Abolire il denaro non si può e non si deve

Con questo articolo vorrei rispondere a tutti quelli che fanno obiezioni più o meno di questo tipo: “a forza di pensare ai soldi guardate come avete ridotto questo mondo” oppure “l’avidità per il denaro porta sempre alle guerre”. Sono anni che parlo delle “regole del denaro” …

Abolire il denaro non si può e non si deve

Con questo articolo vorrei rispondere a tutti quelli che fanno obiezioni più o meno di questo tipo: “a forza di pensare ai soldi guardate come avete ridotto questo mondo” oppure “l’avidità per il denaro porta sempre alle guerre”. Sono anni che parlo delle “regole del denaro” nel mio blog, e queste frasi non possono lasciarmi indifferente. Vorrei quindi fare una breve riflessione, al di là delle comprensibili ma precipitose conclusioni emotive.

L’affermazione che “pensando ai soldi si rovini il mondo” è mal posta. Ci si dovrebbe rivolgere all’avidità e non al denaro. Poiché si confonde il mezzo che si usa con l’intenzione. Qualcuno però potrebbe suggerire che togliendo il mezzo si potrebbe neutralizzare l’intenzione. Ovvero se abolissimo il denaro sparirebbe anche l’avidità. Ammesso e non concesso che questo sia vero, ma si può abolire il denaro ?

Proviamo per un istante a pensare ad un mondo senza moneta. All’inizio sarebbe uno shock. Il lavoro si fermerebbe. Perché la verticalizzazione del lavoro porta tutti a essere dipendenti dagli altri. Nessuno è in grado di fabbricarsi da solo tutto ciò che gli serve: computer, case, automobili, ma neanche vestiti e cibo. Per un po’. Poi, come sempre, ci si abituerà … Dovremmo abbassare di molto la nostra qualità della vita, ma riusciremmo a sopravvivere. Qualcuno imparerà a procurarsi cibo, a coltivare, a fabbricare e ci si comincerà ad aiutare. Dopo un primo momento di smarrimento torneremmo a organizzarci. Ognuno si metterebbe a fare ciò che sa fare meglio e ci si scambierebbero i beni nell’intenzione di migliorare la qualità della vita. Il mutuo soccorso tornerebbe in auge, e poi il baratto e poi il credito. Vale a dire che le persone si aiuterebbero, poi comincerebbero a scambiare prodotti con altri, e a qualcuno si inizierebbe a fare credito. Si tenderà col tempo a organizzarsi in forme più eque possibili, con dei sistemi di compensazione. Utilizzando beni di largo consumo, si cominceranno a scambiare anche quelli quelli meno richiesti. Quindi grano, caffè, zucchero e sale verranno utilizzati anche per dare un valore ai prodotti più di nicchia. Più efficiente vorrà diventare un sistema produttivo e più efficiente dovrà essere il sistema di compensazioni. Più complesso il sistema produttivo diventerà e più semplice dovrà essere il mezzo di scambio. Ma questo sistema di compensazione, questo mezzo efficiente di scambio, ha già un nome: denaro.

Anche se tornassimo volontariamente ad una società senza denaro, dopo qualche tempo saremmo costretti a crearne uno nuovo. Una società prospera ed equa non può prescindere da un sistema di scambi efficiente, semplice ed equo. Questo è il processo che ci ha portato a inventare il denaro. È successo negli ultimi 5.000 anni, e succederà anche per i prossimi 5.000. In tutti questi millenni la moneta è morta centinaia di volte. Sono innumerevoli le valute che sono state distrutte e non si usano più, e succederà anche a quelle che stiamo utilizzando adesso. Perché ? Perché dopo un po’ di tempo un sistema monetario viene manipolato e corrotto da un’élite di potere fino alla sua distruzione. Fino al rifiuto di utilizzarlo da parte del popolo. A questo punto il denaro muore, ne rinasce uno nuovo su presupposti migliori, finché non viene corrotto, manipolato e ucciso di nuovo. E il processo ricomincia.

Ad essere sbagliata non è l’idea del denaro, ma l’utilizzo che se ne fa. Non si può abolire l’idea del denaro, si può mettere fine a un sistema monetario corrotto che sfrutta il lavoro dei cittadini. Ed è quello che stiamo vivendo oggi. Ciò che dovremmo chiedere è la fine di questo sistema monetario, non del denaro. È confondere l’esigenza di un sistema con la sua cattiva realizzazione. Per lo stesso principio, allora, dovremmo abolire le automobili perché la gente guida ubriaca. Abolire internet perché qualcuno adesca minori. Abolire la carta stampata perché la si usa per fare propaganda eversiva.

Chiedere di abolire il denaro è una posizione ingenua e superficiale. È prendersela con il mezzo in se, e non con l’uso che se ne fa. Il sistema monetario è il nemico, non la moneta in se.

Il denaro è una istituzione sociale nata per dare alle persone più libertà. E andrebbe difesa dalle manipolazioni di potenti, politici ed elide finanziarie. Al contrario abolirla significherebbe creare povertà e coercizione.

Il denaro va difeso come va difesa la propria lingua e la propria terra da chi vorrebbe averne il monopolio. Per comprendere ciò bisogna capire il denaro, la sua genesi e le sue regole.

Che lo si voglio o no questa faccenda riguarda tutti: perché se non impari a conoscere il denaro, dovrai occupartene per sempre … perché non ne avrai mai abbastanza.

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per parlare di questi temi vieni il 23 e 24 maggio a:

www.matrix-economy.com

Per questo articolo si ringrazia:

Roberto Gorini … le regole del denaro

e vi invitiamo a continuare la lettura su:

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