Professione Travelblogger — Giovazoom

Professione Travelblogger — Giovazoom

Questo mese continuiamo a fare zoom sulle nuove esperienze professionali nate grazie al web e puntiamo la nostra lente di ingrandimento sul mondo dei viaggi, conoscendo da vicino l’esperienza di due travelblogger emiliani: Elisa Paternalini e Luca Galinelli.

Nominati tra i primi dieci travel influencer italiani, Elisa e Luca sono una coppia nella vita e sul loro blog di viaggi: miprendoemiportovia.it

“Viaggiatori incalliti sempre alla ricerca di posti insoliti fuori dalle solite mete, che vogliono fare della loro vita un viaggio senza fine”, si definiscono così sul loro blog e non a caso mentre intervistiamo Elisa, sono in proprio in aeroporto in attesa di un nuovo decollo.

Partiamo da una domanda di rito: come e quando inizia la vostra avventura da travelblogger?
Elisa: Inizia il 6 gennaio 2012. Andava online il mio primo post dopo dieci anni di viaggi, iniziati con un progetto Erasmus in Scozia quando ero ancora una studentessa. Nello stesso giorno ho conosciuto Luca, che dopo tre mesi mi chiese di sposarlo. I blog non erano ancora diffusi come oggi. Il nostro nasceva senza aspettative, solo con il desiderio di raccontare le nostre esperienze di viaggio.
Nel tempo è diventato un blog che parla anche di uno stile di vita, del nostro andare alla scoperta di nuove culture, di luoghi insoliti e fuori dalle mete più battute. Un blog che ad un certo punto – dopo la nascita del nostro bimbo – ha iniziato a raccontare come viaggiare con i figli in giro per il mondo sia fattibile.

Miprendoemiportovia: potete spiegare ai nostri giovani lettori il nome del vostro blog?
Il nome deriva dal titolo dello splendido romanzo di formazione di Nicolò Ammaniti, Ti prendo e ti porto via. In fondo, se ci pensiamo, anche da soli, in qualsiasi momento ci si può prendere e portar via. Si può andare ovunque. Tra le pagine del romanzo si parla tanto di amore e allo stesso modo il nostro blog si rivolge tanto alle coppie, non a caso i nostri sono sempre viaggi di coppia.

Il vostro blog ormai è anche la vostra seconda casa. Che ruolo continua ad avere nel vostro modo di condividere i viaggi in un momento storico in cui prevale molto la comunicazione sui social network?
Diciamo che siamo nati come blogger e tali vogliamo rimanere. I blog in generale continuano ad avere una funzione importante: nel momento in cui una persona cerca informazioni su motori di ricerca come Google, può arrivare ai blog, che si confermano dunque uno spazio di informazioni. I social sono più che altro spazio di ispirazione e condivisione. Certamente negli anni qualcosa è cambiato, rispetto per esempio a quando nel 2012 eravamo in Asia per un lungo viaggio e pubblicavamo un post al giorno sul blog. Oggi rappresentano due mondi collegati e necessari l’uno all’altro. E’ sicuramente tra i nostri obiettivi quello di essere più presenti sui social con anche post informativi, ma continueremo a pubblicare almeno due o tre post a settimana sul blog.

E a proposti di social media, scopriamo quali sono i prediletti da Elisa&Luca. Quali piattaforme utilizzate maggiormente per raccontare i vostri viaggi ed interagire con le persone che vi seguono, i follower per l’appunto….
Siamo presenti su Facebook, Twitter, Youtube ed Instagram. Ultimamente stiamo sperimentando con molto piacere le Instagram Stories, dove grazie soprattutto ai video l’engagement è alto e riusciamo ad interagire con tanti nostri lettori. E poter coltivare ancor meglio questo rapporto con chi ci segue con affetto è per noi molto importante.
Inoltre di recente abbiamo fatto un primo esperimento con una diretta video la domenica mattina ed è andata molto bene, quindi da febbraio ogni domenica saremo su Youtube per un appuntamento in diretta, dove potremo dialogare con chi ci segue. Dicono che il futuro sia visual.

La blogosfera oggi è piena di blog di viaggi. Potremmo quasi parlare di vera e propria concorrenza. Quale pensate siano i punti di forza del blog di Elisa&Luca e in generale del vostro modo di fare storytelling di viaggi, luoghi e culture? 😉
Essere stati tra i primi ci ha aiutato. L’essere nati in un periodo non sospetto e soprattutto senza precise aspettative o finalità di marketing. Iniziavamo la nostra esperienza con la volontà di condividere per aiutare gli altri, per dar loro soprattutto informazioni su come organizzare i viaggi. Un altro punto di forza è il tempo che dedichiamo alla nostra community, leggendo i commenti e rispondendo ad ognuno di essi. Aggiungerei anche il valore della “gratitudine”, sia verso i follower che verso i nostri clienti.
E’ stato necessario per un periodo di tempo dare senza ricevere nulla in cambio e senza aspettarsi nulla. Poi sono iniziate le prime proposte e quando oggi continuano ad arrivare proviamo ogni volta un senso di sorpresa e meraviglia per essere stati scelti. E ovviamente tanta gratitudine.
Infine, noi non amiamo parlare degli altri, fare allusioni, criticare. Credo che umiltà e autenticità siano gli altri due punti di forza che contraddistinguono il nostro blog e il nostro percorso.

Qual è la vostra definizione di travelblogger? Ormai una professione a tutti gli effetti…
E’ una figura attualmente in evoluzione. Darne una precisa definizione non è semplice, soprattutto dopo aver partecipato all’ultima edizione del TTG a Rimini, che da qualche anno organizza Meet Your Blogger, un appuntamento che è un’occasione per noi blogger di incontrare enti e agenzie. Un’esperienza dalla quale siamo tornati consapevoli che sia più corretto parlare di “Influencer sul travel”. Oggi, infatti, alcune delle persone più seguite in tema di viaggi non hanno un blog ma magari un canale Youtube o un profilo Instagram dove riescono ad avere un altissimo engagement. Quindi il cambiamento è proprio qui: non sono blogger in senso stretto, ma anche instagrammer e youtuber.
Come definire questo “influencer sul mondo travel”? Come un professionista che in modo professionale (e quindi senza cercare il viaggio “a scrocco”) può fare informazione consapevole su un’esperienza, su una località.
Noi diamo un valore aggiunto. A differenza di quello che in tanti immaginano, in realtà non siamo per niente in vacanza. Prima di un viaggio curiamo molto la relazione con il cliente e definiamo un contratto, perché appunto si tratta di una professione che offre servizi e in quanto tale merita un compenso. Per esempio mentre stiamo facendo quest’intervista siamo in partenza per la Sicilia dove abbiamo per contratto dei contenuti da produrre, delle foto e un video da fare e condividere etc. Cioè offriamo un servizio di social media marketing completo. La produzione di contenuti, in maniera professionale e consapevole, è la base. Sicuramente come tanti altri settori professionali sarebbe necessaria una maggiore regolamentazione.

Come scegliete i progetti sui quali lavorare? Cosa c’è dietro ogni vostra partenza?
Le nostre scelte sono orientate dalla nostra etica. Partiamo dal principio che i lettori – che sono la nostra forza – sono in primis delle persone che ci hanno dato fiducia. Pertanto prima di accettare se fare o meno un’esperienza ci chiediamo sempre: lo consiglieremmo ad una nostra amica?
Darsi un’etica è fondamentale.

La nostra rubrica Giovani Digitali ogni mese prova a presentare esperienza di giovani che lavorano sul web, con il web e grazie al web, troppo spesso etichettato come spazio pieno di insidie e di pericoli. A noi piace però fare zoom sulle opportunità. Ripensando alla vostra storia e ai risultati raggiunti, quali consigli e suggerimenti dareste ai giovani che vogliono provare a costruire un percorso simile al vostro?
Senza dubbio consigliamo loro le nostre care tre C.
Costanza: lavorare sodo e senza grandi pretese, soprattutto il primo anno. Studiare i social media e tutti gli strumenti utili a questo lavoro. E ovviamente non smettere mai di aggiornarsi.
Contenuti: la qualità è importante. Produrre dunque contenuti di valore, foto e articoli che siano per i lettori una fonte di informazione, di ispirazione e trasmettano efficacemente e senza ritocchi l’idea di un’esperienza.
Condivisione: fare rete intorno a sé è importantissimo, sia con persone che fanno un’esperienza simile alla nostra, quindi altri blogger o youtubers, che con gli stessi lettori.

Web&viaggi: dal vostro punto di vista, si può dire che il web ha rivoluzionato il modo di viaggiare e poi di condividere e raccontare un viaggio?
Sicuramente oggi abbiamo delle opportunità di condivisione che prima non erano possibili. Adesso per alcuni versi è tutto più facile e davvero un’informazione in pochissimo tempo può raggiungere tante persone. Chiaramente è importante sapersi muovere in questo oceano di informazioni. Selezionare è però necessario. Diffidare da quelle fonti di contenuti che spesso dietro tanta apparenza nascondono poca sostanza. Sì, credo che la cosa più importante oggi sia affidarsi alle fonti giuste.

I viaggi aprono la mente. Sono spesso delle vere e proprie esperienze di formazione, di scoperta di se stessi (oltre che del mondo). Momenti di crescita personale.
Dopo aver visitato tantissimi Paesi dal nord al sud del mondo, da est a ovest, c’è un luogo che consigliereste ai giovani di vedere almeno una volta nella vita o un’esperienza da fare, che a vostro avviso lascia tracce importanti nella crescita di una persona?
Più che un luogo mi sento di consigliare una “modalità”. Nel mio caso è nato tutto facendo l’Erasmus durante gli anni dell’Università. Non ero mai stata fuori dall’Italia prima d’ora, ma dopo l’Erasmus mi si era aperto un mondo. Partecipai ad un progetto di Volontariato Europeo a Mursia, in Spagna. Successivamente sono partita, zaino in spalla, per un viaggio di un mese in Australia.
Ecco, probabilmente l’Australia è uno di quei paesi che più di altri si rivela formativo. E’ proprio un altro mondo. Il consiglio è quindi quello di godere di tutte le opportunità di scambio e progetti all’estero che l’Unione Europea da ai giovani e poi quello di fare esperienze da soli.
Viaggiate da soli qualche volta!

Per concludere, la definizione personale di viaggio di Elisa e Luca è…?
Ogni viaggio è ed ha una storia, allarga la mente e in qualche modo ti forma. Amplia i confini ed è un’opportunità per conoscere nuovi mondi diversi dal tuo. Difficile comunque rispondere a questa domanda. Una cosa è certa, da ogni viaggio torni arricchito e ogni volta che torni sei diverso.

Fonte: Professione Travelblogger — Giovazoom

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