Diciotto anni senza titoli. La Germania in Brasile ha un obiettivo: vincere

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Diciotto anni senza titoli. La Germania in Brasile ha un obiettivo: vincere

Diciotto anni senza titoli. La Germania in Brasile ha un obiettivo: vincere
Tre mondiali vinti e quattro finali perse. Insieme al Brasile è la nazionale che più volte è arrivata fino in fondo ai campionati del mondo. Nessuna nazionale ha giocato tante partite quante la Germania: dopo oggi saranno 100! I tedeschi, come i brasiliani, ai mondiali non sono mai mancati. Come disse l’inglese Lineker: Il calcio è un sport semplice: si gioca in undici contro undici e alla fine vincono i tedeschi. Eppure sono ben diciotto anni che la Germania non porta a casa un trofeo, esattamente dall’Europeo del 1996 in Inghilterra (2-1 contro la Repubblica Ceca, doppietta di Bierhoff). Il terzo e ultimo mondiale l’hanno vinto nel 1990, a Roma, dopo aver fallito l’obiettivo nell’82 contro l’Italia e nell’86 contro Maradona più che contro l’Argentina. Dai tempi degli interisti Matthäus, Brehme e Klinsmann (Italia ‘90) e del pallone d’oro Summer (Inghilterra ‘96) ad oggi il calcio tedesco è cambiato.

Diciotto anni senza titoli. La Germania in Brasile ha un obiettivo: vincere
Dal 3-5-2 al 4-2-3-1
Dal solido, un po’ noioso, ma efficace 3-5-2 si è passati ad un spettacolare 4-2-3-1. All’origine della svolta c’è la crisi del calcio tedesco alla fine degli anni novanta (con la positiva parentesi della finale persa con il Brasile nel 2002). Da allora il calcio tedesco ha investito nei settori giovanili privilegiando la tecnica e il gioco d’attacco rispetto alla tradizionale forza fisica che aveva caratterizzato le squadre tedesche. I risultati di questo processo sono stati: (a) le buone prestazioni delle squadre di club negli ultimi anni, (b) una Bundesliga sorprendentemente spettacolare e (c) una nazionale che dal 2010 ha incantato il pubblico mondiale con un gioco offensivo e divertente.
Agli europei del 2012 i tedeschi erano i favoriti insieme alla Spagna, ma in semifinale il sogno fu infranto dalla doppietta di Mario Balotelli. Il segreto di quella vittoria dell’Italia l’ha rivelato recentemente il tecnico della nazionale italiana Prandelli: Con i ragazzi ci accorgemmo che la Germania recuperava palla quasi sempre sulle fasce. Decidemmo insieme di giocare per vie centrali, per poi allargare all’improvviso. Impiegarono quasi tutta la partita ad accorgersene (Sette, 23-06.06.2014)
L’allenatore della nazionale tedesca è, dal 2006, Joachim Löw che prese il posto di Jürgen Klinsmann (di cui era vice) dopo il mondiale in Germania, il primo in cui la nazionale tedesca diede i primi evidenti segnali di rinascita, ma fallì, come spesso le capita, contro l’Italia.
La Germania a Brasile 2014
La Germania di oggi predilige giocare un calcio veloce, con accelerazioni improvvise e privilegiando le verticalizzazioni. La squadra di Löw è però più duttile dal punto di vista tattico rispetto al 2010 e al 2012. Segno di una nuova mentalità, più flessibile, della nuova Germania. Oltre al tradizionale 4-2-3-1 oggi Löw, grazie al lavoro fatto da Guardiola al Bayern, può giocare anche con il 4-1-4-1. Tra i pali c’è sempre Neuer (Bayern München), forse il miglior portiere al mondo. In difesa da destra a sinistra Boateng (Bayern München), Mertesacker (Arsenal), Hummels (Borussia Dortmund) e Lahm (il capitano). I due centrocampisti centrali dovrebbero essere Khedira (Real Madrid) e Kroos (Bayern München) – Schweisteiger, che viene da una stagione travagliata al Bayern München, è la prima riserva. In attacco Müller (Bayern München) sulla destra, Özil (Arsenal) in regia e, sulla sinistra, uno tra Götze (Bayern München), Schürrle (Chelsea) o Podolski (Arsenal). Come terminale offensivo Klose (Lazio) o Götze.
Se Löw dovesse optare per il 4-1-4-1, il capitano Lahm (Bayern München) si sposterebbe davanti alla difesa, così come felicemente sperimentato da Guardiola al Bayern e Höwedes (Schlake 04) giocherebbe terzino sinistro. Müller, Khedira, Kroos e Podolski a centrocampo e in attacco uno tra Klose, Schürrle o Götze. Dal punto di vista tattico sarà decisivo Müller che potrebbe anche giocare da terminale offensivo anche se con caratteristiche molto diverse dai suoi compagni. Certo è che con l’assenza del fortissimo Marco Reuss (Borussia Dortmund), infortunatosi durante il ritiro, difficilmente Löw rinuncerà a Götze, Müller e Özil. A secondo del modulo si giocheranno una o due maglie Schürrle, Podolski e Klose.
Diciotto anni senza titoli. La Germania in Brasile ha un obiettivo: vincere
La Germania si è presentata in Brasile con due curiose novità: una bellissima seconda maglia che ricorda i colori del Flamengo – ne sono state vendute già migliaia; e una sede del ritiro creata appositamente dagli sponsor tedeschi. Campo Bahia a Porto Seguro è un esclusivo resort costruito secondo le richieste dell’allenatore tedesco e finito all’ultimo momento non senza qualche polemica.
Anche Angela Merkel all’esordio
La Germania si ritrova nel girone in assoluto più equilibrato del mondiale con Portogallo, Ghana e USA. I tedeschi sono considerati i favoriti dopo Brasile e Argentina e non nascondono di voler vincere la coppa del mondo.
Löw ha manifestato grande ottimismo alla vigilia dell’esordio a Salvador, sulla costa orientale del Brasile contro il Portogallo di Cristiano Ronaldo. Sicuro di sé, ha affermato: Se giochiamo come squadra, se giochiamo in attacco, siamo forti. Dovranno dimostrarlo anche davanti alla Cancelliera Angela Merkel che è volata in Brasile apposta per seguire l’esordio della nazionale tedesca.

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Potsdamer Platz: Germania, Europa

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