Prestiti online: pro, contro e prospettive

Prestiti online: pro, contro e prospettive

L’acquisto online di prestiti e mutui sta ritagliandosi una fetta sempre più grande nel mercato. Il calderone liberalizzato di Internet si sta rivelando capace di indirizzare il processo decisionale di quei clienti che usano la rete per comprare prodotti finanziari: ben 25 milioni di italiani nell’ultimo anno lo hanno fatto.

I vantaggi di Internet sono risaputi. Anzitutto, il consumatore può selezionare nel mare magnum della rete – grazie ai motori di ricerca – le società finanziarie che offrono le migliori condizioni, i tassi di interesse più bassi, i tempi di restituzione più comodi. Tale flessibilità è anche in grado di eliminare le pastoie burocratiche che dilatano i tempi in cui il prestito è effettivamente a disposizione del cliente: ecco spiegato il successo dei cosiddetti “prestiti immediati”. Inoltre, tali prestiti possono essere erogati anche in assenza di busta paga, o in caso vengano richiesti da un lavoratore atipico: condizione che ne aumenta indubbiamente l’appeal e fa impennare la dinamicità del mercato. Del resto i beneficiari di tale strumento non sono quasi mai clienti di prima fascia. Anzi, spesso gli istituti concedono i prestiti ondine anche a chi non è particolarmente solvibile o a chi ha già avuto problemi di tardati o mancati pagamenti. Non a caso per tale tipo di clientela, queste offerte risultano essere l'unico mezzo di accesso al credito : perciò possono essere disposti a sopportare quei costi maggiori e avere quei servizi più scarsi e poco trasparenti che sovente rappresentano l’altra faccia della medaglia dell’argomento qui sviscerato..

Il credito online può infatti rivelarsi un’arma a doppio taglio. Vi può essere una generale opacità sulle condizioni del prestito: spesso certe pubblicità sono ingannevoli, soprattutto se accompagnate dal rassicurante volto di qualche famoso presentatore televisivo. Senza contare che la legge impone delle soglie d'usura più elevate per le finanziarie che per gli istituti di credito. Per la concessione di un credito personale al sistema bancario la normativa anti-usura impone un tasso soglia del 15% circa (tasso medio applicato sul mercato è del 10,25 %) mentre per gli intermediari non bancari per la stessa operazione di importo superiore a 5000 euro la soglia sale oltre il 18 % circa (qui il tasso medio reale applicato è quasi il 13 %) e, addirittura, per operazioni di importo fino a 5000 euro la soglia anti-usura è oltre il 25% (qui il tasso medio realmente applicato è del 16,89%). Inoltre, la facilità di erogazione del prestito può sovente innescare un meccanismo di euforia psicologica che impedisce di ricordare la regola principale: ossia, che i prestiti vanno sempre restituiti. Non è un caso che il meccanismo perverso delle insolvenze dei mutui-subprime, i cui effetti nefasti continuano ad allungare la loro sinistra ombra, seguisse proprio uno schema non dissimile.

Una cosa è certa: il fenomeno è in pieno sviluppo, col mercato ormai sufficientemente maturo per innovative forme di credito e stanno spuntando come funghi nuovi strumenti. Esemplare il caso di Zopa, sito in cui si offre la possibilità per tutti di prestare e prendere in prestito denaro tramite il web a tassi più bassi di quelli bancari ( che ha tra i suoi sponsor persino il Savonarola genovese Beppe Grillo). La filosofia di base è uguale per entrambi: creare una comunità nella quale coloro che richiedono un prestito e quelli che investono il proprio denaro prestandolo ad altri possono interagire direttamente tra loro. Con alle spalle le garanzie legali, di sicurezza ed economiche fornito da un sito avente alle spalle colossi del web quali E-bay Skype. Il vantaggio è evidente: si aggira la classica finanziaria esosa, generando un meccanismo virtuoso di asta al ribasso pieno di benefici per il consumatore. La speranza è che nel mondo virtuale si realizzino presto le condizioni per creare una vera e propria piattaforma trasparente, in grado di garantire quegli alti margini per il momento ancora appannaggio delle banche.

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