Citroen 2 cavalli: dalla T.P.V alla Dyane, un mito senza tempo

Quando si pensa alla “due cavalli”, si pensa alla Citroën, la vettura utilitaria della casa produttrice francese che ha riscontrato un successo ininterrotto dal 1948 al 1990. I primi veri prototipi nascono già negli anni ’30 e il successo sarebbe stato determinato dalle idee innovative sul “concetto” di automobile: economica, di facile manutenzione e che permettesse al conducente di entrare nell’abitacolo … con il cappello, in barba al galateo!

Tra mito e leggenda, la storia della due cavalli

Sono numerosi gli aneddoti relativi alla nascita della due cavalli (deux chevaux, per i francesi, dalla valutazione dei cavalli fiscali). Fu André Citroën a concepire negli anni ’30, l’idea di un’autoche non avesse grandi costi di produzione, ma il sopraggiungere della crisi finanziaria nel ’34 e successive vicende interne alla casa produttrice fece accantonare il progetto che fu ripreso nel 1938 dal nuovo amministratore, Pierre-Jules Boulanger, con le seguenti specifiche: « …una vettura che possa trasportare due contadini in zoccoli e 50 kg di patate, o un barilotto divino, a una velocità massima di 60 km/h e con un consumo di 3 litri per 100 km.

Le sospensioni dovranno permettere l’attraversamento di un campo arato con un paniere di uova senza romperle, e la vettura dovrà essere adatta alla guida di una conduttrice principiante e offrire un comfort indiscutibile. ». La prova del paniere di uova fu, poi, realmente eseguita dallo stesso Boulanger.

Il primo prototipo della due cavalli: la T.P.V.

Il progetto fu affidato ad André Léfèbvre e dopo una serie di tentativi top secret nel 1939 viene presentata la T.P.V. (trés pétite voiture – Tr.: vettura piccolissima) che montava un motore bicilindrico raffreddato ad acqua da 375 cm3, carrozzeria in duralinox, una lega leggera in alluminio. Il tetto ed il padiglione erano costituiti da un telone teso, l’interno assolutamente spartano: sedili ad amaca ed il posto guida costituito dal volante, leva del cambio a 3 marce, freno a mano, un voltmetro (unico strumento presente) e da due pulsanti (starter ed accensione) che consentivano l’avviamento. L’avvento della Seconda Guerra Mondiale interruppe nuovamente ogni progetto.

Dal 1948 al 1990 la “due cavalli” non conosce più ostacoli

Al salone di Parigi del 6 ottobre 1948, finalmente viene presentata dalla Citroën la vettura dal nome ufficiale di “2CV” e le critiche furono subito negative, sia per l’eccessivo gusto spartano che per la linea poco attraente, tanto da meritarsi il nomignolo di “brutto anatroccolo”: lamiera in acciaio, sospensioni a braccio oscillante per ruota, ammortizzatori a frizione che agivano sui bracci oscillanti e ammortizzatori a inerzia che agivano sulle ruote (la vera rivoluzione), sistema frenante idraulico a 4 tamburi, freno a mano e sterzo a cremagliera.

La 2CV montava un motore bicilindrico orizzontale raffreddato ad aria, potenza massima 9CV a 3500 giri/min ed una velocità di punta di 66 km/h. Dalla 2CV alla Sahara, passando per la Dyane. Tanto più aspre furono le critiche, quanto maggiore fu il clamore e il successo di vendita riscontrato e nel giro di due mesi dalla commercializzazione della 2CV furono venduti 2000 esemplari.

Da allora ci furono anche ulteriori sviluppi che andarono a migliorare sia l’estetica (fanali e carrozzeria) che i sistemi di sicurezza (chiusura centralizzata) che i motori e le versioni (come la 2CV furgonata). Tra i modelli di maggior successo ci sono la 2CV Sahara con due motori (anteriore e posteriore), la Dyane e la Charleston, la gamma delle “sportive” e le serie speciali per una stima di 10 milioni di vetture prodotte.

Le concorrenti della 2CV

Dirette concorrenti della 2CV furono la Fiat 600 e 126, Panda, BMW 600 e 700, Renault 4 e 6, la Prinz e la Trabant. Attuale erede della storica 2CV è la Citroën C3. Nell’immaginario collettivo la 2CV resta la vettura degli hippy, dei lunghi viaggi e di una rocambolesca fuga di … James Bond su una 2CV Jaune Helios AC 336.

Gli amanti delle auto storiche, oltre a fare un assicurazione professionale ad hoc, hanno la possibilità di iscrivere il proprio veicolo ad un ente nato appositamente per questo tipo di pratiche: il registro auto storiche Citroen, detto comunemente RIASC. Questo particolare registro per le auto storiche è composto da diversi Club che permettono ai propri soci di avere condizioni favorevoli in sede di iscrizione al RIASC

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