Downgrade Italia la colpa è dellinstabilità politica

Downgrade Italia la colpa è dellinstabilità politica
I primi ad accusare il colpo sono stati, ovviamente i mercati. In seguito al downgrade dell’Italia da parte dell’agenzia di rating Fitch, le principali Borse europee hanno aperto in ribasso, assegnando la maglia nera a Piazza Affari, che ha perso circa l’1%.  


Il taglio del rating per l’Italia, venerdì scorso, ha fatto scendere il Paese da A- a BBB+. Una conseguenza dell’instabilità politicain primis, che ha fatto aumentare i timori dei mercati relativi alla crisi del debito e ha portato lo spread a quota 317 punti base. 
“Si stanno semplicemente allineando agli altri”, ha affermato un trader, riferendosi con “gli altri” al giudizio delle altre due agenzie di rating, S&P e Moody’s, che avevano recentemente assegnato all’Italia un outlook negativo, rispettivamente BBB+ e Baa2.

Downgrade Italia la colpa è dellinstabilità politicaCome interpretare i livelli di rating di Standard&Poor’s, Moody’s e Fitch
































La decisione di Fitch arriva proprio in seguito all’inconcludente esito elettorale, considerato “un ulteriore shock per l’economia reale nel mezzo di una recessione profonda”.  

Una decisione prevedibile che porta così il giudizio delle tre sorelle statunitensi ad allinearsi negativamente sull’Italia. Resta solo – come riportato in un articolo de Il Sole 24 Ore – la A dell’agenzia canadese Dbrs, che è “tra le quattro agenzie (assieme alle tre sorelle) di cui la Banca centrale europea tiene conto per selezionare i titoli da dare a garanzia nelle sue operazioni di rifinanziamento”. 


Una situazione negativa, ma non ancora irrimediabile: considerando il rating delle agenzie, si nota come l’Italia sia all’interno di “categoria protetta degli investment grade” e quindi che il debito non sia ancora totalmente inaffidabile. Il che non significa che siamo al sicuro: “le recenti elezionihanno aumentato il rischio che lo slancio per le riforme strutturali avuto durante il governo Monti perda vigore e arrivi a un punto morto”, è questo il giudizio di Moody’s, l’agenzia più severa nei confronti del Paese. E stando alle tabelle con i gradini di giudizio del Paese, ci vuole veramente poco per sprofondare nell’area “Junk“, spazzatura. 


Instabilità politica e incertezza economica, i principali fattori negativi dell’Italia. Con undebito pubblico di oltre 2 miliardi di euro, è tra i peggiori Paesi europei a livello di rating, seguito da Irlanda, Spagna, Islanda, Portogallo e Grecia. Non solo: gli ultimi dati relativi al quarto trimestre del 2012 hanno dimostrato come il Paese stia sprofondando – sempre secondo Fitch – in “una dellerecessioni più profonde in Europa”, arrivando a considerare che nel 2013 il rapporto debito/Pilpotrebbe toccare il 130% e non il 125% secondo precedenti stime. Un progressivo peggioramento causato proprio da un governo debole che “potrebbe essere più lento e meno capace di rispondere agli choc economici interni o internazionali”.


Timori che si rispecchiano nella situazione politica attuale: con un governo numericamente a rischio, la preoccupazione principale è che si rivada a votare a giugno, o in autunno al massimo. Ma stando ai recenti sondaggi, un eventuale secondo esito elettorale non porterebbe ad una situazione politica più stabile di quella attuale. Così, tra le varie aperture e chiusure, quello che ci si aspetta è un governo di scopo che duri fino all’estate, in modo da riformulare la legge elettorale. Velocità e prontezza decisionale, sono queste le caratteristiche che possono salvare il Paese da un’ulteriore bocciatura.

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