La cerimonia di tumulazione del Milite Ignoto a Roma

 

Uno dei monumenti più riconoscibili di Roma è il Vittoriano, anche noto come Altare della Patria posto a Piazza Venezia, tra il Campidoglio – sede del Comune di Roma – e i Fori Imperiali. Ciò che rende particolare questo monumento costruito per celebrare il primo Re dell’Italia unita, Vittorio Emanuele II di Savoia, storicamente definito come il Padre della Patria è che ospita in cima alla scalinata, la tomba del Milite Ignoto, il sacello simbolico che rappresenta tutti i caduti in guerra e i dispersi. La tumulazione del Milite Ignoto ebbe luogo il 4 novembre 1921 (Giornata dell’Unità e delle Forze Armate) in pompa magna, al quale parteciparono un milione di persone, la più importante e partecipata manifestazione patriottica dell’Italia unita.

Breve storia della scelta del Milite Ignoto

Il Milite Ignoto è un militare italiano deceduto durante la prima guerra mondiale e la cui identità resta sconosciuta per via delle gravi ferite riportate che deturparono il corpo rendendolo irriconoscibile. È sepolto sotto la statua della Dea Roma e dinanzi alla statua di Re Vittorio Emanuele II sull’Altare della Patria al Vittoriano. La tomba è collocata dinanzi ad un altare ai lati del quale ci sono due bracieri perennemente accesi e vegliati dalla guardia d’onore a simboleggiare il fuoco che arde nel perenne ricordo dei defunti. Inizialmente lo si doveva collocare nel Pantheon, ma essendo quest’ultimo luogo per la tumulazione dei membri della famiglia reale Savoia, si optò per la soluzione più simbolica e scenografica dell’Altare della Patria.

Il colonnello Giulio Douhet il 24 agosto 1920 propose per primo e si batté strenuamente per la realizzazione di un monumento in onore dei soldati italiani caduti in guerra e in particolare del Milite Ignoto, affinché la Patria non dimenticasse e affinché fosse pianto da tutte le madri di tutte le generazioni come “figlio proprio”, così come si legge sull’epitaffio:« Ignoto il nome […] – con voce di pianto e d’orgoglio – dicono – innumeri madri: – è mio figlio».

La scelta del Milite Ignoto fu effettuata da una commissione di generali e colonnelli plurimedagliati i quali selezionarono nei cimiteri dei luoghi in cui si svolsero le battaglie più cruente – da Udine all’Isonzo, dalle Dolomiti a Caporetto – undici salme di militari ignoti e irriconoscibili. Furono esclusi i militari che pur irriconoscibili indossavano mostrine o medaglie che ne potevano ricondurre all’identità. Le undici salme furono trasportate ad Aquileia il 27 ottobre 1921, mentre a Roma si predisponeva il sacello di marmo in cui collocare il feretro. Ad Aquileia furono celebrate le esequie e la scelta della salma del milite ignoto fu affidata a Maria Bergamas, madre di un disperso, irredentista, nativo dell’Isonzo – prima che fosse annesso all’Italia – che disertò l’esercito austro-ungarico per unirsi a quello italiano e lottare per l’Italia fino alla morte. Il suo corpo non fu mai rinvenuto. La signora Bergamas passò in rassegna i corpi dei militari irriconoscibili e dinanzi alla decima bara svenne e la commissione interpretò l’accadimento come la scelta della donna sul Milite Ignoto da trasportare a Roma. Gli altri dieci sono sepolti nel cimitero degli Eroi di Aquileia, perennemente sorvegliati dalla Guardia d’Onore.

La tumulazione del Milite Ignoto

Una volta scelta la salma, il militare fu riposto in una semplice bara di quercia e caricato su un convoglio che attraversò l’Italia dal 28 ottobre 1921 al 2 Novembre, viaggiando lentissimamente per permettere a chiunque desiderasse di rendere tacitamente omaggio alla salma del milite ignoto così come prescritto dalle ordinanze e sostando a lungo in ogni stazione. Giunto a Roma, si predispose la salma su un affusto di cannone trainato da 6 cavalli. A Santa Maria Degli Angeli e dei Martiri furono celebrate le esequie solenni e in contemporanea in tutta Italia e ad Aquileia per le altre dieci salme.

Al corteo funebre parteciparono tutte le più alte cariche dello Stato e il Re Vittorio Emanuele III con la famiglia. La salma preceduta da una scorta di carabinieri e di rappresentanti di tutte le forze armate giunse al Vittoriano e fu portato a spalla su per la scalinata fino al sacello di marmo dove fu riposto a imperitura memoria.

Altri eroi di guerra – noti e meno noti – sono sepolti a Roma nel cimitero monumentale del Verano (per dettagli consultate il sito Verano Servizi) dove ogni anno si svolgono commemorazioni e la deposizione delle corone in occasione della ricorrenza di Ognissanti.

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