Come ho visto l’evento Matrix Economy

Un paio di anni fa, ho avuto l’idea di scrivere un libro. Per far capire a più persone possibili questo sistema finanziario mondiale che è illusorio, manipolatorio e fraudolento. Le cui regole però, possono essere usate per prosperare. Poi assieme ad alcuni amici, questa idea è diventata qualcosa di …

Come ho visto l’evento Matrix Economy

Un paio di anni fa, ho avuto l’idea di scrivere un libro. Per far capire a più persone possibili questo sistema finanziario mondiale che è illusorio, manipolatorio e fraudolento. Le cui regole però, possono essere usate per prosperare.

Poi assieme ad alcuni amici, questa idea è diventata qualcosa di più. E grazie a loro, uno su tutti Manuel Olivi, che ne ha curato la regia, è diventata un evento che si è svolto dieci giorni fa. Ecco come ho visto ciò che è successo.

Che circa 300 persone si trovassero per due giorni interi, per parlare di economia, è stata una grande soddisfazione. A dibattere su questi temi ho chiamato alcuni amici che come me curano dei Blog sull’economia: Francesco Carbone, Paolo Rebuffo, Giovanni Baudo, Francesco Simoncelli, Giorgio Venzo. E altri con i quali condivido dei percorsi di formazione per le imprese: Flavio Cabrini, Davide Baldi, Paolo Torregrossa e Steve Benedettini. Più alcuni ospiti a sorpresa: Francesco Rosso, Giacomo Zucco e Leonardo Facco. Elencarli (in ordine casuale) è anche un modo per ringraziarli, per il loro contributo. Ma c’è di più. Per i temi trattati e il contenuto spesso controcorrente e sicuramente innovativo, ho avuto una strana sensazione.

Nel 1863 a Parigi, l’Accademia delle Belle Arti, organizzò il consueto Salone. Una esposizione di opere artistiche degli autori più affermati. Rifiutò più di 3.000 opere di altri artisti “non allineati”. Questi ultimi dipingevano in modo strano, innovativo, ma “non accademico”. Questi ultimi si organizzarono in un altra esposizione: il Salone dei Rifiutati (Salon de Refusés). Alcuni di questi artisti rispondevano al nome di: Manet, Monet, Pissarro, Degas e Renoir. I loro quadri venivano in parte derisi e in parte combattuti dal potere costituito. Eppure di li a poco diventarono i riferimenti di un nuovo movimento artistico, quello che venne chiamato Impressionismo. Che alla prova del tempo ottenne ragione sull’arte “di Palazzo”.

Con i dovuti distinguo, per me è stato come aver organizzato il “Salon de Refusés” dell’economia. Oggi negli anni duemila. In un periodo molto particolare. In cui un vecchio sistema monetario, che ha fallito, sta per scomparire e altre teorie economiche stanno nascendo. I nostri interventi, e i nostri libri, fanno scalpore. Alcuni sono derisi, altri ignorati o combattuti dalle teorie economiche classiche. Quelle che siedono sulle cattedre delle università e nelle poltrone del potere. Eppure, sarà una posizione ambiziosa, ma io mi sono sentito proprio come ho immaginato sentirsi quegli artisti derisi e ignorati. Che hanno combattuto, e successivamente vinto, il potere costituito.

Le continue domande della platea, i loro occhi stupiti e i sorrisi “scaramantici”, mi hanno dato la sensazione che le nostre posizioni economiche, antagoniste e fuori dal coro, abbiano “sollevato il velo” su un sistema che ormai non è più sostenibile. Abbiamo alzato il dito e detto con forza “il Re è nudo !”.

Organizzarlo non è stato uno scherzo, le settimane precedenti sono state intense. Ma alla fine dei due giorni ero provato, ma molto, molto soddisfatto. E chissà che un giorno non possiamo ricordarci di questo evento come uno dei momenti in cui le persone hanno cominciato a capire e il potere costituito a crollare. È un augurio … e alla prossima !

Per questo articolo si ringrazia:

Roberto Gorini … le regole del denaro

e vi invitiamo a continuare la lettura su:

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