Conti correnti, i creditori potranno accedervi per i pignoramenti

Conti correnti debitori

I conti correnti costituiscono ormai il metodo più usato dagli italiani per il deposito dei risparmi. Recentemente si stanno diffondendo sempre più i conti online, che permettono una gestione più facile direttamente da casa. Non stupisce quindi che siano in molti ad informarsi su questo strumento, ad esempio facendo uso del comparatore conto corrente offerto da SuperMoney. Tuttavia, per coloro che contraggono debiti nei confronti di qualsiasi ente, ci sono delle novità.

Verificare telematicamente i conti correnti

Secondo il decreto del tribunale di Mantova, e poi anche di quello di Napoli, è ora possibile per le società creditrici avere accesso alle banche dati della pubblica amministrazione per controllare la presenza di beni da pignorare. Tutto questo a seguito della riforma riguardante il processo civile approvata lo scorso anno. Con il nuovo procedimento infatti, a seguito dell’autorizzazione del Presidente di Tribunale, è reso possibile al creditore l’accesso ai database della pubblica amministrazione.

Esempi di banche dati di questo tipo sono l’anagrafe tributaria o quella dei conti correnti. Lo scopo di questa procedura è verificare la presenza di beni del debitore che andranno sottoposti a esecuzione forzata, evitando così di allungare i tempi di recupero crediti. Tuttavia c’è un punto insoluto. La riforma ha infatti rinviato l’attuazione pratica della procedura a uno più decreti ministeriali, che però non sono mai stati emanati. I tribunali si domandano quindi se nel frattempo sia possibile autorizzare i creditori a rivolgersi direttamente alle autorità che si occupano della gestione di banche dati.

Il parere dei tribunali

Al riguardo si era espresso favorevolmente il Tribunale di Mantova prima, e quello di Napoli poi. Entrambi gli enti stabiliscono che, in attesa dei decreti attuativi e delle dotazioni tecnologiche da parte degli ufficiali giudiziari, il creditore ha diritto di rivolgersi agli enti gestori di banche dati. Le società creditrici potranno quindi richiedere a Inps, Agenzia delle Entrate, Pubblico Registro Automobilistico ecc. le informazioni richieste riguardanti i beni in possesso del debitore.

La lacuna della riforma viene così superata senza grossi problemi. I debitori dovranno quindi subire l’ispezione dei conti correnti  anche in assenza di precedente pignoramento con esito negativo. In pratica il creditore potrà evitare le esecuzioni forzate rivolgendosi in anticipo ai gestori di banche dati per evitare di perdere soldi e tempo.  

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