Ascomac chiede al Parlamento no agli oneri sull’energia autoconsumata

Ascomac Cogena ha chiesto al Parlamento e alle commissioni di Industria e Territorio del Senato, di abrogare l’art. 24 del D.L n.91/2014, altrimenti chiamato “taglia-bollette”.

Si tratta, secondo l’Associazione, di un provvedimento che incentiva l’inefficienza energetica in quanto si equiparerebbe l’energia prodotta, distribuita e prelevata da rete pubblica all’energia autoprodotta o autoconsumata che non passa per la rete pubblica ma per una rete privata senza obbligo di concessione a terzi. Le reti private rappresentano un investimento del Privato per la sostenibilità ed il risparmio energetico.

Per questo Asomac chiede di rivedere il sistema delle bollette energetiche nell’ambito della riforma fiscale e liberalizzare il trasferimento di energia in sito – condomini, centri direzionali/commerciali, distretti industriali/agricoli etc. – a utenze aggregate in base a programmi di miglioramento di efficienza energetica previsti dalle Direttive Comunitarie già dal 2006.

“Attraverso le reti intelligenti private”, sostiene Belvedere, Segretario Generale di Ascomac, si valorizza “l’autoapprovvigionamento energetico a favore di pluralità di clienti finali e cioè la possibilità di autoproduzione di energia da parte di aree artigianali, industriali e commerciali, centri servizi direzionali, centri commerciali, P.A, centri residenziali, condomini

Per Carlo Belvedere bisogna puntare “sulla cogenerazione, un sistema alternativo ad alta efficienza che permette di ridurre i costi di approvvigionamento energetico. Occorre liberalizzare la sostenibilità rinnovabile, efficiente, diffusa e avviare un sistema per il quale le fonti rinnovabili non siano un costo, ma una seria e sempre più necessaria opportunità di sviluppo economico, occupazionale ed infrastrutturale”.

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