Mutui irregolari e fidi negati da parte del 70% delle banche

Dalle banche arrivano fidi e mutui irregolari, Confcommercio accusa oltre la metà degli istituti di credito

 Chi si fosse impegnato a porre i prodotti Mutuo Arancio a confronto con quelli di Fineco, Cariparma e tutte le altre proposte di finanziamento per la casa o per le ristrutturazioni edilizie dell’azienda, non deve pensare di avere esaurito il suo compito nei confronti del risparmio.

 Come denuncia Gian Marco Bardelli di Confcommercio, secondo i dati raccolti dal 2000 a oggi, infatti, “il 72% dei mutui presenta irregolarità, il 65% dei fidi presenta interessi illegittimi, l’80% di swap/derivati ha anomalie rilevanti”.

 Fidi e mutui irregolari, quindi, cui i cittadini e gli imprenditori devono prestare la massima attenzione per non incorrere nel pagamento di interessi inesistenti o tassazioni illegali. Per fare questo, dunque, è bene avere massima consapevolezza di ciò che comporta il contratto di mutuo sottoscritto, nonché informarsi sempre sulle novità del settore.

Questo era, nei fatti, l’obiettivo promosso dall’incontro di Confcommercio avvenuto la scorsa settimana: fornire gli strumenti utili a comprendere la realtà economica e finanziaria in cui ci si trova come consumatori o imprenditori ad operare.

Il direttore di Gmb Finance Solutions, Alberto Crepaldi, ha infatti sottolineato come il “60% dei prodotti bancari venduti alle imprese presenta irregolarità e dobbiamo essere in grado di offrire agli imprenditori soluzioni percorribili in breve tempo, evitando, per quanto possibile, il ricorso alle vie giudiziali”.

Ben il 30% delle banche chiamate in causa, infatti, ricorre, in caso di accusa di irregolarità, ai metodi giudiziari, costosi e prolungati dal punto divista temporale e che obbligano, quindi, a gestire la situazioni investendo preliminarmente tutt’altro che poco tempo e denaro.

Si è cercato, inoltre, di mettere a fuoco i punti di criticità contrattuali che permettono gli abusi, i mutui irregolari e i fidi illegittimi. Primo tra questi l’anatocismo, cioè la “capitalizzazione periodica degli interessi passivi sugli interessi” e, secondo, il divario tra data valuta e data contabile.

Terzo punto, la commissione di massimo scoperto che, sebbene giudicata illegittima dalla Cassazione nel 2011, cambia nome in commissione di disponibilità fondi e continua ad agire negativamente per le imprese. Da ultimo, l’usura, cioè il tasso che si spinge oltre la soglia massima del tetto imposto da Banca d’Italia.

Conclude, poi, Massimo Malpighi, presidente Ascom Confcommercio, a sottolineare l’utilità di incontri come questo per offrire “una chiave di lettura importante di un delicato ma fondamentale rapporto” dei cittadini con le banche e per renderlo vivibile e onesto sfuggendo a abusi, fidi illegittimi e mutui irregolari.

 

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