Cos’è Pegida e perché fa paura

Cos'è Pegida e perché fa paura
Cos’è PEGIDA?
Un movimento di cittadini che dal 20 ottobre manifesta ogni lunedì a Dresda (Sassonia) contro l’islamizzazione dell’Occidente. Inizialmente erano poche centinaia di persone (circa 350), poi sono gradualmente aumentate fino ad arrivare ad essere 10.000 lo scorso 8 dicembre, 15.000 il 15 dicembre e quasi 20.000 il 22 dicembre. Sono poi seguite alcune manifestazioni minori anche in altre città, in particolare a Bonn e Düsseldorf. In occasione dell’ultima manifestazione a Dresda i dimostranti hanno intonato i canti di Natale tedeschi. 
Non mancano, tuttavia, anche manifestazioni contro PEGIDA come ad esempio a ColoniaMonaco e Dresda.
Che significa PEGIDA? 
PEGIDA sta per Patrioti Europei contro l’Islamizzazione dell’Occidente (in tedesco: Patriotische Europäer gegen die Islamisierung des Abendlandes). 
Cosa vuole PEGIDA?
Come dice il nome stesso PEGIDA manifesta contro l’islamizzazione dell’Occidente, ma più nello specifico contro gli immigrati e l’Islam in Germania. 
Come si legge nel manifesto in 19 punti di PEGIDA, da una parte, si afferma di essere a favore dei rifugiati politici o religiosi, ma dall’altra, di essere per la riduzione dell’assistenza ai richiedenti asilo, per la tolleranza zero e per il modello a punti presente in Canada, Svizzera, Australia e Sud Africa. 
Nelle manifestazioni del lunedì di PEGIDA ci sono prevalentemente bandiere tedesche, qualche bandiera bavarese e croci cristiane. Il richiamo all’Occidente cristiano non è casuale, si tratta di uno degli aspetti maggiormente significativi: “Pegida è per la difesa e il mantenimento della cultura occidentale giudaico-cristiana” (punto 13 del manifesto). Per PEGIDA l’Europa è cristiana, ma non con un significato esclusivamente religioso, del resto l’Europa è un continente ormai secolarizzato, quanto con riferimento alla necessità di un’identità forte e tradizionale che non può che essere cristiana e in quanto tale vede nell’Islam un nemico. Il movimento è riuscito a mettere insieme tutto l’universo ultraconservatore e di estrema destra che in Germania trova difficoltà a trovare rappresentanza politica.
Perche sempre di lunedì?
Le manifestazioni del lunedì in Germania sono quelle della rivoluzione pacifica che nell’autunno del 1989 portarono alla caduta del Muro di Berlino. I centri principali di queste manifestazioni furono Lipsia e, appunto, Dresda. Al tempo, i cittadini tedeschi dell’Est manifestavano gridando Noi siamo il popolo, slogan ripreso  e copiato dagli antislamici di PEGIDA.
Chi è il leader di Pegida?
Il fondatore si chiama Lutz Bachmann, un anonimo personaggio con precedenti penali. Tuttavia il movimento non sembra avere un vero e proprio leader nel senso classico del termine, quanto più che altro figure di riferimento con funzioni organizzative, come appunto Bachmann. 
Quanto sono politicizzati?
PEGIDA non è un partito. Tutti i principali partiti politici tedeschi hanno preso le distanze ed hanno criticato espressamente queste manifestazioni. L’unica vera eccezione è rappresentata da Alternative für Deutschland, il partito nato sul tema dell’antieuropeismo, ma che con il tempo si è caratterizzato per aver assunto toni molto duri contro gli immigrati e l’Islam con l’obiettivo di trovare consensi anche nella galassia di destra in Germania.
Cos'è Pegida e perché fa paura
PEGIDA è pericolosa?
Al momento si tratta di manifestazioni pacifiche, senza particolari disordini. Ma questo tipo di azioni rischiano ovviamente di aumentare il conflitto sociale e di dare vita a forme di discriminazione considerato che il movimento è costituito in buona parte da gruppi di estrema destra se non addirittura filonazisti che possono certamente rappresentare un pericolo sociale e politico. 
Il paradosso è che in Sassonia (il movimento è nato a Dresda) la presenza di musulmani è tra le più basse in Germania (0,1 per cento). In generale la presenza di musulmani nella Repubblica Federale Tedesca è di appena il 5 per cento della popolazione complessiva. Tra questi esistono circa 7000 Salafisti, ma solo un piccola parte di questi lotta per l’introduzione della Shari’a in Germania che secondo PEGIDA è uno dei principali pericoli dell’islamizzazione dell’Occidente.
Come ha reagito l’opinione pubblica tedesca?
Inizialmente le manifestazioni sono state ignorate, anche perché si trattava di poche centinaia di persone. Da circa un mese PEGIDA è invece uno dei principali temi di discussione politica. Sia i giornali sia le trasmissioni (radiofoniche e televisive) di approfondimento politico hanno dedicato ampio spazio agli eventi. In generale prevale la critica ad un movimento che manifesta contro un processo irreversibile quale appunto la crescente integrazione di immigrati nella società tedesca. La Germania infatti è al secondo posto come meta preferita degli immigrati.
Non mancano però anche analisi che vedono con favore PEGIDA. Da segnale tuttavia la severa critica del Presidente del Consiglio Centrale degli Ebrei in Germania che ha affermato che “la diffamazione dell’Islam da parte di PEGIDA è inaccettabile”. Anche il Presidente della Chiesa Evangelica tedesca ha preso ufficialmente le distanze da PEGIDA.
Come ha reagito la politica?
Angela Merkel (Cancelliera, CDU): “In Germania vige naturalmente la libertà di manifestare, ma non c’è spazio per la diffamazione e la denigrazione di persone provenienti da altri paesi.”  
Heiko Haas (Ministro della Giustizia, SPD): “PEGIDA è una vergogna per la Germania.”
Gregor Gysi (Capogruppo della Die Linke): “Esiste una responsabilità comune di tutti i partiti democratici, dei media, delle Chiese, delle Comunità e dei Sindacati di fare fronte comune contro PEGIDA.”
Horst Seehofer (Ministro-Presidente della Baviera, CSU): “Con queste persone bisogna dialogare e non bisogna giudicarle sommariamente. Non si tratta di nazisti.”
twitter@uvillanilubelli

Potsdamer Platz: Germania, Europa

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