Cambio dell’orario in Spagna

Negli ultimi mesi si è aperto un vivace dibattito in Europa sulla Spagna e la sua improduttività e la soluzione è stata rilevata nel cambio dell’orario: si suppone che portando gli orologi in avanti di un’ora la popolazione stabilizzerebbe i suoi ritmi di vita, riuscendo ad essere più produttiva o per lo meno, i dati di produzione, si allineerebbero al resto d’ Europa.

Quindi sarebbe tutta colpa di Franco? Poiché fu lui che nel ’42 volle cambiare il fuso orario spagnolo per avere lo stesso della Germania di Hitler. Il cambio dell’orario dovrebbe portare quindi a una riduzione dell’orario lavorativo e una produttività più intensa. Infatti, gli spagnoli sono uno dei paesi europei con la più alta percentuale di ore lavorative e la più scarsa produttività. Il cambio dell’orario garantirebbe di guadagnare 90 minuti nella tabella di marcia e permetterebbe di allineare la routine quotidiana all’orario solare.

 

Il cambio dell’orario come cambio di vita

Il cambio dell’orario, in teoria, dovrebbe contribuire a una regolarizzazione degli stili di vita degli amici spagnoli. In effetti, al momento vi sono orari totalmente diversi rispetto al resto dell’Europa. Eccone riassunta la tendenza:

Orario apertura uffici e scuole: 9

Pausa pranzo: 14 La famosa sieta spagnola, è la lunga pausa di due ore, che però non tutti applicano.

Chiusura uffici pubblici: 19.30- 20

Chiusura attività (negozi, supermercati): 21:00

Cena: 22

Nightlife, discoteche: da dopo mezzanotte sino alla mattina (7.30)

Quindi gli spagnoli vanno a letto più tardi e si alzano anche dopo e a causa della lunga siesta sarebbero accusati di un deficit nella produttività. Il cambio dell’orario ridurrebbe il lungo break pomeridiano e anticiperebbe l’orario della cena, così come le ore di sonno.

Opinione personale sul cambio dell’orario

Siamo davvero sicuri che un cambio dell’orario ricondurrebbe a un miglioramento dell’economia spagnola? Oppure, vogliamo che la Spagna cambi per amor del conformismo?

Mi permetto di sollevare tali questioni, poiché vivendo, adesso, in Spagna, non vorrei che questo bel paese perdesse la sua originalità. È così bello uscire dal lavoro, attorno alle 19, e sapere che ancora vi sono ben due ore alla chiusura dei negozi, senza dover fare corse assurde per accaparrarsi l’ultimo pezzo di pane, al supermercato. E poi… fantastica l’atmosfera che c’è nelle città attorno a quell’ora quando la gente si reca nei tipici bar per una caña (birra alla spina) e una tapa: le strade affollate di persone, sorridenti e anche di famiglie, che si ritrovano dopo la scuola e il lavoro e che possono godere del clima temperato alla sera, quando invece, nel resto d’Europa, le persone si preparano per andare a letto.

L’unione europea reclama anche che il tempo dedicato alla famiglia è limitato da questa routine, e un cambio dell’orario garantirebbe maggiore tempo libero: personalmente non concordo, le famiglie stanno insieme e forse anche più tempo, grazie alla lunga pausa pranzo e al lasso di tempo tra la fine del lavoro e l’ora di coricarsi.

 

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