Questo è il fossile di uomo moderno più antico non trovato in Africa: perché cambia la nostra storia

Questo è il fossile di uomo moderno più antico non trovato in Africa: perché cambia la nostra storia

L’essere umano moderno, l’Homo sapiens, ha iniziato a migrare dall’Africa tra i 170mila e i 200mila anni fa, circa 50mila anni prima di quanto creduto fino ad oggi. Lo ha dimostrato un team di ricerca internazionale guidato da paleoantropologi dell’Università di Tel Aviv e dell’Università Binghamton – Università Statale di New York, che ha datato un fossile straordinario, una mascella superiore (parziale ma con denti) recuperata dieci anni fa in Israele e risalente proprio al periodo sopraindicato. Il reperto, rivenuto nella grotta di Misliya sul Monte Carmelo, un sito dove sono stati recuperati altri preziosissimi fossili, è il più antico appartenente all’uomo moderno rinvenuto fuori dall’Africa. Il precedente record spettava ad altri fossili trovati sempre in Israele, nella grotta del Teschio e nella grotta Qafzeh, che hanno un’età compresa tra gli 80mila e i 120mila anni.

La grotta di Misliya, dove è stata trovata la mascella. Credit: Rolf Quamin foto: La grotta di Misliya, dove è stata trovata la mascella. Credit: Rolf Quam

Gli studiosi, coordinati dal professor Israel Hershkovitz, docente al Dipartimento di Anatomia e Antropologia della Facoltà di Medicina Sackler presso l’ateneo di Tel Aviv, per determinare con precisione la datazione del reperto hanno condotto tre distinte misurazioni con la tecnica microCT, la tomografia computerizzata. Sebbene Hershkovitz e colleghi siano convinti che la mascella, arricchita da tre molari, due premolari, due incisivi e un canino, abbia un’età compresa tra i 177mila e i 194mila anni, altri studiosi hanno contestato questo risultato. Proprio a causa dei raggi X, infatti, il reperto sarebbe stato “contaminato” mostrando una datazione irrealistica. In altri termini, secondo i detrattori dello studio, la mascella risalirebbe a non più di 70mila anni.

Per avvalorare la sua analisi, il team autore dell’indagine ha creato anche alcuni modelli 3D della mascella, e li ha messi a confronto con altri reperti fossili di ominini provenienti da Africa, Europa e Asia. “Mentre tutti i dettagli anatomici nel fossile di Misliya sono pienamente coerenti con gli esseri umani moderni, alcune caratteristiche si trovano anche nei Neanderthal e in altri gruppi umani”, ha sottolineato il professor Rolf Quam, un coautore dello studio. “Misliya è una scoperta eccitante”, ha sottolineato lo studioso, perché “fornisce la più chiara evidenza che i nostri antenati sono emigrati dall’Africa molto prima di quanto credessimo, inoltre significa che gli umani moderni potevano potenzialmente incontrarsi e interagire per un lungo periodo di tempo con altri gruppi di umani arcaici, offrendo maggiori opportunità per la cultura e scambi biologici”.

Questo fossile, in pratica, riscrive la nostra storia, ma i ricercatori sono sicuri che si tratti soltanto di un “nuovo capitolo”. È molto probabile, infatti, che altre ricerche continueranno a spostare le lancette del nostro affascinante percorso evolutivo, che dall’Africa ci ha portati a colonizzare l’intero pianeta. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sull’autorevole rivista scientifica Science.

[Credit: Rolf Quam]

Fonte: Questo è il fossile di uomo moderno più antico non trovato in Africa: perché cambia la nostra storia

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