Come fare personal branding per la propria azienda

Come fare personal branding per la propria azienda

Personal branding è una parola che è entrata a far parte del vocabolario del marketing già da parecchi anni. Prendendo alla lettera la traduzione significa avere visibilità, far conoscere, dare affidabilità e autorevolezza al proprio marchio personale. 

E’ un’attività fondamentale per migliorare la propria reputazione nel mondo digitale ed in quello fisico. Tutti coloro che vogliono avviare un’azienda, oppure mettersi in proprio, devono tenere a mente che è importante sviluppare questa disciplina per rimanere in modo concorrenziale sul mercato.

Per quale motivo dobbiamo fare Personal Branding

Il nostro compito, in sostanza, è vendere se stessi. Potrebbe essere una brutta espressione, ma rende bene l’idea di quello che si deve fare. Facendo riferimento ha quello che afferma John Purkiss, guru del marketing statunitense, nel suo libro dal titolo “Brand you, Turn your unique talents into a winning formula“, quale è il modo per sfondare nel campo della “promozione personale” per far crescere il proprio marchio?  

Bisogna innanzitutto focalizzare il proprio obiettivoDove si vuole arrivare? Chi si deve raggiungere? Quali sono i potenziali clienti? A chi ci si rivolge? Definiti questi parametri si parte analizzando quello che il mercato propone in quel momento. Cosa fanno gli altri?

Noi dobbiamo distinguerci utilizzando un linguaggio genuino e sincero. Le persone apprezzano con si parla con sincerità, sono finiti i tempi delle menzogne. Vi dice qualcosa il successo di “Giovanni Rana” re della pasta fresca che 20 anni fa decise di metterci la faccia di persona? L’obiettivo fu raggiunto, parlare direttamente ai propri clienti. Senza tralasciare il fenomeno di Silvio Berlusconi che nel 1993 scese in politica forte del suo ascendente nei confronti dei lettori. Mai personal branding è stato applicato meglio nella storia italiana. Le persone che lo avevano votato si erano fidati di lui, della sua sincerità e poco importava del conflitto di interessi. C’era lui e basta, la sua faccia, i suoi discorsi, le sue dichiarazioni. La reputazione del partito di Forza Italia era strettamente legata a lui, all’ imprenditore di successo.

Circondarsi di talenti

avere dei collaboratori efficaci è essenziale. E’ come quando costruiamo un nuovo edificio e come prima cosa ci assicuriamo che le fondamenta siano solide. Quelli che lavorano per noi sono le fondamenta della nostra azienda. Ognuno di loro ha un talento particolare e va individuato. Chi è bravo a parlare in pubblico, chi comunica empaticamente, chi è un ottimo stratega, chi è specializzato in mercati esteri. Ad ognuno va affidato il compito giusto.

Definire la missione

quella che gli americani, sempre loro, definiscono “mission“. Dove vogliamo arrivare? L’obiettivo finale quale è? E’ bene individuarlo perchè il successo si misurerà proprio da qui, dal raggiungimento del target iniziale. Fissiamo anche in quale percentuale del raggiungimento possiamo ritenerci soddisfatti. Potremo conquistare la nostra mission in maniera parziale. 

Soltanto coloro che basano la propria strategia di marketing su una mission ben precisa e facile da identificare riescono a entrare in empatia con i propri clienti,  dipendenti e lavoratori. Tutti devono avere ben chiaro in testa dove si sta andando, quale è la direzione.

Questo contenuto è stato tratto da questo approfondimento: http://visibilita.net/personal-branding-secondo-purkiss/

 

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