Università e lavoro, la ricerca: “Le imprese scelgono laureati non a pieni voti ma giovani”

Università e lavoro, la ricerca: “Le imprese scelgono laureati non a pieni voti ma giovani”

La nuova edizione di Eduscopio, il portale della Fondazione Agnelli che sulla base degli esiti universitari degli studenti, ma anche dell’accesso dei diplomati al mondo lavoro, traccia come è noto da quattro anni a questa parte la classifica delle scuole migliori d’Italia, è una fucina di novità. Dopo aver testato tutti gli indirizzi scolastici e oltre un milione di diplomati dal 2011 al 2014, infatti, è in grado di fornire tantissime informazioni utili a studenti, famiglie e istituzioni preposte alla formazione dei giovani, dalle scuole alle università.

A saperle leggere, ci sarebbe molti spunti da cui partire per interventi politici volti a migliorare la nostra scuola e il suo rapporto con il mondo universitario e lavorativo. Tra tutti gli aspetti che la ricerca mette in evidenza, vogliamo puntare l’attenzione su uno in particolare per il momento, quello che riguarda gli aspetti cruciali del successo nei percorsi universitari. A tal proposito, la ricerca pubblicata su www.eduscopio.it ci dice che

Superare tanti esami ma con voti bassi farà conseguire un titolo di scarso valore, perché molte cose che andavano imparate non sono state apprese adeguatamente; specularmente, prendere ottimi voti ma in tempi lunghissimi e ben superiori alla durata legale del corso di studi, spesso riflette un amore per il perfezionismo che non sempre si concilia con le esigenze di rapidità e concretezza della società contemporanea.

Un suggerimento utile, oseremo dire fondamentale, per capire in che modo affrontare l’università. Ovviamente, l’optimus sarebbe dare esami velocemente, laurearsi in tempi brevi e ottenere buoni voti, ma siccome non si può sempre avere tutto ciò che il rapporto della Fondazione Agnelli suggerisce tra le righe è provare a laurearsi nel più breve tempo possibile, o comunque in età molto giovanile, e rinunciare al perfezionismo tipico dello studente italiano medio. Non a caso, una ricerca della Fondazione Agnelli del 2012 ha rivelato che “i datori di lavoro tengono in forte considerazione l’età di conseguimento della laurea e spesso preferiscono laureati molto giovani, sebbene non a pieni voti, a laureati con voti alti ma sulla soglia dei trent’anni.”

Fonte: Università e lavoro, la ricerca: “Le imprese scelgono laureati non a pieni voti ma giovani”

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