Creare denaro dal nulla impoverisce la gente

da Movimento Libertario “E noi ci troviamo, come ho scritto proprio l’altro giorno in un altro contesto, in un mondo che trabocca di risparmi, un mondo dove chi decide di spendere meno e risparmiare di più rende tutti gli altri più poveri”. (P. Krugman) Leggendo queste parole di …

Creare denaro dal nulla impoverisce la gente

da Movimento Libertario

“E noi ci troviamo, come ho scritto proprio l’altro giorno in un altro contesto, in un mondo che trabocca di risparmi, un mondo dove chi decide di spendere meno e risparmiare di più rende tutti gli altri più poveri”. (P. Krugman)

Leggendo queste parole di Paul Krugman non posso fare a meno di dedurre che a suo parere ogni scambio volontario non sia effettuato perché mutualmente benefico, bensì rappresenti sempre un gioco a somma zero: se A vince, B perde, e viceversa. Da ciò derivano le critiche, spesso rancorose, verso i Paesi in surplus commerciale, rei, secondo la vulgata krugmaniana (e, in generale, keynesiana), di non spendere abbastanza, ossia di spendere meno di quanto incassano. In definitiva, si giunge alla messa sotto accusa del risparmio come atto che genera povertà. Chi risparmia sarebbe da deprecare, perché evitando di spendere toglie reddito ad altri.

Ora, questa posizione di fatto considera improduttive tutte le somme non spese. E’ pur vero che i keynesiani precisano che il “danno” verrebbe prodotto solo dalle somme non destinate a consumi o investimenti. Questo, nei fatti, tenderebbe a ridimensionare di molto il problema, dato che solitamente il denaro non consumato e non investito viene depositato in banca, e si dà il caso che le banche utilizzino anche il denaro depositato a vista per concedere prestiti. Sotto accusa finiscono ultimamente quindi le banche, che sarebbero ree di non erogare abbastanza prestiti, ossia terrebbero troppe riserve. Ma sarebbero sul banco degli imputati anche tutti coloro che non si indebitano, lasciando che grandi somme di denaro non vengano spese (da questo punto di vista, il più accanito di tutti è Richard Koo). Quando un Paese è esportatore netto, ciò corrisponde grosso modo a una situazione in cui le banche di quel Paese non fanno (o fanno meno) credito ai soggetti residenti nei Paesi importatori. Ora, le argomentazioni di Krugman non avrebbero senso economico neppure in un sistema monetario in cui il denaro non fosse creato dal nulla, ma sono a maggior ragione erronee in un contesto globale in cui le banche centrali stanno inondando il mercato di denaro fresco di stampa. E’ indubbiamente vero che dal punto di vista monetario pare esserci una gran quantità di risparmio, spesso accumulato nelle riserve delle banche commerciali presso le banche centrali. Ma sarebbe fuorviante confondere quelle somme per risparmio reale.

Ciò che realmente impoverisce una parte cospicua di persone è proprio un sistema nel quale il denaro viene creato dal nulla e in gran quantità. L’aumento della massa monetaria non può non coincidere con una perdita di potere d’acquisto del denaro, ancorché ciò non avvenga in modo uniforme. Il flusso di denaro aggiuntivo beneficia alcuni e danneggia in misura più o meno consistente tutti gli altri. Tirare in ballo il risparmio è del tutto fuori luogo: il risparmio reale è l’unica base solida per lo sviluppo non inflazionistico di un sistema economico. Checché ne pensi Krugman.

Per questa notizia ringraziamo:

Roberto Gorini … le regole del denaro

e vi invitiamo a continuare la lettura su:

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