Crisi europea: è colpa della politica e dei cattivi maestri

Barroso: “le priorità per la politica economica europea sono la disoccupazione e l’unificazione bancaria”. Ecco perché l’Europa è in crisi e ci resterà ancora per molto: per le sue scelte errate. La piena occupazione di per se non è importante. È un errore grossolano che fa ancora …

Crisi europea: è colpa della politica e dei cattivi maestri

Barroso: “le priorità per la politica economica europea sono la disoccupazione e l’unificazione bancaria”. Ecco perché l’Europa è in crisi e ci resterà ancora per molto: per le sue scelte errate.

La piena occupazione di per se non è importante. È un errore grossolano che fa ancora chi pensa all’economia con la mente superficiale di un keynesiano. John Maynard Keynes è l’economista che più di ogni altro ha influenzato la politica attuale, e meno di ogni altro ha compreso l’economia stessa.

Ciò che conta è (ovviamente) il benessere, e il potere d’acquisto del proprio denaro. Lavorare non è un obbligo se si è accumulato risparmio. Perché se abbiamo un eccesso di produzione dovremmo comunque lavorare tutti e a pieno ritmo ? Chi governa pensa erroneamente che se non si lavora non si hanno soldi da spendere, quindi non si acquista, per cui cade la domanda (aggregata) e chi produce non può vendere. Pensa che “la tua spesa è il mio ricavo”e quindi spendere sia fondamentale, “far girare l’economia” sia importante. Ma il benessere è altra cosa. È avere ciò di cui si ha bisogno ed aver la certezza che il risparmio mi garantisca un futuro. Solo il lavoro “utile” serve, quello fine a se stesso è una tassa sociale che impoverisce la società stessa. Mantenere il potere d’acquisto del denaro, invece, è un obiettivo che ha un senso, non la piena occupazione.

E veniamo all’unificazione bancaria. Le banche sono già abbastanza grandi da non poter fallire. E se qualcosa non può fallire allora significa che non fa parte del libero mercato. E quindi viene sostenuto e protetto a livello politico. Questo significa che quando questo soggetto va in difficoltà, non potendo fallire, viene aiutato con i soldi dei contribuenti. Cosa già successa più volte negli ultimi anni. Il sistema a banca centrale, prestatore di ultima istanza, evita i fallimenti bancari stampando moneta dal nulla e a spese del denaro dei risparmiatori. Si chiama inflazione, ma dovrebbe chiamarsi svalutazione della moneta. Dal 1971 più o meno tutti gli stati hanno cominciato a stampare denaro dal nulla. E il potere d’acquisto delle monete è calato vertiginosamente. Il dollaro ha perso oltre il 90%. Se il sistema bancario diventerà ancora più grande, sarà ancora più difficile metterlo di fronte alle proprie responsabilità. Cattiva allocazione dei capitali, azzardo morale e svilimento della moneta saranno fenomeni che produrranno ancora più danni.

Invece di pensare alla piena occupazione, l’Europa dovrebbe lasciar “cadere” i prezzi, diminuire la burocrazia e le tasse. Invece di puntare all’unificazione bancaria, dovrebbe lasciare le banche libere di fallire, e di guadagnarsi la fiducia dei risparmiatori nel libero mercato.

Lo so, dopo anni di “cattivi maestri” in economia, pensare controcorrente sembra strano e sbagliato. Ma di sbagliato ci sono solo le politiche economiche europee. E chi paga alla fine è sempre il cittadino.

Per questo articolo si ringrazia:

Roberto Gorini … le regole del denaro

e vi invitiamo a continuare la lettura su:

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