che non sono di ostacolo al dispotismo; metodi per proteggere le classi lavoratrici, che non li libererà dalla schiavitù; ed hanno elaborato anche un Cristianesimo, che non distrugge ma sostiene i governi.

Ora c’è qualcosa che il governo deve incoraggiare di più – la pace. I sovrani, i quali al giorno d’oggi si consigliano con i loro ministri, decidono di loro volontà se il massacro di milioni deve essere iniziato quest’anno o il prossimo. Sanno molto bene che tutti questi discorsi sulla pace non impedirebbero loro di inviare milioni di uomini al macello. Ascoltano anche con soddisfazione questi discorsi, li incoraggiano, e vi prendono parte.

Tutto questo, lungi dall’essere dannoso, è anche al servizio dei governi, spostando l’attenzione della gente dalla questione più importante e urgente: ogni uomo che viene chiamato dal servizio militare deve o non deve sottomettersi per servire nell’esercito?

“La pace sarà presto raggiunta, grazie alle alleanze ed ai congressi, ai libri ed ai pamphlet; nel frattempo andate ed indossate le vostre uniformi, e preparatevi a provocare sofferenze ed a prolungarle per il nostro vantaggio”, è la linea del governo. Ed i signori istruiti che indicono i congressi e scrivono gli articoli sono in perfetto accordo con questa linea di ragionamento… E dal momento che [questo atteggiamento] è a maggior beneficio dei governi, è anche il più incoraggiato da tutti i governi intelligenti.

Per questa news ringraziamo:

Roberto Gorini … le regole del denaro

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